Vino cileno: Regioni vinicole, vitigni e la qualità dei vini cileni

Ultimo aggiornamento del post 2 Luglio, 2025

Wine tasting room in the Casablanca region of Chile

Il vino cileno gode di una reputazione cresciuta anno dopo anno grazie a un connubio di fattori che in pochi altri luoghi del pianeta si presentano con la stessa intensità. L’escursione termica che dallo zero notturno sale a trenta gradi nelle ore diurne, l’aria secca che tiene lontane muffe e parassiti, la latitudine che regala oltre trecento giorni di sole e, non ultima, la mentalità pionieristica di produttori abituati a sperimentare senza il peso di denominazioni troppo rigide.

Non è un caso che il Paese, con oltre 210.000 ettari vitati distribuiti su quattromilatrecento chilometri di lunghezza, riesca a portare sulle tavole di più di centotrenta nazioni ben ottocento milioni di bottiglie l’anno, e che molte di queste finiscano nelle carte dei ristoranti stellati di Londra o Tokyo.

Il panorama, tuttavia, non si riduce a cifre di mercato: le vigne cilene raccontano la storia di decine di ondate migratorie – francesi, basche, croate, italiane – che a partire dall’Ottocento hanno trapiantato barbatelle, know-how e un’idea di qualità che oggi trova espressione in stili diversissimi fra loro.

In un’unica giornata puoi degustare un Cabernet Sauvignonstrutturato dal Maipo, un Sauvignon Blanc salmastro di Casablanca, un Syrah minerale di Limarí e un Carmenèrespeziato di Colchagua, il tutto percorrendo non più di trecento chilometri.

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Le zone di produzione del vino cileno

Fra la Cordigliera e l’oceano si apre un mosaico di valli che segue, in miniatura, la topografia nazionale.
Ogni capitolo che segue descrive gli aspetti geologici, climatici e culturali dei distretti più iconici, mantenendo viva quella sensazione di viaggio su rotaie parallele: una a ponente, che guarda alle correnti fredde di Humboldt, e una a levante, che risente delle altitudini andine.

Valle del Maipo

La Valle del Maipo: il cuore della produzione vinicola cilena

La Valle del Maipo abbraccia Santiago in un semicerchio di terrazze fluviali arricchite da sedimenti granitici.
I vigneti del Maipo Alto s’arrampicano fino a 750 metri, là dove le notti si fanno quasi alpine e l’escursione termica scolpisce tannini finissimi; quelli del Maipo Bajo si stendono invece verso il mare, su suoli più sabbiosi che conferiscono ai rossi un frutto immediato e rotondo.
Il patrimonio genetico delle viti è sorprendentemente vario: si contano cloni di Cabernet Sauvignon importati a metà Ottocento dalle rive della Garonna insieme a barrique nuove di zecca, ma anche vecchie parcelle piantate a piede franco che sfiorano i centocinquant’anni.

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Dal punto di vista enoturistico il Maipo è un laboratorio a cielo aperto.
Concha y Toro ospita ogni giorno degustazioni che includono il celebre Don Melchor in annate rare, mentre Santa Rita allestisce percorsi sensoriali abbinando musica barocca a verticali di Carmenère.
Chi preferisce uno stile “slow” parcheggia invece davanti ai muri in adobe di Viña Undurraga, dove la fermentazione spontanea avviene in vasche di cemento grezzo costruite negli anni Quaranta.

Paesaggio vinicolo Valle di Casablanca, montagne e cielo nuvoloso blu

La Valle di Casablanca: vini bianchi freschi e aromatici

Poco più di un’ora d’auto separa la capitale dal sipario di nebbie che ogni mattina avvolge la Valle di Casablanca.
La camanchaca arriva dal Pacifico, si insinua fra i filari e rinfresca le uve fino a tarda mattinata; in serata la stessa coltre ritorna, abbassando di colpo la temperatura e fissando l’acidità nei grappoli.
Questo microclima, insieme a terreni sabbiosi punteggiati di conchiglie fossili, dà origine a Sauvignon Blanc di puro slancio citrino, a Chardonnay tesi e a Pinot Noirche parlano un linguaggio più borgognone che neozelandese.

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Gli enoappassionati trovano qui un’ospitalità che sconfina spesso nel design d’autore: Matetic integra passerelle in legno sospese sui vigneti, camere con tetti a cupola e una cucina che usa solo vegetali coltivati sul posto.

Emiliana fornisce stivali di gomma e forbici da potatura per far vivere in prima persona la vendemmia biodinamica.

Casa Valle Viñamar completa il quadro con bollicine Metodo Tradizionale affinate oltre sessanta mesi sui lieviti e servite in abbinamento a ceviche di corvina, esattamente a due passi dalle vasche d’acciaio in cui quei vini sono nati.

Vineyards producing Chilean wine near Santa Cruz in the Colchagua Valley in central Chile

La Valle del Colchagua: terra di vini rossi potenti

Chi lascia la Panamericana in direzione sud e svolta verso la cittadina coloniale di Santa Cruz entra nel regno del Carmenère e del Syrah più opulento.
Il terreno cambia volto nel giro di pochi chilometri: argille rosse cariche di ferro cedono il passo a ghiaie drenanti di origine fluviale; il clima, in apparenza torrido, viene mitigato da brezze serali che fanno scendere la colonnina sotto i quindici gradi.

Grazie a questa dinamica, i rossi del Colchagua mostrano densità senza perdere definizione aromatica: note di mora, grafite, pepe nero e foglia di pomodoro cullate da legni francesi dosati con attenzione.

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Le cantine competono a colpi di esperienze immersive: Viu Manent organizza picnic fra i mandorli in fiore, Montes accoglie i visitatori in un tempio di rovere dove suona musica gregoriana per “tranquillizzare” il vino in affinamento.

Lapostolle propone degustazioni verticali di Clos Apalta accompagnate da cacao patagonico e sale di Cahuil.
Chi desidera comprendere l’anima agricola della valle può invece fermarsi all’Estancia El Huique, proprietà storica dove il Carmenère è ancora vinificato in antichi lagar di pietra.

Early morning in the late autumn: Volcano Aconcagua Cordillera and Vineyard.

Le altre regioni vinicole del Cile

Oltre alle famose valli del Maipo, Casablanca e Colchagua, il Cile ospita altre importanti regioni vinicole:

La Valle di Aconcagua

La Valle di Aconcagua, meno battuta dal turismo di massa, si stende sotto lo sguardo del monte omonimo, la cima più alta dell’intero emisfero occidentale.
Qui l’intervento umano convive con retaggi pre-incaici: sui versanti della Quebrada de Paidahuén si conservano petroglifi che rappresentano cerimonie di fertilità, proprio accanto a file di Cabernet che maturano fra aprile e maggio.

Viña Errázuriz guida la rivoluzione qualitativa grazie a microvinificazioni in tini troncoconici e lunghe macerazioni a cappello sommerso.
San Esteban alterna degustazioni a trekking archeologici che spiegano come gli antichi sistemi di irrigazione siano stati antesignani dei moderni gocciolatoi.
Il risultato nel bicchiere è un Cabernet di nerbo atletico, con tannini fitti e una mineralità quasi “ferrosa”.

vigneto cile

La Valle del Limarí

Più a nord il paesaggio vira al color ocra del deserto: la Valle del Limarí è un’oasi disegnata da un reticolo di canali d’epoca spagnola che sfruttano la poca acqua disponibile.
Il suolo, antica barriera corallina, regala ai Chardonnay uno strato gessoso che ricorda la Côte des Blancs, mentre la costante ventilazione porta nel calice una firma salina quasi tagliente.

Tabalí vinifica in uova di cemento per esaltare la tridimensionalità del frutto, Tamaya sperimenta l’affinamento in vasche d’argilla interrate seguendo un approccio che mescola scienza moderna e tecniche precolombiane.

vino cile

I vitigni più famosi del Cile

Importato in Cile nel 1851, il Carmenère venne a lungo confuso con il Merlot fino agli anni Novanta, quando analisi del DNA ne chiarirono l’identità.
Ama i climi caldi con notti fresche, teme l’eccesso d’acqua, richiede vendemmie tardive.
Il risultato è un rosso dalle sfumature di granato scuro, profumato di ciliegia nera, pepe verde, cacao.
In bocca mostra un equilibrio quasi setoso che lo rende compagno ideale di stufati di agnello, empanadas de pino e – sorprendentemente – piatti di cucina asiatica ricchi di soia e zenzero.

Cabernet Sauvignon – Re assoluto per estensione e prestigio

Con oltre 40.000 ettari, il Cabernet Sauvignon cileno raccoglie ed esalta le diversità di terroir delle varie valli: frutto nero e mentolato nel Maipo, mora selvatica e terra bagnata in Aconcagua, prugna matura e tabacco dolce nel Colchagua.
Le tecniche di vinificazione spaziano dai délestage delicati alle lunghe estrazioni a temperatura controllata, fino alla maturazione in botti di quercia di boschi specifici (Allier, Tronçais, Jupilles) per modulare spezie e tostatura.
L’evoluzione in bottiglia, soprattutto per le riserve iconiche, supera i vent’anni senza fatica.

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Sauvignon Blanc e Chardonnay: i bianchi cileni

Il Sauvignon Blanc della costa replica la vivacità di Marlborough ma vi aggiunge una nota di salsedine che arriva dritta dal Pacifico; al naso sprigiona lime, pompelmo rosa e erba schiacciata, mentre in bocca alterna polpa di frutto della passione a sbuffi minerali.
Lo Chardonnay, vinificato sia in inox sia in barrique con bâtonnage, spazia da versioni fragranti e floreali a etichette burrose, intrise di nocciola, vaniglia e pietra focaia.

Wine barrels at the winery "Concho y Tora".

La produzione e l’esportazione del vino cileno

L’ultima vendemmia ufficiale ha consegnato circa 13 milioni di ettolitri malgrado periodi di siccità e improvvise gelate primaverili.
Il 57 % proviene da uve rosse, il 32 % da bianche, mentre la quota restante è destinata a spumanti e distillati come il pisco.
Le cantine certificate sostenibili hanno superato quota 500, un dato che colloca il Paese in testa alle pratiche ambientali dell’emisfero sud.

Esportazioni

Il 20,4 % dei volumi parte per gli Stati Uniti, dove il Carmenère — posizionato in fascia 12-20 dollari — riempie gli scaffali dei wine shop indipendenti di New York e San Francisco.
Il Regno Unito assorbe il 15 %, puntando su Sauvignon Blanc e Pinot Noir di fascia media.
La Cina, complice l’accordo di libero scambio del 2005, è salita al terzo posto per valore, prediligendo rossi da collezione che superano i 90 punti Parker.
Interessanti le crescite a doppia cifra in Canada, Corea del Sud e Brasile.

Vino-argentino-e-formaggio-Aconcagua-montagna-

Curiosità sul vino cileno

Radici senza innesto. La fillossera non ha mai attecchito grazie alla barriera naturale di deserto, montagne e mare. Molti vigneti ottocenteschi sono dunque ancora su piede franco: un patrimonio genetico che altrove esiste solo nei libri di storia.

Vendemmia notturna. Per preservare aromi e acidità le uve dei bianchi vengono raccolte fra le tre e le sei del mattino, alla luce di fari a led montati sui trattori. La temperatura all’ingresso in cantina non supera i 10 °C, evitando l’uso massiccio di ghiaccio secco.

Amphora Revolution. In alcune cantine del Maipo e del Maule si sta riscoprendo la fermentazione in tinajas di terracotta, antenate delle anfore georgiane portate in Sud America dai coloni spagnoli. Il risultato sono rossi ossigenati dolcemente, con tannino setoso e minor dipendenza dal legno.

Spumante d’altura. A Limarí e Elqui crescono Chardonnay e Pinot Noir a oltre 1.600 metri: la pressione osmotica più bassa fa sì che la bollicina sia finissima, quasi “cremosa”, mentre l’acidità sfiora valori da Trentodoc.

Perché il vino cileno merita di occupare spazio nella tua cantina

Un Cabernet del Maipo evoca i migliori Pauillac a un terzo del prezzo, un Sauvignon di Casablanca regala la stessa sferzata agrumata dei grandi Sancerre ma con una nervatura salina che narra di oceani lontani, un Carmenère di Colchagua è perfetto per una grigliata di bistecca tomahawk quanto per un curry rosso tailandese.

Il Cile non offre soltanto bottiglie: offre storie di resilienza, di coloni che hanno piantato viti fra terremoti e eruzioni, di enologi che usano droni per mappare il vigore vegetativo ma ancora assaggiano le bacche una a una prima di decidere la data della vendemmia.

Portare a tavola un vino cileno significa, in definitiva, stappare un paesaggio: la brezza fredda che sale dal Pacifico, il calore incostante del sole di montagna, il silenzio ovattato di notti stellate in cui grappoli secolari maturano senza mai incontrare la fillossera.
Una volta provati, quei sapori restano impressi nella memoria tanto quanto i cieli tersi della cordigliera.

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In Viaggio in Cile con Roberto Furlani

Adesso che hai una visione ampia del vino cileno, delle sue zone di produzione e le sue migliori cantine, potresti voler partire per il Cile per assaporare di persona il nettare di bacco che si produce in questo splendido Paese. 

Se desideri un Viaggio in Cile su misura, non esitare a scrivermi e raccontarmi che tipo di esperienza hai in mente. Insieme possiamo comporre un viaggio che abbracci le bellezze più iconiche di questa terra, senza dimenticare i dettagli pratici e la sicurezza.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Cile (per cui, come tour operator, ho creato più di 25 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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