Medellin: Guida Definitiva alla Città dell’Eterna Primavera

Ultimo aggiornamento del post 10 Agosto, 2025

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Atterri nello scalo di Rionegro, scendi verso la valle lungo un’autostrada che taglia montagne vellutate d’abete e, nel giro di quaranta minuti, ti ritrovi circondato da grattacieli di vetro, murales a cielo aperto e un profumo di tostatura che ti riporta alla mente che sei nel cuore pulsante del caffè andino.

È qui, nella Valle d’Aburrá, che la Colombia mostra il suo volto più innovativo: una metropoli di oltre due milioni e mezzo di abitanti che ama definirsi “Città dell’Eterna Primavera” grazie a un micro-clima stabile (minime 17 °C, massime 27 °C, umidità mai soffocante).

Se il tuo prossimo Viaggio in Colombia mira a coniugare cultura urbana, natura subtropicale e un tuffo nella storia recente, questo post fa al caso tuo.
Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di Medellin.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e della Colombia (per cui, come tour operator, ho creato più di 15 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  della Colombia e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

Perchè Visitare Medellin 

Un tempo città più pericolosa del mondo, Medellín ha compiuto una trasformazione straordinaria, diventando oggi un modello di innovazione urbana e coesione sociale. Famosa per il suo clima perfetto, la vivacità culturale, la cucina innovativa, Medellín attira viaggiatori in cerca di esperienze urbane dinamiche, immerse nella bellezza della natura colombiana.

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Storia di  Medellín : dalle origini al rinascimento urbano

Molto prima che i conquistadores piantassero le croci di San Giacomo nel suolo colombiano, la Valle d’Aburrá era tessuta dalle mani dei Aburráes, popolazione di lingua caribe che commerciava sale e lavorava il cotone in tinte naturali.

Resti di terrazze agricole, punte di lancia in ossidiana e ceramiche a spirale testimoniano un’economia che ruotava attorno ai fiumi Medellín e Porce, cuore di una rete carovaniera che collegava Caraibi e Ande.

Quando il capitano spagnolo Jerónimo Luis de Cabrera esplorò la valle nel 1541, rimase impressionato dall’abbondanza di acqua e dall’ordine dei campi; eppure la vera colonizzazione prese forma solo nel XVII secolo, quando nuovi coloni venuti da Santa Fe de Antioquia fondarono la “Aldea de San Lorenzo de Aburrá”.

Dalla miniera d’oro al battesimo “Medellín”

Nel 1675, con la scoperta di filoni alluvionali d’oro lungo il Río Santa Elena, la corona spagnola istituì la Villa de Nuestra Señora de la Candelaria de Medellín, nome scelto in onore del conte di Medellín in Estremadura, benefattore della spedizione.
In pochi decenni la cittadina divenne un nodo di scambi grazie alla produzione di seta, calzature e, soprattutto, caffè: i primi semi d’Arabica arrivarono da Cúcuta agli inizi dell’Ottocento, piantati sui declivi umidi di Envigado e Sabaneta.

L’epoca oscura del cartello e il riscatto sociale

Saltiamo al XX secolo: l’urbanizzazione senza regole, l’ineguaglianza nei barrios collinari e la nascita del cartello di Medellín trasformarono la città in un campo di battaglia.
Nel solo 1991 si registrarono 381 omicidi ogni 100 000 abitanti, il tasso più alto al mondo. La morte di Pablo Escobar (2 dicembre 1993) non bastò a invertire la rotta; servì un’alleanza fra governo locale, università e comunità di base per avviare un profondo ripensamento urbano.
Si finanziarono biblioteche-parco, si costruirono scale mobili coperte nella futura Comuna 13, si inaugurò la prima linea Metrocable, collegando i quartieri altimetricamente isolati al sistema di metropolitana (unico in Colombia)  .

Il riconoscimento internazionale

Nel 2013 il Wall Street Journal e Citigroup proclamarono Medellín “Most Innovative City in the World”. Non era solo marketing: dal 2004 al 2024 gli omicidi sono crollati dell’85 %, la povertà estrema è passata dal 22 al 7 % e 620 000 studenti frequentano oggi campus universitari sorti su aree un tempo occupate da discariche.

Il Metrocable Linea P – Picacho, aperto nel 2021, estende il sistema a nord-ovest e serve 420 000 residenti. 
C
on il futuro “Metro de la 80”, 13,3 km di tram-metro già finanziati al 40 % nel 2025, la mobilità rapida arriverà a ulteriori 32 minuti di percorrenza fra Caribe e Aguacatala.

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Cosa vedere a Medellin: 10 posti da Visitare

1. Parque Explora – giocare con la scienza

Dall’esterno sembra un blocco di container rossi appoggiati in disordine; dentro, però, è un paradiso per curiosi di tutte le età. Il Parque Explora ospita l’acquario d’acqua dolce più grande del continente – oltre 400 specie, dai piranha dell’Amazzonia Colombia alle razze del Río Magdalena – e un planetario rinnovato di recente.
I pannelli non si limitano a mostrare: invitano a toccare, spingere leve, sperimentare. Porta con te almeno due ore e qualche domanda da fare agli studenti-volontari in maglietta rossa: sorprende quanto siano preparati.

2. Plaza Botero – sculture sotto il sole

All’uscita della stazione Parque Berrío ti accoglie un baccano di clacson e… ventitré giganti di bronzo. Fernando Botero ha donato queste opere alla sua città; la mattina la luce radente ne sottolinea le curve, il pomeriggio la piazza si popola di scolaresche in gita e imbonitori di tinto.
Fermati a guardare i dettagli: la lucentezza di certe parti rivela dove la gente ama poggiare la mano per una foto di fortuna – segno di un’arte davvero pubblica.

3. Jardín Botánico – il respiro verde

Basta varcare il cancello per dimenticare il traffico della città.
Tra i vialetti del Jardín Botánico trovi un padiglione di orchidee in legno d’acacia, un lago con aironi che pescano silenziosi, una foresta semi-umida e un giardino delle farfalle dove le Morpho azzurre si posano sugli zainetti.
Più di 4 500 varietà di piante catalogate; se capiti di sabato, unisci alla visita il mercado campesino di prodotti biologici.

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4. Pueblito Paisa – fermo immagine sull’Antioquia rurale

Il colle di Cerro Nutibara ospita un villaggio in miniatura: chiesa dalle pareti bianche, bottega del barbiere, municipio minuscolo, perfino la vecchia prigione. Il panorama circolare su tutta Medellín vale la salita, ma la vera ricompensa arriva al tramonto, quando i mattoni si tingono di arancio e i venditori di obleas (cialde farcite di dulce de leche) fanno affari d’oro. È kitsch? Forse. Ma anche un ripasso storico rapido e piacevole.

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5. Metrocable – la città vista dall’alto

Più che un’attrazione, una rivoluzione sociale: cabine sospese che collegano in dieci minuti i quartieri sulle pendici ai viali centrali. Scegli la Linea K fino a Santo Domingo per sorvolare tetti di lamiera e murales, poi continua con la Linea L verso Parque Arví: solo il passaggio dalla giungla di cemento alla nebbia dei pini vale il biglietto (0,80 € con Tarjeta Cívica).

6. Museo de Antioquia – la memoria artistica

Di fronte alla Plaza Botero, il palazzo in stile art déco custodisce oltre cento opere del maestro e una collezione sorprendente di arte latino-americana del Novecento. Imperdibile la sala dedicata a Débora Arango, pioniera di temi femminili e politici in pieno periodo conservatore. Se hai poco tempo, concentrati sui tre piani di mostre permanenti – ben spiegate in spagnolo e inglese – e lascia le temporanee a una seconda visita.

7. Parque Arví – respiro andino a portata di funivia

A 2 200 m di quota, questo parco ecologico offre 16 000 ha di foresta nebbiogena, sentieri segnalati e mercatini di artigianato paisa.
Arrivi in funivia, scendi alla stazione finale e ti ritrovi tra bancarelle di infusi di erbe, miele di melipona e formaggi freschi; dieci passi più in là inizi a camminare fra bromelie giganti e orchidee selvatiche. Consiglio: indossa scarpe impermeabili – qui piove a sorpresa anche in piena estate.

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8. Comuna 13 – arte di strada e resilienza

Quella che era la zona più pericolosa della città si è reinventata con murales, break-dance e scale mobili coperte che tagliano il pendio in sei rampe.
Le guide nate qui raccontano la guerriglia e la svolta comunitaria senza retorica; tu ascolti, mangi un’empanada de maíz peto da Doña Lucy e capisci come la creatività possa diventare politica attiva.

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9. Museo della Memoria – ascoltare le voci dimenticate

Non serve conoscere a fondo la storia colombiana per restare colpiti: l’allestimento ti conduce attraverso sale oscure illuminate da testimonianze audio, fotografie sospese e mappe che visualizzano spostamenti forzati e massacri.
Uscirai più consapevole del prezzo pagato da intere comunità e di quanto la parola “pace” pesi, da queste parti.

10. Mercado del Río – laboratorio del gusto

Ex magazzino sul fiume trasformato in food hall: trenta cucine a vista, tavoli condivisi, lucine appese e musica dal vivo nel weekend. Puoi passare dalla Bandeja Paisa in mini-versione alle bao buns ripieni di post-a-negra, dalle birre artigianali alla limonata di panela. È il posto giusto per fare un giro del mondo gastronomico restando seduto.

11. El Poblado – tra boutique e nightlife

Quartiere residenziale diventato la “zona rosa” della città: boutique hotel ricavati in vecchie fincas, gallerie di design su Via Primavera e bar che servono cold brew a tutte le ore.
La sera scegli tra i rooftop di Provenza – musica ma non troppa confusione – o i locali di Calle 10 se preferisci salsa e reggaetón fino a tardi. Chi lavora in remoto si sistema nei cowork di Manila al mattino e, la sera, brinda con un gin-caffè al ritmo di dj set dal vivo.

Come cucire le tappe in un solo filo

  • Mattina: Plaza Botero → Museo de Antioquia → pausa caffè al Mercado del Río.

  • Pomeriggio: Metrocable fino a Parque Arví o, se piove, planetario al Parque Explora.

  • Tramonto: salita al Pueblito Paisa per scatti panoramici.

  • Sera: cena street food a Comuna 13 oppure bistrot di El Poblado.

In un weekend pieno, vedrai tutti e undici i luoghi; con tre giorni potrai gustarteli senza fretta e magari aggiungere una puntata al vicino villaggio di Piedra del Peñol e Guatapé.

Piedra Penol e Guatapé: una escursione da Medellin_Foto1

Escursioni nei dintorni di  Medellín

Guatapé e la Piedra del Peñol

Immagina un mosaico di laghi azzurri che punteggia penisole a forma di puzzle. È il bacino artificiale di Guatapé: negli anni Sessanta l’Enel colombiana sommerse valli e villaggi, ma lasciò emergere la Piedra del Peñol, monolite di 200 metri striato di quarzo.
Salendo i 740 gradini, arrivi a un belvedere rotondo che regala 360 gradi di acqua smeraldo. Il borgo di Guatapé, a soli due chilometri, dipinge zócalos bassorilievo sulle facciate: mucche che trainano carretti, musicisti di vallenato, leggende indigene. Se vuoi evitare la folla festiva, dormi in un eco-lodge sulle isole galleggianti e goditi l’alba in kayak.

Rotte del caffè: fincas di Santa Elena e Oriente Antioqueño

A est di Medellín iniziano le alture nebbiose dove si coltiva Coffea Arabica varietà Castillo: una passeggiata bucolica nella zona di El Retiro ti permette di raccogliere ciliegie, depolpare, lavare e tostare a tamburo sotto la guida di agronomi locali. Sorseggi un pour-over con note di panela e cacao e capisci perché la regione è parte dell’Eje Cafetero Unesco dal 2011.
Molte fincas offrono pernottamento in vecchie case patronali di bahareque con amache sul patio e sentieri di bird-watching abitati da turacos e colibrì.

Santa Fe de Antioquia

Un’ora e mezza verso ovest, la ruta al mar ti conduce a Santa Fe, capitale provinciale nel periodo coloniale, tutta lastricati in ciottolo nero e case bianche con portali in legno di guadua.
Attraversa il Ponte de Occidente, sospeso sul Río Cauca con catene d’acciaio importate dall’Inghilterra nel 1887: un capolavoro d’ingegneria in grado di sopportare ancora il traffico locale.
Se arrivi di domenica, partecipa alla messa in cattedrale e fermati a mangiare tamales al fiore di bijao nel mercato contadino.

Bandeja Paisa piatto tipico Colombia

Cosa mangiare a Medellin

Sapori identitari: la Bandeja Paisa

Se vuoi capire il carattere paisa devi prima sederti davanti a una Bandeja Paisa fumante. Immagina un vassoio ovale che non lascia spazio al piatto: fagioli cotti lentamente nel sofritto, riso bianco che assorbe il loro fondo, carne macinata speziata, un segmento di chorizo arrostito, l’immancabile chicharrón croccante, un uovo fritto con tuorlo ancora cremoso, un rettangolo di platano dolce, una fetta di avocado e – a chiudere il cerchio – l’arepa bianca che fa da “pane”.

Non è un pranzo leggero; è la fotografia di una storia contadina fatta di lavoro nei campi e bisogno di calorie durature. Anche oggi, quando lo ordini in un ristorante del centro, il cameriere lo serve con un sorriso complice: sa che stai per fare parte di un rito più che di un pasto.

Il quotidiano dell’ Arepa de Choclo

Svegliarsi a Medellín significa sentire il profumo del mais che sfrigola sulla piastra. L’arepa de choclo – morbida, leggermente dolce, impastata con chicchi freschi – arriva al tavolo ancora dorata, appena spennellata di burro o farcita con formaggio campesino che fila al primo morso.
Qui la si mangia a colazione, ma nessuno si scandalizza se la ordini a metà pomeriggio per accompagnare un succo di guanábana. In molti caffè di Laureles l’impasto viene arricchito con anice o bocconcini di guayaba: piccoli tocchi creativi che non tradiscono la tradizione.

Il momento del  tinto

Chiedi un “tinto” e non ti serviranno un vino, bensì un caffè nero, corto, intenso. In Antioquia il tinto è la pausa, la scusa per chiacchierare cinque minuti sotto il portico prima di tornare al lavoro.
I baristi di Medellín vantano estrazioni filtrate che competono con quelle di Bogotá, ma il tinto resta il cuore popolare della giornata: costerà pure meno di un euro, ma racchiude decenni di cultura legata alla raccolta dell’arabica sulle colline circostanti.

Rinascita culinaria: tradizione che guarda avanti

Negli ultimi dieci anni la cucina locale è uscita dal solo perimetro della tradizione. Chef formati a Lima, Barcellona o New York sono tornati a casa per rileggere le ricette della nonna con tecniche moderne.
Così in locali come Alambique o Carmen troverai il ceviche antioqueño marinato con lulo e coriandolo, oppure la trucha del Río Cauca servita su purea di banano verde. La filosofia resta la stessa: ingredienti a chilometro zero, ma presentazione e texture degne di qualsiasi capitale gastronomica.

Mercati e street food, l’altra faccia del gusto

Per vedere da dove partono questi ingredienti basta entrare al Mercado del Río: un ex-magazzino convertito in food hall dove cucine open space sfornano buñuelos dorati, empanadas di manioca e tacos fusion in un’unica, allegra confusione.

Se vuoi qualcosa di ancora più verace, fai un salto alla Plaza Minorista: banchi di frutta alta un metro, venditori che ti insegnano a distinguere il zapote perfetto e chioschi di sancocho fumante che servono operai e avvocati senza distinzione di rango.

Nei pressi del Parqué de los Deseos si frigge la miglior empanada di Antioquia: farcia di carne, patata, cipolla e cumino, servita con ají al coriandolo.
Alla vigilia di Natale, i chioschi propongono buñuelos sferici di farina e formaggio costeño, croccanti fuori e soffici dentro, accompagnati da natilla alla cannella.

Zuppe della memoria:  Mondongo e Ajiaco

Quando la pioggia tropicale rinfresca l’aria, le famiglie si raccolgono attorno a un piatto di sopa de mondongo: trippa tagliata fine, patate, carote e coriandolo in brodo denso.
È figlia della cucina povera, ma oggi i ristoranti storici la cucinano con una pazienza che rasenta l’alta gastronomia.
Diversa, ma altrettanto radicata, l’ajiaco porta in tavola tre varietà di patate, mais tenero e pollo sfilacciato profumato di guasca.
Entrambe le zuppe raccontano l’incontro fra ingredienti indigeni e metodi di cottura spagnoli, memoria liquida di un Paese che ha imparato ad adattarsi alle alture come alle valli calde.

Cultura del caffè

Medellín vive di caffè due volte: lo esporta e lo beve. Locali come Pergamino, Rituales o Urbania offrono microlotti tracciabili fino alla parcella: Bourbón rosa, Geisha, Tabi naturale.
Qui puoi prenotare cupping guidati, corsi di filtrazione con Chemex o V-60 e tour in piantagioni partner che mostrano la fermentazione in vasche di acciaio.

Dove (e cosa) mangiare: tre tavoli per tre tasche

Per chiudere in bellezza una giornata fra musei e funivie serve il posto giusto dove mettere le gambe sotto al tavolo.
Qui sotto trovi tre indirizzi collaudati, uno per ogni budget, con l’indicazione del quartiere così non sbagli strada.

Economico – “El Pintuco” (Centro, Carrera 52)
Menú del día a 4-5 €: zuppa ajiaco, empanada gigante e succo fresco di lulo. Ambiente spartano ma autentico, perfetto fra una visita a Plaza Botero e il Museo de Antioquia.

Fascia media – “Alambique” (Manila)
Cucina paisa rivisitata: tartare di cuore di palmito, trucha affumicata su arepa di platano e cocktail al caffè. Cena completa a 20-25 € bevande incluse, dj-set soft dopo le 22.

Fine dining – “Carmen” (El Poblado)
Degustazione in sette portate che spazia dal pacifico al cacao di Urabá. Prezzo 75-85 € (vino escluso). Prenota con almeno una settimana di anticipo: c’è chi dice che nel 2025 potrebbe arrivare la prima stella Michelin colombiana.

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Consigli pratici per il viaggio a  Medellín

Come arrivare

Qualunque sia il tuo itinerario in Colombia, l’ingresso principale alla capitale di Antioquia resta l’aeroporto internazionale José María Córdova (MDE), a Rionegro. Una volta atterrato, non farti cogliere impreparato: qui sotto trovi un ventaglio di soluzioni — dalla più economica alla più confortevole — con relative tariffe espresse in euro.

Ecco quindi, passo per passo, come raggiungere il centro città:

  • Bus pubblico “Aerobus” – Parte dall’uscita 2 ogni 15-20 minuti. Il biglietto si acquista a bordo (circa 3,50 €) e il capolinea è il Terminal San Diego, già collegato alla linea A della metro.

  • Minivan condiviso – Stessi orari ma sedili numerati, aria condizionata e deposito bagagli incluso. In un’ora ti lascia a El Poblado per circa 7 €.

  • Taxi ufficiale aeroportuale – Veicoli gialli con etichetta “AEROPUERTO”; paghi allo sportello interno e ricevi un voucher tariffa fissa (25 € di giorno, 28 € dopo le 22). Fuori dal terminal trovi anche driver privati prenotabili con Cabify Aeropuerto a costi simili.

Consiglio: in alta stagione i charter da Cartagena e Bogotà saturano i taxi; se atterri tardi, riserva un’auto in anticipo via app.

Muoversi in città

Medellín è la sola metropoli colombiana con una rete metro-tram-cable capillare, orgoglio civico e simbolo della sua rinascita urbana.
Dopo aver fatto tuo il panorama di linee (due ferroviarie, un tram moderno, sei Metrocable e una miriade di bus integrati), ti serviranno le informazioni pratiche che seguono per scegliere il titolo di viaggio più adatto.

Per orientarti a colpo d’occhio, tieni presente queste quattro opzioni:

  • Biglietto singolo integrato – Costa 0,75 € e vale per una corsa metro o tram più un bus di interscambio entro 90 minuti.

  • Tarjeta Cívica – Card ricaricabile (deposito 1 €) che dal 2025 è anche contact-less Mastercard: sblocca sconti se effettui almeno cinque corse al giorno e funge da borsellino elettronico nei chioschi delle stazioni.

  • EnCicla – Bike-sharing gratuito per le prime due ore, perfetto per la dorsale ciclabile di 105 km che collega Laureles a Sabaneta passando dal Parque Lineal La Presidenta.

  • Taxi e app – Tassametro urbano da 1 €, ma dopo le 23 punta su Cabify o DiDi per la geolocalizzazione in tempo reale.

Al momento non esiste un pass turistico illimitato; tuttavia puoi caricare sulla Cívica un “abono día” da 2,30 € con corse illimitate fino alle 23: un’ottima idea se concentri musei e funivia nello stesso giorno.

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Dove dormire

L’ospitalità medellinense è variegata quanto i suoi quartieri. Prima di prenotare, decidi che tipo di atmosfera cerchi la sera: mondana, locale o ultra-tranquilla.

Qui sotto trovi le zone principali con pro e contro, così non sbagli in fase di prenotazione:

Zone da saltare per un pernottamento: Barrio Triste, parte bassa di Moravia e i vicoli oltre la Carrera 51 a San Javier — quartieri ancora in transizione dove è meglio limitarsi a visite diurne guidate.

Sicurezza

Il 2024 si è chiuso con 14 omicidi ogni 100 000 abitanti, cifra ormai inferiore a molte capitali regionali. Ciò non toglie che la prudenza resti l’alleata migliore di ogni viaggiatore.

Memorizza queste accortezze di base:

  • Evita ponti pedonali isolati con lo smartphone in mano nelle ore di punta.

  • Usa taxi-app dopo le 23 e lascia documento originale in cassaforte; porta solo una copia digitale.

  • I quartieri più tranquilli la sera sono Provenza, Laureles, Manila e la zona di Parque del Poblado.

  • Per aggiornamenti su scioperi o manifestazioni fai sempre riferimento a Viaggiare Sicuri in Colombia.

Lingua

Il castellano paisa è melodico e più lento del dialetto caraibico. Due frasi che ti faranno sembrare del posto: “¡Qué chimba de sitio!” (Che posto fichissimo!) e “¿Me regalas un tinto?” (Mi dai un caffè lungo?).

Valuta – Quanto costa una giornata a Medellín?

Le cifre che seguono sono per persona e includono alloggio, tre pasti, trasporti urbani e piccole spese extra.

Nota: se viaggi in coppia, per l’alloggio raddoppia soltanto la voce “zaino in spalla” (dormitori separati); nelle altre due fasce la camera doppia costa poco più di una singola, quindi il budget condiviso a coppia è circa 1,7 × quello indicato, non il doppio.

Contante indispensabile nei mercati contadini e sugli autobus di quartiere; altrove Visa e Mastercard sono accettate senza problemi.

Cambio – Il tasso migliore si ottiene prelevando con carta europea agli ATM Bancolombia o Davivienda(commissione 1-2 %).
Gli sportelli cambio in aeroporto applicano un sovrapprezzo del 5 %.

Quando andare

Il soprannome “Eterna Primavera” dice tutto: le temperature oscillano fra 17 °C di minima e 27 °C di massima.
Se però programmi trekking al Cerro de las Tres Cruces o gite alla Piedra del Peñol, prendi in considerazione i periodi più asciutti — dicembre-marzo e luglio-agosto

👉 Se vuoi sapere di più sul clima e  su quando andare in altre zone della Colombia, ti consiglio di leggere il mio post Quando andare in Colombia: tutto quello che devi sapere, dove troverai tantissime informazioni utili per il tuo viaggio in questo splendido Paese!

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Cosa vedere a Medellin in 1,2,3 giorni

Questi itinerari sono un mio suggerimento per aiutarti a sfruttare al massimo il tuo tempo a Medellín, permettendoti di immergerti nella cultura locale, esplorare la natura e vivere esperienze urbane uniche.

Cosa Visitare a Medellin in 1 giorno

Mattina: Inizia la tua giornata a Medellín con una visita a Plaza Botero, situata nel cuore del centro storico. Questa piazza è celebre per le sue 23 sculture di bronzo donate dalla star locale Fernando Botero. Le opere, caratterizzate dalle forme voluminose tipiche dello stile dell’artista, offrono spunti fotografici unici. Dalla piazza, è breve la distanza fino al Museo de Antioquia, che si affaccia sulla piazza stessa. Questo museo ospita una delle più grandi collezioni di opere di Botero, oltre a esibire una vasta gamma di arte contemporanea e tradizionale colombiana.

Pranzo: Dirigiti al Mercado del Rio, un vivace mercato gastronomico che si trova a breve distanza dal centro. Qui potrai gustare una varietà di cibi provenienti da tutto il mondo così come specialità locali in uno degli ambienti più moderni e giovanili della città.

Pomeriggio e Sera: Dedica il pomeriggio alla scoperta di El Poblado, il quartiere più trendy e sicuro di Medellín. Passeggia tra le strade avvolte da alberi, esplora boutique indipendenti e gallerie d’arte. Man mano che il sole tramonta, El Poblado si trasforma nel cuore della vita notturna di Medellín. Goditi un cocktail in uno dei tanti bar alla moda o, se preferisci qualcosa di più tranquillo, opta per un caffè in uno dei caffè all’aperto lungo la Via Primavera.

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Cosa Visitare a Medellin in 2 giorni

Giorno 1: Segui l’itinerario del primo giorno come descritto sopra.

Giorno 2 – Mattina: Inizia il tuo secondo giorno con una visita al Jardín Botánico, un’oasi di tranquillità nel mezzo della metropoli. Questo giardino botanico ospita più di mille specie di flora e funge da santuario per uccelli e farfalle. È il luogo perfetto per una passeggiata rilassante lontano dal trambusto urbano.

Pranzo: Pranza in uno dei caffè all’interno del Jardín Botánico, dove potrai assaporare piatti leggeri circondato dalla natura.

Pomeriggio: Prosegui il tuo tour al Parque Explora, un museo interattivo situato accanto al Jardín Botánico. Questo centro scientifico è ideale per famiglie e curiosi di tutte le età, grazie alle sue esibizioni su argomenti che vanno dalla fisica alla biologia. Non perderti l’acquario e il planetario.

Sera: Chiudi la giornata con un viaggio sul Metrocable, che parte dalla stazione Acevedo. Questa funivia offre una vista spettacolare sulla città mentre sale verso il Parque Arví, un vasto parco naturale che è una popolare fuga dalla città. Anche se il parco può richiedere una giornata intera per essere esplorato completamente, una breve visita al tramonto ti darà comunque una panoramica delle sue bellezze.

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Cosa Visitare a Medellin in 3 giorni

Giorno 1 e 2: Segui gli itinerari suggeriti per i primi due giorni.

Giorno 3 – Mattina: Dedica la mattina a un tour guidato di Comuna 13, un tempo uno dei quartieri più pericolosi di Medellín e ora un vibrante centro di cultura e arte. Questa zona è rinomata per i suoi murales colorati e le scale mobili all’aperto, che hanno trasformato l’accessibilità e la vita dei residenti. Un tour guidato ti offrirà approfondimenti sulla storia e la trasformazione sociale del quartiere.

Pomeriggio: Nel pomeriggio, fai un’escursione fuori città. Guatapé è una scelta eccellente, famosa per la sua iconica roccia, La Piedra del Peñol, e il pittoresco villaggio con i suoi colorati zocalos. Salire i 740 gradini per raggiungere la cima della roccia offre una vista ineguagliabile sul circostante paesaggio lacustre.

Alternativa: Se preferisci rimanere più vicino, considera una visita a una piantagione di caffè nei dintorni di Medellín. Queste visite non solo ti permetteranno di vedere da vicino come viene coltivato e prodotto uno dei migliori caffè al mondo, ma ti offriranno anche la possibilità di assaggiare varietà di caffè fresco.

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Cosa Vedere in Colombia

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Scopri chi sono

Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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Scopri la Colombia con il mio Blog

Se ti piaciuto il mio post, ti invito a scoprire la Colombia attraverso il mio blog Viaggio in Centro-SudAmerica .
Qui troverai molte informazioni che spero ti possano essere utili per preparare e arricchire il tuo programma di viaggio in Colombia  e la tua conoscenza, più in generale, dell’America latina.

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FAQ – Frequently Asked Questions

Medellin racconta una rinascita urbana in la Colombia, tra sculture a cielo aperto e funivie che risalgono la valle.
A  Medellin ti muovi tra Plaza Botero e il Museo de Antioquia, poi sali al Pueblito Paisa sul Cerro Nutibara per un belvedere con 80–110 metri di dislivello sulla Valle de Aburrá.

Il Metrocable verso Santo Domingo e fino a Parque Arví richiede 20–25 minuti complessivi, con arrivo a 2.200–2.350 metri sul livello del mare (dopo un acquazzone l’aria si fa più tersa e fresca).
La street art di Comuna 13 si visita di giorno lungo le scale mobili con guide di quartiere. Il biglietto integrato metro+funivia costa di solito 1–2 € a corsa.

Ad agosto la Feria de las Flores porta in città le “silletas”, mentre l’Orquideorama del Jardín Botánico accoglie una pausa verde a 1.495 metri sul livello del mare.
Clima di eterna primavera per gran parte dell’anno: 17–24 °C e serate leggere in camicia.

Medellin si visita con buonsenso e scelte semplici negli orari serali.
Come altrove in Colombia, resti nei quartieri El Poblado e Laureles e usi taxi o app dopo cena.
La metro di Medellin è puntuale: in 12–18 minuti arrivi a Parque Berrío dal Poblado, riducendo gli spostamenti su strada nelle ore di punta.
Accorgimenti pratici: 20–40 € in contanti per la giornata, bancomat all’interno dei centri commerciali, zaino frontale nei mercati come La Placita de Flórez e Minorista.
Per Comuna 13 e Cerro Nutibara scegli le ore di luce e rientra entro le 20; Plaza Botero funziona meglio al mattino (arrivano i gruppi dalle 10:30 in poi).

Medellin dista dal Caribe più vicino del Golfo di Urabá (zona Turbo/Necoclí) 320–360 km, 7–9 ore in bus secondo traffico e soste.
Verso nord, Cartagena si trova a 620–680 km con 11–13 ore di bus oppure 65–80 minuti di volo; per spiagge e isole vedi anche la guida Colombia mare.
Itinerario alternativo: Santa Marta è a 830–900 km via strada, con mare più trasparente e accesso al Parco Tayrona.

 

Medellin è a 1.495 metri sul livello del mare, con 16–27 °C quasi tutto l’anno e piogge più frequenti tra aprile–giugno e settembre–novembre.
La Colombia andina qui ha luce regolare 6:00–18:00, utile per organizzare commissioni e appuntamenti senza correre.

Per vivere comodo scegli El Poblado (intorno a Parque Lleras e Provenza) o Laureles lungo Avenida Nutibara e Carrera 70: un bilocale arredato varia in media 520–900 € al mese, mentre una stanza per soggiorni lunghi sta sui 230–380 €.
Il costo della vita quotidiana è a buon mercato: menú del día 4,5–7 €, cappuccino 1,2–2 €, cena in ristorante curato 11–19 €, corsa in taxi/app in area centrale 2,5–5,5 €.

La metro collega San Antonio e Parque Berrío in 12–18 minuti da molte fermate; con il Metrocable raggiungi Santo Domingo e poi Parque Arví in 20–25 minuti complessivi, salendo fino a 2.200–2.350 metri sul livello del mare.
Coworking diffusi (6–11 € al giorno o 90–140 € al mese), SIM locali 3–5 € con 5–10 GB, farmacie capillari e cliniche private con visite da 25–45 € completano i servizi.

Per respirare verde e città nello stesso pomeriggio puoi andare al Parques del Río, il Jardín Botánico con l’Orquideorama e il belvedere del Cerro Nutibara; al Mirador de Las Palmas arrivi in 15–25 minuti d’auto dal Parque Lleras con vista ampia sulla Valle de Aburrá.

Sicurezza urbana: muoviti di giorno per Comuna 13, rientra entro le 20, usa bancomat interni ai centri commerciali e tieni nello zaino 20–40 € di contante; la sera prediligi taxi/app da e per Laureles o Poblado.

Piccola nota di atmosfera (quando piove d’estate la temperatura cala di colpo e, lungo le scalinate di Provenza, senti l’odore di terra bagnata e arepas alla griglia).
Se arrivi per periodi medio‑lunghi, scegli alloggio vicino a una stazione metro: riduci i tempi di percorrenza e resti a 8–15 minuti dai poli quotidiani come Parque Berrío e il corridoio di Carrera 70.

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√ Hai uno spirito avventuroso e ai tuoi viaggi chiedi solo esperienze fuori dall’ordinario o preferisci goderti fino all’ultima goccia il benefico e rigenerante relax di una magnifica spiaggia?

√ Ti piacciono gli spazi aperti, dove il tuo sguardo scorre verso gli orizzonti infiniti o dove percorrere decine di chilometri senza incontrare anima viva o preferisci delle città vivaci e frizzanti ?

√ Qualunque siano i tuoi interessi, le tue passioni, i tuoi desideri…. Benvenuta e benvenuto nel mio blog! Mi auguro che i post e  i video che troverai contribuiscano a farti innamorare del Centro e Sud America 😊

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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