Capo Horn: Il Mito, la Storia e l’Avventura nel Punto Più Australe del Sud America

Ultimo aggiornamento del post 10 Agosto, 2025

Capo Horn: Il Mito, la Storia e l'Avventura nel Punto Più Australe del Sud America☐ capohorn ☐ capo horn cartina

Se c’è un luogo che incarna la sfida estrema e il fascino leggendario dei mari del Sud, quello è Cile.
E nel suo confine più remoto, bagnato dalle acque burrascose dell’Oceano Pacifico e dell’Atlantico, si trova il Capo Horn, una meta che ha fatto sognare esploratori, navigatori e viaggiatori di ogni tempo.
Se stai pensando a un Viaggio in Cile, magari spingendoti fino a sud della Patagonia, Capo Horn potrebbe diventare la ciliegina sulla torta di un’avventura memorabile.

Sei pronto a scoprire cosa rende questo promontorio così leggendario? Iniziamo un viaggio tra tempeste famigerate, rotte intrise di storia e un panorama naturale tanto aspro quanto incredibilmente affascinante.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Cile (per cui, come tour operator, ho creato più di 25 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  del Cile e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

Capo Horn: Il Mito, la Storia e l'Avventura nel Punto Più Australe del Sud America ☐ capohorn ☐ capo horn cartina

Cos’è  Capo Horn

Capo Horn si trova nell’estremo sud dell’Arcipelago della Terra del Fuoco, su una piccola isola chiamata Hornos, che fa parte del Cile meridionale.
Se per molto tempo si è creduto che Capo Horn rappresentasse il punto più a sud del Sud America continentale, in realtà il vero limite geografico è leggermente diverso: la punta più meridionale del continente è Capo Froward, mentre alcune isole cilene come le Diego Ramírez scendono ancora più giù, verso l’Antartide.

Tuttavia, Capo Horn resta un vero e proprio simbolo dell’“ultima frontiera” sudamericana, soprattutto nella cultura dei navigatori e degli avventurieri.

Se guardi la mappa, ti rendi conto di quanto sia isolato: l’isola di Hornos è circondata da acque difficili, battute da forti venti che si incrociano tra Oceano Pacifico e Atlantico.
Basta dare uno sguardo alle coordinate per immaginare quanto questo pezzo di roccia si trovi fuori da ogni rotta “comoda”: siamo intorno ai 56° di latitudine sud, a un passo dal circolo polare antartico. È il regno del vento, del freddo e, per molti, dell’avventura più pura.

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Un confine tra due oceani

Capo Horn viene convenzionalmente descritto come il punto dove le acque dell’Oceano Pacifico incontrano quelle dell’Atlantico, anche se la geografia dei passaggi marittimi qui è più intricata di quanto si possa pensare. In ogni caso, rimane il simbolo stesso di questa confluenza, un luogo di confine che ha assunto nel tempo un significato quasi mitico.

Se decidi di doppiare Capo Horn, avrai a che fare con correnti imprevedibili, venti che cambiano direzione senza preavviso e un mare che può trasformarsi in una manciata di minuti.
È per questo che, tra i marinai, la frase “Ho doppiato Capo Horn” evoca subito un senso di rispetto: non è un passaggio che chiunque possa vantarsi di aver portato a termine.

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Storia di  Capo Horn

Capo Horn entra nella storia nel 1616, grazie ai navigatori olandesi Willem Schouten e Jacob Le Maire, che lo avvistarono durante il loro viaggio alla ricerca di una rotta alternativa verso le ricchezze delle Indie Orientali.
All’epoca, la via più conosciuta era lo Stretto di Magellano, ma era tortuoso e altrettanto insidioso. Il “nuovo” passaggio venne chiamato “Kaap Hoorn” in omaggio alla città di Hoorn, nei Paesi Bassi, luogo di origine di uno degli armatori della spedizione. Da quel momento, i mercanti europei capirono che esisteva un altro modo per aggirare il continente sudamericano, anche se non meno pericoloso.

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L’origine del nome e l’importanza strategica

Nel passaggio dalle carte nautiche olandesi a quelle di altre nazioni, “Hoorn” si è tramutato in “Horn”, dando vita a uno degli appellativi più leggendari della geografia marittima.
Prima dell’apertura del Canale di Panama (1914), girare intorno a Capo Horn era una delle rotte essenziali per chiunque volesse spostare merci e persone dal Cile o dalle coste occidentali del Sud America verso l’Europa, e viceversa.
Molti esploratori e mercanti si sono cimentati in questa sfida, spesso pagando un prezzo altissimo: tempeste violente, collisioni con iceberg e difficoltà di approvvigionamento durante le lunghe traversate hanno lasciato in mare relitti e leggende.
Ogni nave che superava indenne Capo Horn entrava in una sorta di “club esclusivo” di marinai fortunati e abili.

Il faro di Capo Horn Capo Horn: Il Mito, la Storia e l'Avventura nel Punto Più Australe del Sud America ☐ capohorn ☐ capo horn cartina

Geografia e Clima di Capo Horn

Parlare di Capo Horn significa spesso riferirsi non solo al capo in sé, ma anche all’intero isolotto di Hornos, dove sorge un faro gestito dalla Marina cilena, un piccolo monumento dedicato ai marinai caduti in queste acque e una stazione meteorologica.
Questo faro è uno dei più isolati del pianeta e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per i naviganti, considerando che intorno ci sono solo acqua, rocce e un cielo quasi sempre plumbeo.

L’isola non presenta grandi rilievi: ciò che colpisce è la costa frastagliata, modellata dal vento e dalle onde, e un ambiente dove i licheni, i muschi e qualche arbusto basso si sforzano di attecchire su un terreno perennemente sferzato.

Un clima estremo

Quando si dice che Capo Horn è tra i luoghi più duri del pianeta, non si esagera. Le temperature variano tra i 5°C e i 10°C nei mesi più “caldi” (l’estate australe, da dicembre a febbraio) e possono scendere notevolmente con il wind chill, ovvero la percezione del freddo accentuata dal vento.
Le precipitazioni sono abbondanti tutto l’anno, spesso sotto forma di pioggia battente, ma non mancano nevicate anche in estate.
È un ambiente che mette alla prova chiunque metta piede sul suo suolo: devi fare i conti con giornate in cui il sole può apparire e scomparire nel giro di un’ora, sostituito da un banco di nebbia o da un temporale imprevisto. Insomma, un clima che non perdona distrazioni o eccessivi ottimismi.

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La Pericolosità di  Capo Horn

Non è un caso che Capo Horn sia stato soprannominato per secoli “il cimitero delle navi”: le acque intorno al promontorio sono famigerate per i venti violentissimi che si scatenano in questi mari sub-antartici.
Il Passaggio di Drake, che separa l’Antartide dalla punta meridionale del Sud America, è uno dei tratti d’oceano più inquieti del pianeta: le correnti fredde provenienti da sud incontrano quelle più calde del nord, generando vortici, onde anomale e fenomeni meteorologici estremi.

Nel corso della storia, migliaia di marinai hanno sfidato queste acque, molti senza mai tornare indietro. Il fascino di Capo Horn, però, sta proprio nella sua imprevedibilità: navigare qui significa confrontarsi con la natura più cruda, in cui l’uomo non può che inchinarsi di fronte alla potenza degli elementi.

Alternative per i naviganti

Non tutti, ovviamente, scelgono di passare dal Capo Horn. Lo Stretto di Magellano rappresenta un’alternativa, ma bisogna attraversare un lungo canale fatto di strettoie e correnti mutevoli. C’è poi il canale di Beagle, tra l’Argentina e il Cile, più riparato, ma comunque soggetto a improvvisi cambi di vento. Ognuno di questi passaggi ha le sue peculiarità e la sua dose di incertezze.
Se sei un navigatore alle prime armi, probabilmente eviterai l’oceano aperto, puntando su rotte più interne. Ma, se hai lo spirito dell’esploratore, Capo Horn ti resta nel cuore come una sfida a cui, prima o poi, vorrai rispondere.

Albatros

Flora e Fauna di  Capo Horn

Nonostante il clima proibitivo, la vita animale in queste acque è sorprendentemente ricca.
Gli albatros, con la loro apertura alare che può superare i tre metri, popolano i cieli plumbei di Capo Horn e sono diventati quasi un simbolo di questi mari.
Li vedi planare per ore, sfruttando le fortissime correnti d’aria.
Nel mare circostante, non è raro incontrare delfini, otarie e, occasionalmente, balene che risalgono verso nord in cerca di cibo. Alcune di queste creature trovano proprio nel Sud del Cile un habitat ideale, grazie alla varietà di correnti ricche di plancton e piccoli pesci.

Vegetazione estrema

Sull’isola di Hornos, la vegetazione è davvero ridotta all’osso: a differenza di altre zone della Patagonia, dove ci sono foreste pluviali fredde o steppe, qui regna un paesaggio quasi lunare.
Piante basse, arbusti che crescono orizzontalmente sotto i colpi del vento, licheni e muschi che tappezzano le rocce sono le uniche forme di vita vegetale degne di nota. È un ambiente estremo, un vero e proprio banco di prova per chiunque voglia studiare l’adattamento biologico in condizioni proibitive.

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Capo Horn Oggi

L’Isola di Hornos è sotto la giurisdizione della Marina del Cile, che qui mantiene una piccola base, gestisce il faro e si occupa di rilevazioni meteorologiche. L’area, inserita in uno dei Parchi nazionali del Cile, è protetta dal punto di vista ambientale e culturale: si tratta di un patrimonio non solo cileno, ma di tutta l’umanità, data la sua straordinaria posizione e la sua storia ricca di episodi epici.

Simbolo di avventura

Ancora oggi, doppiare Capo Horn è un’impresa che attira i velisti più audaci e gli appassionati di navigazione d’altura. Ci sono le associazioni dei “Cap-horniers”, ossia coloro che hanno vissuto l’esperienza del passaggio, e ogni anno diverse regate internazionali inseriscono il Capo nel loro itinerario.
È un modo per onorare la memoria dei tanti marinai che hanno perso la vita in queste acque e per ricordare a tutti noi che, nonostante la tecnologia moderna, il mare rimane un dominio che non risponde a nessun’altra legge se non alla propria.

Il Faro Capo Horn: Il Mito, la Storia e l'Avventura nel Punto Più Australe del Sud America ☐ capohorn ☐ capo horn cartina

Curiosità su  Capo Horn

Riferimenti nella cultura pop

Se cerchi un esempio di quanto Capo Horn abbia ispirato l’immaginario collettivo, puoi partire dall’album “Capo Horn” (1999) di Jovanotti, che già dal titolo omaggia la potenza simbolica di questo estremo lembo di terra. La traccia di apertura fa riferimento a un viaggio ideale che sfida le distanze e rievoca l’energia di quei mari.

Un altro riferimento lo trovi nel romanzo “Cape Horn” dello scrittore francese Bernard Moitessier, celebre navigatore che racconta le sue esperienze di navigazione e la profondità emotiva nel misurarsi con uno dei passaggi più impervi al mondo. Pagina dopo pagina, percepisci la forza del vento e la tensione di chi si trova a sfidare onde gigantesche in uno scenario tanto ostile quanto affascinante.

Record di navigazione

Nel corso dei decenni, il passaggio di Capo Horn è stato teatro di imprese eccezionali:

  • Nel 1968-1969, durante la prima edizione della Golden Globe Race, il leggendario navigatore francese Bernard Moitessier decise di proseguire il proprio viaggio verso Tahiti dopo aver doppiato Capo Horn, rinunciando a tagliare il traguardo pur di continuare a navigare. Non fu un record in termini di tempi, ma la sua scelta radicale rimane una delle storie più affascinanti nella storia della vela solitaria.

  • Nel 2005, la britannica Dame Ellen MacArthur stabilì un primato nella circumnavigazione in solitaria del globo, passando anche per Capo Horn. Il suo trimarano a vela coprì l’intero giro del mondo in meno di 72 giorni, un tempo record per l’epoca. Benché il suo passaggio a Capo Horn fosse solo una tappa, l’impresa contribuì a rinnovare il mito di queste acque, ricordando a tutti che la navigazione tra Pacifico e Atlantico, in prossimità dell’Antartide, non è mai banale.

Molti altri skipper e avventurieri si sono misurati con i mari di Capo Horn, tanto che portare a casa un po’ dell’acqua di queste tempeste è diventato una sorta di rito. Un trofeo simbolico da mostrare ad amici e colleghi, per dire: “Ce l’ho fatta, ho guardato negli occhi il mare più estremo, e sono tornato a raccontarlo.”

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Come Visitare Capo Horn 

Crociere e spedizioni

Raggiungere e sbarcare a Capo Horn richiede un po’ di spirito d’avventura, ma non è impossibile.
Esistono crociere specializzate, di solito in partenza da Punta Arenas o da Ushuaia, che percorrono le acque del canale di Beagle e del passaggio di Drake, cercando di arrivare fino all’isola di Hornos.
Se il meteo lo permette, potresti avere la fortuna di mettere piede su questa terra estrema, visitare il faro e il monumento ai marinai scomparsi.
Un’opzione interessante, se vuoi vivere un viaggio completo e ben organizzato, è la Crociera Patagonia a Capo Horn che propongo per chi desidera esplorare la Patagonia in profondità e toccare con mano il fascino di quest’area.

Periodi migliori e precauzioni

Se ti stai chiedendo Quando andare in Cile, tieni presente che i mesi di dicembre, gennaio e febbraio – cioè l’estate australe – sono i più indicati per tentare di navigare fino a Capo Horn.
Le temperature, pur rimanendo basse, sono almeno più miti rispetto ai rigori invernali, e le ore di luce sono maggiori.
Tuttavia, il maltempo può colpire in qualsiasi momento: un buon abbigliamento termico e impermeabile non è un optional ma un vero salvavita.
Inoltre, è fondamentale seguire le istruzioni dello staff a bordo, perché le condizioni del mare possono cambiare bruscamente, costringendo a modificare l’itinerario o a posticipare lo sbarco sull’isola.

Se la tua passione è l’avventura, questo è un luogo che saprà metterti alla prova. Tieni sempre presente che la sicurezza viene prima di tutto: non sottovalutare mai la potenza degli elementi, anche se sei in compagnia di una squadra esperta o a bordo di una nave attrezzata.
Una volta che sarai lì, basterà un attimo di sole tra le nuvole o il volteggiare di un albatros sopra la tua testa per farti capire perché Capo Horn è entrato a pieno titolo nella leggenda.

Viaggia a Capo Horn e in Cile  con Roberto Furlani

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Dai ghiacciai agli altipiani, dai parchi naturali ai paesaggi più inospitali, il Cile può offrirti esperienze fuori dall’ordinario. E se il tuo sogno è quello di mettere piede sul promontorio più famoso del mondo, sarò felice di accompagnarti nell’organizzazione, in modo che tu possa vivere ogni momento con la giusta dose di informazione, prudenza e, naturalmente, entusiasmo.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Cile (per cui, come tour operator, ho creato più di 25 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
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Scopri chi sono

Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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FAQ – Frequently Asked Questions

Capo Horn, 56° Sud e vento che sferza a raffiche, è il passaggio che velisti e navigatori sognano e temono insieme: qui l’Atlantico e il Pacifico si incontrano nel Passaggio di Drake, con correnti che si incrociano e onde che crescono in pochi minuti.
Se stai ragionando su un Viaggio in Cile, considera che Capo Horn appartiene all’arcipelago della Terra del Fuoco: un’estremità di mondo, più che una “meta”.
È celebre per i record di vento (spesso 50–70 km/h, ma non di rado oltre), per i fronti perturbati che sfilano rapidi da ovest e per la storia della navigazione a vela: doppiarlo significava guadagnarsi il “cap” del Capo.
Dal faro (c’è anche un piccolo monumento all’albatros) lo sguardo tocca le isole Wollaston—una riga scura sull’acqua livida quando il cielo è basso.

Capo Horn non ha abitanti stabili: sull’isola di Hornos vive il guardiano del faro con la famiglia e un piccolo presidio della Armada de Chile, a turnazione di 6–12 mesi (c’è una cappella, una manciata di edifici e poco altro).
L’insediamento permanente più vicino è Puerto Williams, sull’isola Navarino, mentre sulla costa argentina la città più prossima è Ushuaia, oltre il Canale di Beagle.
Per inquadrare il contesto geografico e le grandi distanze, dai uno sguardo alla pagina sul Cile e, se allarghi l’itinerario, alla guida sulla Patagonia (le traversate qui richiedono margini: meteo e logistica cambiano in fretta).

Capo Horn è difficile per la combinazione di fattori: westerlies potenti (i “Furious Fifties”), fronti che si accavallano, correnti contrarie nel Passaggio di Drake e fondali che risalgono bruscamente, rendendo l’onda corta e ripida.
In inverno australe, la temperatura dell’acqua scende spesso a 5–7 °C, il vento può superare i 35–40 nodi e l’onda raggiunge 6–10 metri; mancano ripari comodi e le finestre utili sono brevi (capita di virare tre volte in un’ora).
Il faro di Cabo de Hornos, quando la visibilità cala, sembra galleggiare su una spuma grigia—micro scena che ti resta addosso.
Se programmi rotte e tempi all’interno di un Viaggio in Cile, incrocia le info meteo con la guida sulla Patagonia cosa vedere: aiuta a distribuire giorni e trasferimenti con criterio.

Capo Horn non ha un registro ufficiale per nazionalità; il numero varia a seconda dei criteri (in solitario, in equipaggio, regate professionistiche o crociere d’altura). L’ordine di grandezza, incrociando giri del mondo e grandi regate oceaniche, è di alcune decine, in una forchetta verosimile di 20–40 navigatori italiani.
Tra i nomi più noti compaiono Giovanni Soldini, Simone Bianchetti, Alessandro Di Benedetto e Giancarlo Pedote; altri hanno effettuato il passaggio in equipaggio in regate a tappe.
Se stai valutando un itinerario patagonico marittimo nel Cile, affianca sempre la pianificazione tecnica con le indicazioni di Viaggiare Sicuri in Cile (documenti, assicurazione, avvisi aggiornati).

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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