Santuario de Las Lajas: Guida Definitiva al Gioiello Neogotico della Colombia

Ultimo aggiornamento del post 10 Agosto, 2025

Santuario de Las Lajas: Guida Definitiva al Gioiello Neogotico della Colombia

Se ami i luoghi capaci di farti dire “non pensavo esistesse qualcosa del genere”, il Santuario de Las Lajas farà centro al primo sguardo.
Immagina un ponte di pietra sospeso su un canyon verdissimo, la facciata neogotica che si specchia nell’acqua del fiume Guáitara e, tutt’intorno, il silenzio rarefatto degli altipiani andini.
È uno dei santuari più fotografati del Paese, ma resta fuori dalle rotte di massa: perfetto per chi vuole vivere il lato più autentico della Colombia senza rinunciare allo stupore.

Nel corso di questo post ti racconterò la storia – fra apparizioni miracolose e architetti visionari – di questo tempio arroccato a oltre 2600 metri, scopriremo i dettagli estetici, esploreremo la devozione popolare che lo avvolge durante le processioni.
Alla fine saprai non solo come visitarlo, ma anche perché inserirlo nell’itinerario di un Viaggio in Colombia.

Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di Manizales.
Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e della Colombia (per cui, come tour operator, ho creato più di 15 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  della Colombia e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Dove si trova il Santuario

Scendendo per la Panamericana verso la frontiera nord dell’Ecuador, a circa dieci chilometri dalla cittadina andina di Ipiales, il terreno si apre in un profondo taglio roccioso: è il canyon del fiume Guáitara, teatro naturale dove sorge il Santuario de Las Lajas.

Siamo nel corregimiento di Las Lajas, comune di Ipiales, dipartimento di Nariño, una regione che funge da cerniera fra la cultura andina ecuatoriana e quella colombiana. Il confine, segnato dal ponte internazionale di Rumichaca, dista meno di venti minuti d’auto: se stai attraversando i due Paesi via terra, Las Lajas diventa tappa obbligata e piacevolmente comoda.

Come raggiungerlo da Ipiales (e oltre)

Il punto di partenza più pratico è il terminal degli autobus di Ipiales.
Qui, dalle prime luci dell’alba fino alle 18, partono furgonetas collettive dirette al santuario; il tragitto dura quindici minuti e il biglietto costa l’equivalente di un euro. Vuoi maggiore libertà di orario?
Un taxi urbano, contrattato in piazza Santander, ti lascia al parcheggio panoramico superiore per circa tre euro.
Da Pasto – la capitale dipartimentale a 80 km – partono pullman diretti ogni mezz’ora che impiegano un’ora e mezza: perfetto se arrivi con un volo interno o hai proseguito il tuo itinerario neogotico dopo aver visitato la cattedrale di Cristo Rey.

Chi entra dalla frontiera ecuatoriana trova taxi collettivi subito dopo l’ufficio immigrazione: in mezz’ora raggiungi Las Lajas senza dover passare dal centro di Ipiales.
Ricorda però che, oltre al biglietto, potrebbero chiederti un piccolo supplemento per il bagaglio; contrattalo prima di salire a bordo.

Santuario de Las Lajas: Guida Definitiva al Gioiello Neogotico della Colombia

Perché la posizione conta

Seduto sulla terrazza del santuario, lo capirai subito: la cornice naturale vale da sola il viaggio. L’altitudine – sfiora i 2 900 metri nella parte alta del canyon – regala un clima frizzante, ideale per camminare senza sudare come nei tropici; la quota, però, impone di muoversi con calma i primi minuti per evitare il fiatone.

Inoltre, la vicinanza al confine fa di Las Lajas la cerniera perfetta fra due universi: puoi sorseggiare un caffè de tinto bollente nella plaza di Ipiales al mattino e cenare con ceviche alla maniera ecuadoriana a Tulcán la sera stessa.

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Aspetti architettonici: un gotico sospeso fra roccia e cielo

Appena oltrepassi l’arco d’ingresso il santuario ti appare come un castello delle fiabe incastonato nella gola: archi rampanti, guglie filiformi, volte a crociera che ricordano il gotico francese del XIV secolo, ma con un’impronta tutta andina.
Gli architetti J. Gualberto Pérez e Lucindo Espinosa scelsero una pietra vulcanica grigio-perla alternata a conci bianchi; l’effetto, sotto la luce lattiginosa dell’altopiano di Nariño, è quello di un merletto scolpito nella roccia.

Il tempio vero e proprio, lungo 27 metri e largo 15, poggia su un ponte a due arcate che salta il fiume Guáitara con un colpo d’audacia: cinquanta metri di vuoto sotto i tuoi piedi, diciassette di larghezza e venti di sviluppo, abbastanza per ospitare la processione che ogni sera accende candele e canti mariani. Le torri gemelle svettano per oltre cento metri dal letto del fiume, coronate da pináculos che si stagliano contro le nubi.

All’interno, la penombra è rotta dai vetrales disegnati dal maestro tedesco Walter Wolf: vetro e fibra di vetro dai riflessi blu-zaffiro narrano i misteri del Rosario e colorano l’abside dove affiora l’immagine della Virgen de Las Lajas dipinta – secondo la tradizione – da mano celeste direttamente sulla pietra laja.

Sotto il presbiterio scende la cripta romanica dedicata al Sacro Cuore: navata unica, archi a tutto sesto, marmi crema che contrastano con l’austerità gotica soprastante. Fuori, un’esplosione di contrafforti, rosoni traforati, arbotantes slanciati; lungo il camminamento laterale centinaia di ex-voto raccontano grazie ricevute, incidenti scampati, malattie guarite.
È un museo popolare scolpito nell’ardesia.

Piccola pausa prima di proseguire

Ritagliati un momento per percorrere il ponte verso il belvedere opposto: da lì la prospettiva rivela la perfetta simmetria delle tre navate e lo sperone di roccia che sembra crescere dall’abside. Ti assicuro che è l’angolo migliore per una foto da cartolina, soprattutto all’ora dorata.

Santuario de Las Lajas- interno

Storia: dal rifugio di paglia al capolavoro neogotico

La leggenda fa risalire tutto al 1754, quando María Mueses, indios pastusa, e la figlia Rosa – muta dalla nascita – furono sorprese da un temporale nel canyon.
Cercando riparo fra le rocce notarono sullo sperone una figura femminile dipinta, e la bambina, rapita dallo sguardo della Vergine, pronunciò la sua prima parola: “Mamita”. Il racconto prese a diffondersi; nel giro di quarant’anni i pellegrini costruirono una capanna di legno e paglia che custodiva l’immagine.

A fine Settecento fra’ Juan de Santa Gertrudis, francescano spagnolo, descrisse nelle sue cronache il culto nascente. I miracoli attribuiti alla “Madonna del Laso” moltiplicarono le offerte e nel 1796 sorse una cappella in mattoni sormontata da una cupola di argilla.

Il XIX secolo vide il primo balzo architettonico con l’ingegnere ecuadoriano Mariano Aulestia: ampliò la navata, tracciò le fondamenta del futuro ponte e progettò una piazza circolare per accogliere processioni sempre più affollate.
Ma il vero cambio di passo arrivò nel 1916 quando la comunità, vincendo diffidenze e confini, affidò il nuovo santuario ai colombiani Pérez ed Espinosa.

Trentaré anni – e un costo, all’epoca, superiore ai tre milioni di pesos finanziati a forza di donazioni – bastarono per consegnare al mondo il monumento neogotico che ammiri oggi: consacrato nel 1949, gemellato spiritualmente con Lourdes, dichiarato “Meraviglia di Colombia” nel 2007.

Esterno Santuario de Las Lajas- interno

Aspetti religiosi: tra fede popolare e liturgia solenne

Il Santuario de Las Lajas è innanzitutto un luogo di culto cattolico sotto la diocesi di Ipiales. Ogni giorno le suore Francescane di María Inmaculada aprono i cancelli all’alba, curano i giardini pensili e preparano l’altare per tre messe in rito romano che si susseguono con puntualità monastica. Ma la devozione esplode davvero in tre momenti chiave.

Settembre porta la festa patronale: una settimana di novene, fuochi d’artificio e processioni notturne in cui la statua della Vergine attraversa il ponte, illuminata da migliaia di candele.
Il Giovedì Santo la Via Crucis si snoda lungo la scalinata che scende al fiume, fra cori in quechua e tamburi afro-pastusos.
A dicembre e inizio gennaio il santuario si trasforma in presepe vivente con mercatini di poncho, pan de yuca fumante e presepi scolpiti in zucca secca.

In questi picchi di affluenza, se non ami la folla, programmati una visita all’alba: l’eco dei salmi che rimbalzano fra le pareti di roccia è pura mistica, e avrai tutto il tempo di sederti in silenzio davanti alla pietra miracolosa prima che arrivino i bus da Bogotà o da Popayán.

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Un ultimo consiglio

Porta una piccola torcia: la cripta romanica è illuminata solo da candele votive e, se vuoi cogliere i dettagli dei capitelli scolpiti, una luce discreta ti tornerà utile.
E se desideri respirare l’atmosfera oltre il mordi-e-fuggi, fermati a dormire in una finca familiare sulle colline di La Victoria.
Svegliarti con il profumo del café de Nariño ti farà capire perché viaggiare con lentezza è il miglior modo per rendere omaggio a questo angolo di Colombia autentica.

Interno-Santuario de Las Lajas- interno

Riconoscimenti e curiosità

Prima di addentrarti nei meandri della storia e dell’arte, vale la pena di raccogliere i “titoli nobiliari” che il Santuario de Las Lajas ha collezionato in sessant’anni: un palmarès che lo inserisce di diritto fra i luoghi di culto più celebrati dell’intero patrimonio culturale della Colombia.

Dalla corona alla stampa internazionale

La devozione popolare ricevette il primo sigillo ufficiale nel 1951, quando la Santa Sede autorizzò la coronazione canonica dell’immagine mariana dipinta sulla roccia. Tre anni più tardi arrivò la dignità di basilica minore, concessione rara per un santuario fuori dai grandi centri urbani.

Gli onori civili seguirono di pari passo: nel 1984 l’allora Instituto Colombiano de Cultura lo dichiarò monumento nazionale; ventidue anni dopo un nuovo decreto lo elevò a Bien de Interés Cultural de Carácter Nacional, garanzia di tutela e fondi per il restauro delle vetrate di Walter Wolf.

Nel 2007, grazie a un referendum on-line, i colombiani lo scelsero tra le sette meraviglie del Paese; nel 2015 il quotidiano britannico Daily Telegraph lo definì «la chiesa più bella del mondo», precedendo icone come la Sagrada Família.

Fra gli aneddoti spicca la vicenda della campana maggiore, fusa a Quito nel 1942: attraversò il confine su un carro a buoi, ma una piena del Guáitara ne spezzò l’asse. I contadini sollevarono l’enorme bronzo con tronchi di quindío, dimostrando che la tenacia andina non teme burroni né confini.

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Consigli per la visita di Las Lajas

Il santuario sorge a 2 900 metri: un altopiano battuto da nebbie mattutine e cieli di zaffiro appena spunta il sole.
Da giugno ad agosto e da dicembre a gennaio l’aria è tersa e la pioggia quasi assente: se puoi, programma la tua tappa in questi mesi.
Evita però il 15 settembre, data della festa patronale, a meno che tu non voglia condividere il ponte con decine di migliaia di pellegrini.

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Dove dormire e cosa mettere in valigia

La scelta più pratica è fermarti a Ipiales — venti minuti di taxi dal santuario — dove spuntano hostal economici intorno al Mercado 18 de Julio e boutique hotel nei pressi della Plaza San Felipe.
Per chi preferisce il silenzio suggerisco le fincas del vicino Las Victorias: camere rustiche, camino acceso e colazione con caffè de Nariño tostato sul posto.

Porta con te un pile leggero, giacca antipioggia e scarpe con suola scolpita: il sentiero lastricato può diventare scivoloso. Il sole equatoriale picchia anche in quota, quindi non dimenticare crema SPF 50, occhiali UV e borraccia termica; alle quote andine la disidratazione arriva prima della sete.

Esperienze extra fra canyon e altipiani

Dopo la messa del mattino scendi i duecento gradini che costeggiano il fiume: fra orchidee selvatiche e colibrì raggiungerai il ponte sospeso costruito dai frati francescani per accedere alle grotte votive.
Da lì partono sentieri che risalgono il canyon del Guáitara, ottimi per osservare aquile e tití del Nariño.
Nel pomeriggio fai rotta su Ipiales per assaggiare la cuy asada — il porcellino d’India alla griglia — o spingiti fino al mercato di Tulcán appena oltre il confine ecuatoriano, famoso per le sculture vegetali del suo cimitero-giardino.

Il santuario apre alle 6.00 e chiude alle 19.00; l’ingresso è gratuito, ma una donación voluntaria di 5 000 COP aiuta a finanziare il restauro delle vetrate. Il nuovo teleférico (8 000 COP a tratta) risparmia la salita in minibus e regala una vista impareggiabile sull’abside sospesa.

Santuario de Las Lajas: Guida Definitiva al Gioiello Neogotico della Colombia

Come arrivare a Las Lajas

Arrivare a Las Lajas è semplice, purché tu metta in conto distanze andine e qualche curva panoramica.

In aereo e bus

L’aeroporto San Luis di Ipiales riceve tre voli settimanali da Bogotá con Satena; in alternativa puoi atterrare a Pasto (Antonio Nariño) e proseguire due ore in bus attraverso l’altopiano de La Cordillera.
Dal terminal di Pasto partono minibus ogni venti minuti (25 000 COP); da Bogotá, Cali o Medellín preparati a viaggi notturni di dodici-sedici ore su comodi pullman-salón cama.

Una volta a Ipiales il tragitto finale è breve: taxi ufficiale a tariffa fissa (15 000 COP) o colectivo che parte di fronte al centro commerciale Gran Plaza. 

In Viaggio a Las Lajas e in Colombia con Roberto Furlani

Se questo gioiello sospeso fra rocce e fede ha acceso la tua curiosità, contattami: preparerò per te un itinerario che collega Las Lajas alla magia coloniale di Popayán e alle lagune sacre del deserto de Tatacoa, trasformando un semplice spostamento in Viaggio in Colombia pieno di storia, natura e incontri autentici.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e della Colomba (per cui, come tour operator, ho creato più di 15 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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FAQ – Frequently Asked Questions

Il Santuario de Las Lajas non richiede biglietto per accedere alla basilica, l’ingresso è gratuito.
Il piccolo museo e alcune aree espositive chiedono un contributo simbolico di 1–2 €, mentre parcheggi e navette locali costano in genere 1–3 € per tratta.

Da Ipiales un taxi fino all’ingresso dei pellegrini costa 3–6 € e l’ultimo tratto a piedi richiede 10–20 minuti in discesa tra edicole votive (in risalita impieghi un po’ di più).
Porta monete per candele o ex‑voto e una giacca leggera: la gola del río Guáitara è fresca anche a mezzogiorno.

 

Il Santuario de Las Laja è noto per l’architettura neogotica posata a cavallo di un canyon, con un ponte che scavalca il río Guáitara e collega la facciata alla parete rocciosa.
La fama nasce anche dalla tradizione dell’apparizione mariana del XVIII secolo e dall’immagine venerata della Virgen del Rosario “impressa” sulla laja, la lastra di pietra all’interno.

Tra arco e navata senti il rombo dell’acqua di fondo e il profilo degli archi sembra più slanciato nelle ore del tardo pomeriggio.
Fotografia consigliata dal camminamento a mezza costa, dove il ponte e la cascata entrano nello stesso fotogramma.

 

Il Santuario de Las Laja si trova vicino a Ipiales, dipartimento di Nariño, nella [Colombia], in una gola del río Guáitara a 2.750–2.900 metri sul livello del mare.
Dista 7–10 km dal centro di Ipiales e circa 11–13 km dal confine con l’Ecuador al Puente de Rumichaca.
Calcola 15–25 minuti di taxi dal Parque 20 de Julio fino ai belvederi superiori, poi si scende a piedi verso il ponte e la facciata neogotica sospesa.
Quando le nuvole corrono basse il santuario emerge all’improvviso tra spruzzi e risonanze d’acqua: un colpo d’occhio notevole.

 

Il Santuario de Las Laja invita a un percorso semplice: discesa ai belvederi, visita alla basilica, sosta sul ponte e risalita lungo il viale dei mosaici votivi.
Puoi entrare alla grotta laterale, fermarti al piccolo museo e scendere fino alla piattaforma bassa per inquadrare la facciata con la cascata alle spalle.

I pellegrini percorrono anche la Via Crucis che costeggia la gola, 25–40 minuti con brevi rampe, e si affacciano al Mirador superiore per la prospettiva completa.
Se arrivi da Ipiales al mattino presto eviti i gruppi, trovi luce radente sulle guglie e rientri prima che l’altitudine e i gradini si facciano sentire.

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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