Tikal, Guatemala: Storia, Curiosità e Come Visitare il Sito Archeologico

Ultimo aggiornamento del post 18 Agosto, 2025

Tikal, Guatemala

Il Guatemala ospita un gioiello archeologico che, a distanza di secoli, continua a dettare meraviglia: Tikal.
Se stai organizzando un Viaggio in Guatemala—o magari coltivi da tempo la passione per il mondo Maya—questa foresta di piramidi nel Petén è il punto di partenza ideale.
Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, il sito unisce bellezza paesaggistica, ingegneria idraulica e un’aura di sacralità che nessun altro centro mesoamericano eguaglia.
In questo post troverai la storia completa di Tikal, un itinerario ragionato attraverso le sue strutture chiave, consigli pratici e dettagli spesso ignorati dalle pubblicazioni di massa.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Guatemala (per cui, come tour operator, ho creato più di 17 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  del Guatemala e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Dove si trova Tikal

Dove si trova Tikal, davvero?
Nel mezzo di una vasta pianura calcarea, a circa 300 m di quota, all’interno della foresta pluviale del Petén.
Il suolo drena in fretta l’acqua e per questo i Maya scavarono cisterne—i chultunes—per trattenere ogni goccia durante la stagione secca.
Attorno alle piramidi crescono ceiba monumentali (l’albero sacro che unisce cielo, terra e mondo degli antenati), cedri tropicali e mogani centenari, insieme a orchidee minuscole e bromelie che si riempiono d’acqua dopo ogni acquazzone.

Con un po’ di fortuna potrai incrociare aguti curiosi lungo i sentieri, udire le scimmie urlatrici al mattino presto o scorgere un coati che rovista fra le foglie.
Più rari ma presenti i grandi felini—puma, ocelotti e, top predator, il giaguaro—oltre a uccelli iconici come il tacchino ocellato, le aquile dalla cresta ornata e sciami di formiche tagliatrici di foglie che fanno la spola fra chioma e formicaio.

Storia di Tikal

Le origini di Tikal: l’antica città Maya

Gli archeologi datano le primissime capanne intorno al 1000 a.C.: un villaggio di orti sopraelevati che sfruttava i sottili strati di humus depositati fra le rocce calcaree.
Nei secoli seguenti comparvero piattaforme cerimoniali in terra battuta e, verso il Preclassico Tardo, i primi piccoli templi rivestiti di stucco rosso.
Il balzo vero arrivò però con il Periodo Classico (200-900 d.C.), quando Tikal sviluppò un sistema idraulico sofisticato – cisterne impermeabilizzate con argilla, canali di drenaggio, chiuse in pietra – che garantì acqua a una popolazione che alcuni epigrafisti stimano in 80-100 000 abitanti.

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Dinastie, guerre e alleanze

Le iscrizioni sulla Stele 31 raccontano l’ascesa della dinastia fondata da Yax Ehb’ Xook e celebrano la vittoria sul vicino regno di Uaxactún.
Nel 378 d.C. avvenne però l’episodio più citato: l’arrivo di “Siyaj K’ak’” (Fuoco che nasce), probabile emissario di Teotihuacán, che instaurò una nuova élite filo-messicana.
Per due secoli Tikal lottò con la rivale Calakmul: battaglie segnate da captivi incisi sulle stele, matrimoni strategici e momenti di oscura sconfitta, come la cosiddetta “pausa oscura” (562-682 d.C.) in cui la capitale perse influenza.
Con il sovrano Jasaw Chan K’awiil I(costruttore del Tempio I) la città tornò a splendere, stringendo relazioni commerciali che spaziavano dal cacao della costa pacifica all’ossidiana dei monti dell’attuale Guatemala occidentale.

L’ultimo sospiro e l’abbandono

Intorno al IX secolo le grandi stele cessarono di essere scolpite; i sistemi agricoli, logorati dall’erosione, non tenevano più il passo con la richiesta di cibo.
Siccità prolungate, registrate negli anelli degli alberi fossili, aggravarono la crisi. Entro il 950 d.C. i palazzi reali furono abbandonati; la giungla iniziò la lenta, inesorabile riconquista degli spazi urbani.

Tikal, bassorilievo

Le Strutture Principali di Tikal

Il Tempio del Gran Giaguaro (Tempio I)

Alto 47 m, domina la Plaza Mayor con la sua cresta-tempietto appuntita. Una scala di 72 gradini porta a una camera funeraria rivestita di tavole di sequoia locale. Analisi al radiocarbonio confermano la sepoltura di Ah Cacao (Jasaw Chan K’awiil I), assieme a giade lavorate e conchiglie importate dal Golfo del Messico.

Il Tempio delle Maschere(Tempio II)

Costruito attorno al 700 d.C., custodiva—secondo molti studiosi—i resti della regina Lahan Unen Moʼ (nota nelle traslitterazioni maya come “Lady Twelve Macaw”).

Le teste monumentali scolpite sui fianchi rappresentano divinità della pioggia e segnano l’orientamento al solstizio d’inverno: al primo raggio dell’alba, l’ombra del Tempio I tocca esattamente la base di questo edificio.

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Il Tempio IV

Con i suoi 70 m è la piramide più alta del mondo Maya oggi accessibile. Salendo la scala di legno laterale si raggiunge una piattaforma panoramica che regala la vista classica: le creste dei templi I, II e III che emergono come isole da un mare di verde. Fu completato nel 741 d.C. dal re Yik’in Chan K’awiil.

Il Tempio V

Meno noto ma imponente (57 m), custodisce una scala ripidissima e un tempietto con una sola porta centrale, insolita per Tikal. Il basamento conserva ancora intonaco originale pigmentato di rosso cinabro.

L’Acropoli Nord

Una piattaforma abitata per oltre sei secoli, dove gli archeologi hanno identificato più di 120 fasi costruttive sovrapposte: un manuale vivente di architettura progressiva. Blocchi di pietra più antichi recano tracce di pittura policroma – blu maya, ocra e nero carbone.

Il  Mundo Perdido (Complesso del “Mondo Perduto”)

Osservatorio astronomico preclassico, ruota intorno a una piramide a gradoni che fungeva da piattaforma per osservare l’allineamento di Venere. Durante gli equinozi i sacerdoti potevano calcolare il ciclo di 584 giorni del pianeta, fondamentale per l’agricoltura e i riti guerrieri.

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Mayan Temples Plaza Mayor at Tikal National Park Guatemala

Complesso delle Piramidi Gemelle

Una delle caratteristiche uniche di Tikal sono i Complessi delle Piramidi Gemelle, costruiti per commemorare i periodi di 20 anni del calendario Maya, noti come katun.
Ogni complesso è composto da due piramidi identiche che si fronteggiano su una piazza, con strutture aggiuntive tra loro.
Questi complessi sono distribuiti in tutta la città, indicando la loro importanza cerimoniale.

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La Giungla di Tikal: Fauna e Flora

Una biodiversità sorprendente

Oltre a scimmie urlatrici e scimmie ragno, la riserva ospita oltre 300 specie di uccelli: pappagalli ara, falchi dalla coda rossa, colibrì topazio. Tra gli alberi emergono ceiba (sacra per i Maya), mogano, sapote e liane di vaniglia selvatica. Il sottobosco custodisce orchidee minuscole e bromelie che raccolgono acqua piovana, vivai naturali per rane arboricole.

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Predatori e specie elusive

Il giaguaro non è l’unico grande felino: vive qui anche il puma. Più rari sono il tapiro di Baird e l’ormai minacciato formichiere gigante. Le tracce più evidenti? Zampate fresche nel fango del sentiero, all’alba.

L’importanza della conservazione

Progetti congiunti fra il governo guatemalteco e ong internazionali monitorano bracconaggio e disboscamento illegale. Ogni biglietto d’ingresso devolve una quota al fondo ranger, che finanzia pattuglie armate e sensori acustici per individuare motoseghe clandestine.

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Come Visitare Tikal

Rotte, collegamenti e alloggi

Oltre a Flores, esistono lodge dentro la riserva – Jungle Lodge, Jaguar Inn – raggiungibili con shuttle organizzati.
Chi parte da Belize City può optare per autobus di linea fino a San Ignacio, valicare la frontiera a Melchor de Mencos e proseguire su taxi collettivo. La strada asfaltata, oggi in buone condizioni, permette di coprire i 64 km in circa 1 h 30.

Biglietti, orari e tour speciali

L’ingresso standard (06-18) è di 150 quetzal; l’opzione alba o tramonto richiede un supplemento di 100 quetzal e l’accompagnamento obbligatorio di una guida certificata. Il numero di visitatori all’alba è limitato a 200; prenota in anticipo se viaggi in alta stagione (dicembre-aprile).

Abbigliamento e attrezzatura

Prediligi tessuti traspiranti; la temperatura oscilla fra 22 °C all’alba e 34 °C a mezzogiorno, con umidità sopra l’80 %. Portare 2 l d’acqua, snack energetici, un binocolo leggero e sacchetti per i rifiuti (non esistono cestini lungo i sentieri). Per i mesi piovosi, impermeabile compatto: i rovesci tropicali sono brevi ma intensi.

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Cosa portare per la visita

Quando si visita Tikal, è essenziale essere preparati per il clima caldo e umido della giungla. Si consiglia di portare con sé acqua, protezione solare, un cappello e scarpe comode per camminare. Inoltre, non dimenticare una macchina fotografica per catturare le spettacolari vedute dalle cime delle piramidi!

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Tikal nei film e nella Cultura

Tikal ha affascinato non solo archeologi e storici, ma anche registi e creatori di cultura popolare. Il suo paesaggio misterioso, immerso nella giungla, ha reso questo sito archeologico il luogo ideale per ambientare scene iconiche di alcuni film e progetti visivi. Il legame più noto tra Tikal e il cinema risale al 1977, quando le piramidi di Tikal furono utilizzate nel leggendario film “Guerre Stellari: Episodio IV – Una Nuova Speranza”.

Tikal e “Guerre Stellari”

Nel film di George Lucas, le piramidi di Tikal furono scelte per rappresentare la luna foresta Yavin 4, dove si trova la base dell’Alleanza Ribelle. Le scene che mostrano i personaggi ribelli prepararsi per l’attacco alla Morte Nera furono girate proprio tra le rovine di Tikal. Questo legame ha dato a Tikal una fama internazionale, non solo come sito archeologico, ma anche come parte dell’universo di Star Wars. Il Tempio I e il Tempio II, visibili tra la fitta vegetazione, fornirono lo sfondo perfetto per rappresentare l’antica architettura aliena e, ancora oggi, i fan della saga visitano Tikal per rivivere le scene di questo cult cinematografico.

Tikal e altre apparizioni nei media

Oltre a “Guerre Stellari”, Tikal è stato protagonista di documentari e serie televisive che esplorano le meraviglie del mondo antico. Numerosi documentari prodotti da canali come National Geographic e Discovery Channel hanno utilizzato il sito di Tikal per esplorare la civiltà Maya, fornendo riprese aeree mozzafiato delle piramidi che si ergono sopra la fitta vegetazione della giungla.

La maestosità di Tikal ha inoltre ispirato videogiochi e libri, in cui le ambientazioni delle antiche civiltà mesoamericane vengono riprese per ricreare atmosfere avventurose. Tomb Raider e Uncharted, due famose saghe videoludiche, si ispirano all’estetica di luoghi come Tikal per i loro scenari di antichi templi e rovine.

L’impatto culturale di Tikal

Il fascino di Tikal non si limita solo al cinema o ai media, ma si estende anche alla cultura popolare moderna, diventando un simbolo iconico non solo del Guatemala, ma anche della misteriosa civiltà Maya. Le immagini delle sue piramidi, immerse nella giungla, evocano un senso di avventura e scoperta che ha catturato l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo.

La connessione di Tikal con Star Wars ha inoltre alimentato un flusso costante di turisti, tra cui appassionati di cinema e fantascienza, che si recano nel sito per visitare le “piramidi della Ribellione”. Molti di loro vedono in Tikal non solo una meraviglia archeologica, ma un luogo legato alla mitologia moderna della cultura popolare.

Il significato spirituale di Tikal per i Maya moderni

Cerimonie contemporanee

Scendendo le scalette di legno sul fianco del Tempio II è facile imbattersi in un piccolo cerchio di pietre nere, annerite dalla resina: non un’archeologia “scenografica”, ma un altare vivo dove gli ajq’ij—i sacerdoti del tempo—continuano a dialogare con le forze che reggono il cosmo. Il rituale più comune è la cerimonia del fuoco. Il sacerdote traccia sul suolo i quattro punti cardinali con mais colorato (bianco, nero, rosso, giallo), simbolo dei quattro ceppi umani; al centro versa granuli di copal bianco, resina sacra che sale in spirali azzurre portando preghiere e richieste di guarigione. In cerchi concentrici dispone candele di cera d’api: le rosse per l’amore, le verdi per la salute, le azzurre per l’acqua, le nere per assorbire la negatività.

Mentre le fiamme crepitano, l’ajq’ij recita il conteggio del Tzolk’in—il calendario sacro di 260 giorni—chiamando a uno a uno i nahual: energie-persona che presiedono a nascite, mestieri, relazioni. Se il tuo giorno di nascita è, mettiamo, 10 Keaj, il sacerdote ti benedice con i poteri del cervo, simbolo di resistenza e radicamento alla terra. Tutto accade al margine di un sentiero turistico, eppure il confine tra visitatore e devoto resta netto: chi assiste lo fa in silenzio, a distanza, perché lo spazio rituale è “ventre” della foresta, luogo dove il mondo visibile e quello invisibile si sfiorano.

Il calendario e le date sacre

Fra i momenti più sentiti c’è il passaggio del Wajxaqib’ B’atz’: giorno che inaugura il nuovo ciclo del Tzolk’in e benedice matrimoni, nascite, progetti.
All’alba, i pellegrini si radunano davanti al Tempio I, avvolti in huipiles tessuti a mano; le conchiglie suonate a mo’ di tromba risuonano nella plaza ancora vuota, creando un ponte sonoro con gli antenati.

Poi c’è il Wayeb’, i cinque giorni “fuori dal tempo” che chiudono l’anno solare Haab’. In questo interludio sospeso le guide spirituali organizzano veglie notturne: niente fuoco, solo incenso e silenzio, perché il mondo—dicono—rallenta il battito per riaccordarsi con l’universo.
Nel 2012, alla fine del 13° B’aktun, oltre ventimila persone—turisti compresi—riempirono l’esplanade centrale per salutare l’avvio del nuovo grande ciclo di 394 anni: un esempio lampante di come la cronologia maya, anziché “finire il mondo”, continui a tessere il quotidiano presente.

Cosmovisione, piante maestre e custodia del luogo

Per le comunità K’iche’, Q’eqchi’ e Mopan, Tikal è un “chi nawal”, un ombelico energetico dove il Wukub’ Kaquix(l’albero universo) affonda le radici: la branca sotterranea raggiunge Xibalbá, il fusto sorregge la vita terrena, la chioma tocca le stelle.
Le piante che crescono intorno ai templi non sono ornamentali ma entità coscienti; la ceiba simboleggia la via lattea, il ramón custodisce l’abbondanza, il copal è respiro della madre terra.
Non stupisce che gli ajq’ij raccolgano fiori di bromelia o semi di cacao appena fuori dal sentiero turistico: sono “parole vegetali” con cui negoziare pioggia, fertilità, armonia comunitaria.

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Tikal: Un Patrimonio dell’Umanità

Quando nel 1979 l’UNESCO valutò Tikal, riconobbe due valori straordinari:

  1. Criterio (i) – capolavoro del genio creativo umano.

  2. Criterio (iv) – esempio eminentissimo di città cerimoniale integrata al paesaggio naturale.

Per mantenerli, il Guatemala ha sviluppato un Piano di Gestione ventennale che combina tecnologia e saperi locali.
Dal 2004, squadre miste di archeologi e ingegneri scansionano piramidi e residenze con laser scanner 3D: modellano nuvole di punti così dense da registrare variazioni di pochi millimetri.
Sensori a fibra ottica inseriti fra i blocchi delle gradinate misurano dilatazioni termiche e micromovimenti dovuti a pioggia, radici o vibrazioni sismiche.
Quando una soglia di allarme viene superata, le squadre di restauro intervengono con malte a base di calce spenta, polvere di pietra locale e resine vegetali—niente cemento, per non alterare traspirazione e densità.

Tikal nella rete dei siti maya: alleanze di pietra e foresta

Tikal non è un’isola. Insieme a Chichén Itzá (Messico), Copán (Honduras), Uxmal e Calakmul forma un corridoio di conoscenze condivise: tecniche di restauro, programmi di educazione ambientale e mappature LiDAR che hanno rivelato, fra 2016 e 2022, oltre 60 000 strutture finora sepolte.
Ogni stele di Tikal cita, direttamente o in forma di emblema araldico, sovrani di queste città gemelle: un intreccio che oggi rinasce sotto forma di cooperazione transfrontaliera per contrastare traffici di legname, scavatori illegali e incendi agricoli fuori controllo.

A livello locale, le comunità contadine partecipano a brigate antincendio e corsi di guida ecoturistica: un modo per trasformare la tutela del sito in reddito diffuso, riducendo la tentazione di pratiche distruttive.
Per il visitatore questo significa percorsi più sicuri, pannelli bilingue (spagnolo e Q’eqchi’) e la possibilità di finanziare – con il semplice biglietto – un modello di conservazione che unisce high-tech e cosmovisione ancestrale.

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In Viaggio in Guatemala con Roberto Furlani

Se desideri un Viaggio in Guatemala su misura, non esitare a scrivermi e raccontarmi che tipo di esperienza hai in mente.
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Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Guatemala (per cui, come tour operator, ho creato più di 17 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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FAQ – Frequently Asked Questions

Tikal si visita in giornata con partenza da Flores o da El Remate, oppure con un pernottamento nei lodge dell’area del parco per avere tempi più comodi.
Da Flores percorri 64–70 km su asfalto e impieghi 75–95 minuti in shuttle o auto fino al cancello, che apre di norma alle 6:00.
Una volta all’interno segui i percorsi segnalati tra Gran Plaza, Templo I e II, Templo IV e il settore di Mundo Perdido, organizzando un giro di 3–5 ore a passo regolare.Per assistere all’alba devi richiedere il permesso specifico il giorno precedente all’ingresso.
Una guida ufficiale aiuta a orientarti tra steli e complessi e rende la visita più efficace. Clima caldo‑umido per gran parte dell’anno, quindi porta acqua e repellente (cappello e scarpe chiuse antiscivolo sono utili).
Tra marzo e maggio le massime raggiungono spesso 31–33 °C.

Tikal si trova nel dipartimento del Petén, dentro il Parco Nazionale Tikal, su alture basse a 260–300 metri sul livello del mare.
Dista circa 64 km a nord‑est da Flores e 23 km da Uaxactún, in una zona di foresta tropicale con piste stradali pianeggianti.
Da Città del Guatemala raggiungi Flores in 45–55 minuti di volo e prosegui su strada per 75–95 minuti fino all’ingresso del parco.
Per orientarti una volta dentro, prendi come riferimento la Gran Plaza e poi segui i cammini verso il Templo IV e il Complex Q.

 

Tikal era conosciuta dalle comunità locali del Petén e venne documentata in ambito occidentale nel 1848.
La spedizione guidata dal governatore Modesto Méndez, con la guida q’eqchi’ Ambrosio Tut e l’artista Eusebio Lara, descrisse i principali complessi e diffuse le prime notizie ufficiali.
A fine Ottocento arrivarono rilievi e fotografie, mentre nel Novecento iniziarono scavi sistematici e consolidamenti su templi come il I e il IV.
La toponomastica oggi in uso, dalla Gran Plaza ai complessi Q e R, nasce in gran parte da quelle campagne.

 

Antigua è collegata a Tikal con un itinerario combinato volo+strada o interamente su gomma, in base al tempo che hai.
In aereo raggiungi Città del Guatemala in 60–95 minuti per 40 km di strada e prendi il volo per Flores di 45–55 minuti; da lì calcola 75–95 minuti di trasferimento su strada fino al parco.
In autobus o shuttle diretto impieghi 10,5–12,5 ore fino a Flores o Santa Elena e poi 1–1,5 ore per l’ingresso di Tikal.
Con auto a noleggio il percorso è di 510–540 km via CA‑9 e RN‑5, con 9–11 ore di guida diurna e soste consigliate a Santa Elena o El Remate.
Considera il traffico variabile su Calzada Roosevelt e i tempi di check‑in all’aeroporto La Aurora, lasciando un margine per le coincidenze.

 

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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