Silvia, piccolo comune della Cordillera Central del dipartimento del Cauca, sorge a 2 800 metri slm di quota su un terrazzo montano circondato da pascoli umidi e boschi di pino patula.
La sua posizione, appena a nord di Popayán, ti consente di arrivare in poco più di un’ora; tuttavia l’atmosfera che respiri è diversa: case di pietra vulcanica, tetti in lamiera rossa e murales che narrano miti indigeni compongono un mosaico originale. Qui la vita scorre lenta, scandita dal mercato del martedì e dal ritmo cerimoniale delle comunità misak.
Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di Silvia.
Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e della Colombia (per cui, come tour operator, ho creato più di 15 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie bellezze della Colombia e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊
Ecco cosa potrai leggere in questo post:
1. Il Mercato di Silvia
2. L”Etnia Guardiano
3. Cosa Vedere a Silvia
4. Quando Andare a Silvia
5. Come Arrivare a Silvia
6. Cosa Vedere in Colombia
7. I Miei Programmi di Viaggio in Colombia
8. Scopri Chi Sono
1. Il Mercato di Silvia
Ogni martedì alle prime luci l’autostazione si anima di carretti a trazione animale e camioncini Willys carichi di sacchi di patate. Gli indigeni Guambiano — che chiamano sé stessi Misak, “gente dell’acqua nebbiosa” — scendono dalle veredas con poncho blu, anaco (telo avvolto in vita) e turbante di lana nera. Accanto a loro i Coconuco, popolo di lingua quechua, espongono grappoli di banana e fasci di erbe medicinali.
Il mercato è molto più di uno scambio commerciale: diventa piazza politica dove i cabildos, i consigli indigeni, discutono di acqua e confini agricoli. Mentre compri uova di campo o una porzione di mote de queso — zuppa cremosa di patate e formaggio caprino — puoi assistere a mediazioni comunitarie svolte in spagnolo e misak. Fra i banchi senti l’odore del guarapo, bevanda di canna fermentata che accompagna le trattative.
Al reparto tessile, le sciarpe sono intrecciate su telaio wa wa (struttura portatile di canne) e tinte con pigmenti naturali estratti dalla chilca (arbusto ricco di tannini) o dalla cochinilla, insetto che fornisce un rosso intenso. Acquistando direttamente dall’artigiana contribuisci alla banca comunitaria che reinveste i profitti in sementi native.
Tra i corridoi laterali incontri venditori di sali a base di azufre volcánico, polvere di zolfo proveniente dal Puracé, impiegata per impacchi contro i reumatismi. Gli anziani illustrano dosaggi e avvertenze, ricordando che la medicina tradizionale segue le fasi lunari.
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2. L’Etnia Guambiano
I Misak abitano queste montagne da secoli, organizzati in resguardos — territori collettivi tutelati dalla costituzione colombiana. Coltivano maíz, fríjol cargamanto e patata parda pastusa su terrazze che limitano l’erosione. Il lavoro agricolo segue la minga, sistema di cooperazione in cui ogni famiglia offre manodopera e riceve aiuto a rotazione.
Abbigliamento e simboli
Turbante : striscia di lana lunga quattro metri; il modo di avvolgerla indica stato civile e ruolo nel cabildo.
Anaco : panno scuro fissato con spilla d’argento; la lunghezza varia a protezione del grembo durante la gravidanza.
Camandula : collana di semi di tucum, palma amazzonica, usata come rosario sincretico.
Gli yarn belts multicolori che cingono la vita rappresentano il mandato cosmico di custodire equilibrio fra acqua, montagna e foresta nebulosa. Ogni settembre, alla vigilia dell’equinozio, si celebra l’Atun Puncha — capodanno agrario annunciato dal canto del colibrì — con benedizione dei semi di quinoa e danza ronda sostenuta da flauti pingullo.
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3. Cosa Vedere a Silvia
Prima di entrare nei dettagli, ricorda che puoi raggiungere quasi tutti i luoghi a piedi oppure con la chiva, il bus colorato che funge da taxi collettivo e collega le veredas al centro ogni mezz’ora.
Centro del pueblo
La piazza triangolare è il cuore sociale di Silvia. La chiesa di San Silvestre, costruita in adobe nel 1934, ospita un altare ligneo scolpito con motivi floreali misak; la facciata bianca riflette la luce del pomeriggio e diventa sfondo per foto spontanee di famiglie in poncho blu. Siediti sulle panchine di pietra: vedrai sfilare turbanti neri, carretti di canna da zucchero e venditori di champús, bevanda fredda di mais fermentato e frutta.
Museo Etnográfico
In tre sale compatte scopri utensili agricoli, maschere di bambuco (legno di cedro) e un telaio a cintura ancora funzionante. Una sezione fotografica documenta l’occupazione pacifica dei latifondi del 1971, quando i Misak reclamarono terre ancestrali cantando inni in idioma nam trik. Chiedi alla guida volontaria di mostrarti il registro delle firme originali: è conservato in un armadio di pino, lontano dall’umidità.
Taller de Tejidos
Ogni pomeriggio alle 14:30 un’artigiana dimostra la tintura con añil, indaco estratto dalle foglie macerate di Indigofera, e la filatura del fique, fibra ricavata dall’agave andina. Puoi provare a intrecciare un piccolo bracciale e acquistare sciarpe la cui vendita finanzia borse studio per gli studenti misak. Il laboratorio riveste le pareti con campioni di lana etichettati secondo la scala cromatica tradizionale: blu notte, verde neblina, rosso maíz morado.
Laguna de la Cocha
A 3 000 m, questo specchio d’acqua glaciale è circondato da pajonales, distese di erba páramo. Puoi noleggiare canoe di totora, giunco galleggiante intrecciato a mano, e avvistare svassi e anatre andine. La leggenda locale narra che la laguna nasconda un campanile sommerso; le guide misak raccontano il mito mentre remeranno lentamente per non spaventare i patos zambullidores.
Finca cafetera El Paraíso
Qui il caffè Caturra cresce all’ombra di alberi di guamo (Inga sp.), che arricchiscono il suolo di azoto. La visita parte dai semenzai, prosegue nel beneficio umido e termina con un filtrato V60 servito su balcone panoramico. Scoprirai come l’altitudine e la fermentazione di 24 ore conferiscano note di panela e frutta rossa. Portati una giacca: la temperatura scende rapidamente dopo le 17.
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Mirador de la Cruz
Una salita di venti minuti conduce a una croce lignea piantata nel 1952 come ex-voto per un raccolto abbondante. Da qui domini il canyon del río Piendamó e, quando il cielo è terso, scorgi la silhouette del vulcano Puracé. Il vento è pungente: porta un buff e preparati al mare di nuvole che sale dal fondovalle al tramonto.
Mercato artigianale permanente
Nei portici di calle 6 trovi utensili in guadua, bambù gigante leggero e flessibile: mestoli, stuoie e persino flauti di Pan. I cucchiai dal manico in palo sangre — legno locale, duro e rosso — resistono al calore della panela fusa. Contratta con garbo: il prezzo include spesso una breve spiegazione sull’origine del materiale e sul simbolo inciso.
Sendero ecológico Los Arrayanes
Un percorso circolare di quattro chilometri attraversa boschetti di myrtus e orchidee epifite. Cartelli bilingui indicano il nome scientifico delle piante e il loro uso medicinale. A metà strada un ponte sospeso supera un torrente di acqua ferruginosa; fermati a cercare il colibrì Inca collarejo, che visita i fiori rossi di Cantua buxifolia.
Cascadas de Silvia
Raggiungi la prima cascata con un’ora di cammino dal villaggio El Churo: il sentiero segue condotte d’irrigazione e termina in un anfiteatro naturale di roccia basaltica. In estate l’acqua forma pozze limpide dove la temperatura non supera i 14 °C; vigili del fuoco volontari montano corde e indicano i punti più sicuri per tuffarsi. Porta sacco a pelo leggero se decidi di campeggiare nei piazzali autorizzati.
Plaza de Mercado (martedì)
Dalle 5 del mattino la piazza si riempie di sacchi di papa criolla, ceste di frutta andina e bancarelle che arrostiscono cuy asado. Mentre gusti il porcellino d’India marinato al chimichurri di coriandolo, osserva la contrattazione fra intermediari e piccoli agricoltori: strette di mano, conto rapido dei biglietti da 50 000 COP, carico immediato sui camion diretti a Popayán. Nel pomeriggio gli ultimi venditori offrono almojábanas a metà prezzo prima di smontare i teloni.
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4. Quando Andare a Silvia
Il clima di alta montagna registra massime di 18 °C e minime di 8 °C. Da dicembre a marzo piove poco: i sentieri restano asciutti e le cime appaiono nitide.
Se desideri assistere alla semina collettiva della patata, scegli la seconda metà di agosto; in Settimana Santa la processione della Virgen Dolorosa unisce liturgia cattolica e rituali misak, con petali di dalia sparsi sul selciato.
👉 Se vuoi sapere di più sul clima e su quando andare in altre zone della Colombia, ti consiglio di leggere il mio post Quando andare in Colombia: tutto quello che devi sapere, dove troverai tantissime informazioni utili per il tuo viaggio in questo splendido Paese!
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5. Come Arrivare a Silvia
Da Popayán partono minibus ogni mezz’ora; il tragitto di 60 km sale 800 m. A sinistra del bus ammirerai il canyon del río Molino.
Da Cali raggiungi Silvia via Santander de Quilichao in circa quattro ore lungo piantagioni di canna da zucchero e boschi di guadua.
Da Bogotá vola a Popayán via Medellín; l’aeroporto Guillermo León Valencia dista dieci minuti dal terminal bus. Nei puentes festivos il traffico aumenta: compra il ritorno all’arrivo. In aprile-maggio frane possono bloccare la Panamericana; controlla gli avvisi dell’Instituto Nacional de Vías.
In alternativa noleggia un’auto 4×4: l’ultimo tratto presenta asfalto dissestato e possibili frane.
All’arrivo mototaxi autorizzati mostrano tariffa fissa sul parabrezza. Il segnale 4G copre solo il centro, porta contanti: l’unico sportello BanAgrario non sempre accetta carte internazionali.
Se hai tempo, estendi la rotta al Parque Nacional Puracé: con una guida indigena potrai avvistare il cóndor andino sulle fumarole di San Juan.
Informazioni pratiche su alloggio e cucina
Le posadas familiari offrono camere semplici con colazione a base di arepa de mote, focaccia di mais decorticato. L’eco-lodge Sumak Kawsay utilizza pannelli solari e reinveste parte degli introiti in borse studio misak; il dormitorio municipale garantisce letti economici nei giorni di mercato.
A tavola oltre al cuy asado prova il pipián, stufato di arachidi, cipolla lunga e achiote (spezia ricavata dai semi di Bixa orellana), servito con tortillas di maíz morado. Al mattino sorseggia masato de maíz, bevanda fermentata che riscalda nelle fredde albe andine.
Sicurezza, salute e rispetto culturale
Silvia è tranquilla, ma le veredas non illuminate richiedono una torcia. L’altitudine può provocare soroche; infuso di coca e riposo lo attenuano. Evita di fotografare i bambini senza permesso e informati prima di acquistare il poporo — zucca rituale che contiene calce per masticare coca.
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6. Cosa Vedere in Colombia
Il mercato del martedì a Silvia è un’esperienza intensa, ma acquista ancora più valore se lo inserisci in un itinerario che parte da Popayán e termina a San Agustín. In questo modo attraverserai tre aree culturali molto diverse senza percorrere distanze eccessive.
Prima di Silvia: Popayán
Popayán dista cinquanta-nove chilometri da Silvia e rappresenta un ottimo punto di partenza. Le facciate imbiancate a calce, restaurate dopo il terremoto del 1983, giustificano il soprannome di “Ciudad Blanca”. In centro puoi visitare:
Museo Nacional Guillermo Valencia, casa del poeta e politico omonimo, che conserva arredi ottocenteschi in cedro rosso.
Iglesia de San Francisco, ricostruita in stile barocco neogranadino; l’altare maggiore impiega foglia d’oro estratta nelle miniere di Timbiquí.
Se arrivi durante la Semana Santa – la settimana che precede la Pasqua – troverai processioni serali risalenti al XVII secolo. Le confraternite trasportano pasos di legno scolpito a braccia nude; il percorso è illuminato solo da ceri, creando un silenzio che sorprende anche i residenti. È consigliabile prenotare l’alloggio con qualche mese di anticipo.
Dopo Silvia: San Agustín
Da Silvia puoi proseguire verso sud lungo la Panamericana e deviare a Pitalito: in cinque ore raggiungi San Agustín, centro di uno dei complessi archeologici più significativi del Paese.
Il Parco Archeologico di San Agustín, dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1995, custodisce oltre trecento statue megalitiche scolpite fra il 100 a.C. e l’800 d.C. Le figure, alte fino a quattro metri, rappresentano divinità, animali totemici e guardiani delle tombe. All’ingresso un piccolo museo spiega la simbologia del giaguaro – emblema di potere nell’arte agustiana – e il processo di datazione tramite analisi del polline fossile.
Il paesaggio circostante invita a camminare: dal settore Lavapatas parte un sentiero che scende al Bosque de las Estatuase prosegue fino al belvedere di El Tablón. Lungo il percorso la guida ti mostrerà piante di pitaya (frutto a scorza gialla ricco di vitamina C) e la guadua gigante usata come impalcatura naturale.
Dormire in una finca fuori dal centro ti permette di ascoltare il fiume Magdalena alle prime ore del mattino e, se lo desideri, di partecipare a una cupping di caffè varietà Bourbon rosado coltivato sui pendii vulcanici.
Combinando Popayán, il martedì di Silvia e le sculture di San Agustín otterrai un filo narrativo che unisce architettura coloniale, tessuti misak e mistero archeologico in poco meno di una settimana di viaggio.
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7. I Miei Programmi di Viaggio in Colombia
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8. Scopri Chi Sono
Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15
Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!
Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.
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Scopri la Colombia con il mio Blog
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