Ecuador diario di viaggio – racconto di un tour di 11 giorni

Ultimo aggiornamento del post 1 Luglio, 2025

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Ecco il mio diario di viaggio in Ecuador, un tour da Quito a Guayaquil, passando per Otavalo, il Parco nazionale Cotopaxi, la laguna Quilotoa, Baños, Cuenca. 11 intensi giorni  per vivere a fondo l’essenza di questo magnifico Paese.
In questo mio diario ho scritto di molti dei 18 incredibili posti dell’Ecuador che consiglio di visitare. 

DIARIO DI VIAGGIO IN ECUADOR
1° giorno: Arrivo a Quito
Mi ricordo il primo atterraggio all’aeroporto di Quito nel 1992, letteralmente da brivido. Gli aerei dovevano incunearsi in una vallata circondata da alte vette e toccare terra su una pista corta a non perfettamente rettilinea. Un altro “piccolo” problema era che l’aeroporto si trovava, in pratica, in mezzo alla città. 

A questo si aggiungeva l’altitudine della capitale ecuadoriana, 2850 metri sul livello del mare; la rarefazione dell’ossigeno non era solo un problema di chi sbarcava e passava le prime ore a Quito in affanno, in attesa che il corpo si acclimatasse. Anche le performance dei motori degli aerei ne risentivano (ora non più).

Dal febbraio del 2013 Quito ha un nuovo aeroporto lontano da centri abitati che vanta, tra l’altro, la torre di controllo più alta e la pista di atterraggio più lunga di tutto il Sud America.

Atterriamo quindi senza patemi nel tardo pomeriggio con un volo AirFrance, recuperiamo velocemente il nostro bagaglio e ci ritroviamo altrettanto velocemente nella nostra stanza all’hotel Ikala, uno dei miei favoriti della capitale, nel modaiolo quartiere La Mariscal.

Sono con Anna, mia moglie, in quello che è un tour in cui ho mischiato lavoro (domani mi attendono una serie di incontri a Quito e poi ne approfitterò per testare nuove strutture e programmi in Ecuador) e il piacere di viaggiare in Ecuador, il mio primo Paese sudamericano. Sono stato infatti qui per la prima volta nel 1992!

Per la cena ci affidiamo al Apetite Mariscal Bistro, nello stesso quartiere in cui soggiorniamo, un posto molto carino e ospitale che offre deliziosi piatti della cucina ecuadoriana e altri di origine europea. Consigliata la zuppa di patate, giusto per calarsi immediatamente nei sapori e odori del Paese!

2° giorno: Quito
Dopo una serie di incontri e riunioni di lavoro, ho del tempo per rivedermi molto volentieri Quito, la prima città ecuadoriana a essere dichiarata nel 1978 dall’UNESCO “Patrimonio mondiale dell’Umanità”, grazie al suo centro storico ricco di edifici con una bella architettura coloniale. Raggiungo Anna e Leon, la guida che ci accompagna, in Plaza mayor, come viene chiamata la piazza principale di tanti centri urbani del Sud America.

In realtà si chiama anche  Plaza de la Independencia o Plaza Grande e qui puoi trovare un riassunto della storia coloniale ecuadoriana. Tutto intorno alla piazza si affacciano infatti i principali palazzi governativi civili e religiosi: il Palacio Presidencial, il Palacio de la Municipalidad, l’Arcivescovado e la Cattedrale.

Il centro della piazza, ospita il monumento dedicato agli Eroi dell’Indipendenza e un delizioso giardino in cui rilassarsi su delle confortevoli panchine all’ombra di alberi e palme.


Tre sono in particolare i piatti forti del centro storico di Quito.  La neo gotica Basilica del Voto Nacional, che si fa sempre notare per le sue alte torri, nelle fotografe che ritraggono dall’alto la capitale. Leon ci fa notare che, nelle guglie, tra i tradizionali gargoyle, ossia quegli esseri mostruosi che hanno la funzione di grondaia, spiccano caimani e iguane, un omaggio alla cultura locale. Saliamo anche  su una torre e goderci un bel panorama di Quito.

Troviamo assolutamente “esagerata” la  Iglesia de la Compañía de Jesús, probabilmente l’edificio religioso più famoso dell’Ecuador e uno dei più conosciuti dell’intero Sudamerica. Per la ricchezza degli interni, mi ricorda la chiesa di San Pedro a Andahuaylillas, in Perù, soprannominata la Cappella Sistina del Sud America. L’interno è completamente ricoperto d’oro, ed è una straordinaria miscela di stili che comprende anche il moresco e il neoclassico.

Un altro pezzo forte di Quito è il Monasterio de San Francesco che, a confronto della Iglesia de la Compañía de Jesús è, nel suo biancore, decisamente molto austero e in linea con la semplicità e l’essenzialità dell’ordine monastico. Leon ci indica le decorazioni moresche e la raffigurazione Inca del sole, volute dai francescani per cercare di avvicinare quanti più indigeni possibile alla religione.


Nel pomeriggio ci concediamo una corsa su TeleferiQo, una bella e lunga funivia urbana che, partendo da poco più di 3100 metri di dislivello mi porta in 20 minuti a  Cruz Loma, a una altitudine di 3945 metri, da cui ci godiamo uno splendido panorama sulla capitale circondata da vulcani.

Finiamo la giornata con uno dei più classici strusci, in Calle de la Ronda, la via più frequentata del centro storico. Camminiamo molto lentamente per goderci la bellezza dei palazzi coloniali che si affacciano su questa movimentata strada.  Il tempo vola in questa via, considerando la sua vivacità e la ricchezza di ristoranti, locali, gallerie d’arte e negozi: la sua atmosfera frizzante ci conquista molto facilmente, così come gli ottimi piatti gustati a Can Ferran, un ristorante che si distingue per la sua cucina locale e l’eccellente rapporto qualità/prezzo.

 Leggi il mio post Quito cosa vedere: 9 posti che devi assolutamente visitare 
√ Guarda la Mappa Google  di Quito >>

3° giorno: Otavalo e dintorni
Ritiriamo molto preso l’auto e partiamo per Otavalo, a nord di Quito. Oggi infatti è sabato e abbimao l’occasione per vivere quello che viene considerato il mercato più famoso dell’Ecuador e uno dei principali del Sud America. La partenza di buon mattino è dovuta a due principali ragioni; la prima è per vivere il locale mercato del bestiame, la seconda è per evitare i tanti turisti che si riverseranno a Otavalo, considerando la vicinanza (65 chilometri circa) con Quito e la sua notorietà.

Dopo circa un’ora e mezza di guida mi trovo ad aggirarmi tra bovini, suini, polli e i cuyo, i porcellini d’India che, in Ecuador non sono animali da compagni ma una prelibatezza alimentare. E’ abbastanza facile vederli arrostiti nelle bancarelle lungo le strade. La cavia gioca un ruolo significativo nella vita quotidiana degli ecuadoriani, poiché si riproducono rapidamente e hanno bisogno di un minimo di cibo e cure per sopravvivere. Costituiscono un pasto ad alto contenuto proteico soprattutto per le popolazioni che vivono in alta quota.


Osservo i campesiños che guardano attentamente gli animali, le rotondità delle loro forme e mi diverto a seguire le contrattazioni che non sono mai eccessivamente lunghe. Una donna con lunghe trecce e vestita in abiti tradizionale e con alpargate ai piedi, i tradizionali sandali fatti con una fibra di cactus, si allontana con due galline starnazzanti, mentre un uomo tiene con un guinzaglio fatto di corda, due maiali  in attesa di compratori.

Otavalo ha una lunga tradizione di produzione tessile e di commercio, iniziata addirittura in epoca pre-incaica, quando i locali scambiavano i loro tessuti con i popoli dell’Amazzonia con il cotone e l’achiote, un colorante rosso.


Il mercato più “oggettistico”si estende a partire da  Plaza de los Ponchos e coinvolge  tutte le vie limitrofe. Mi aggiro curioso tra le bancarelle straboccanti di mercanzia: borse, oggetti in legno, tessuti, tovaglie, ma non compro nulla. Ho già dato nei miei viaggi precedenti!

Un’altra tappa obbligata è Plaza 24 de Mayo, dove si svolge il mercato alimentare e dove è forse ancora di più possibile vivere un’atmosfera da autentico bazar, rispetto alle parti tessibili. Qui mi faccio tentare da un piatto non propriamente leggero: polpette di patate e salsiccia condite con un uovo fritto, servite con lattuga tritata, pomodoro e riso. Per le prossime 24 ore sarò a posto!

Nel pomeriggio raggiungo Cotacachi, poco distante da Otavalo, una tranquilla cittadina conosciuta soprattutto per il suo artigianato in pelle, dalle giacche ai portafogli, dalle borse alla scarpe, che ammiriamo e tocchiamo con mano camminando in calle 10 de Agosto.

Ci regaliamo un  fantastico soggiorno presso la Hacienda San Isidro De Iltaqui, del XVI secolo e perfettamente ristrutturata per offrire ospitalità turistica. Non dobbiamo andare molto lontano per la cena e ne consumiamo una ottima, vegetariana a chilometri 0, nel ristorante dell’Hacienda.
 
√ Leggi il mio posIl mercato di Otavalo: cosa vedere, cosa comprare
√ Guarda la Mappa Google di Otavalo >>
√ Guarda su Google Map la strada per Otavalo da Quito >>


4° giorno: laguna Quicocha – Latacunga

Oggi ci sgranchiamo le gambe percorrendo il sentiero che circonda il cratere della Laguna de Cuicocha, formata dal collasso del cratere di un vulcano; Cuicocha in Kichwa  significa “lago delle cavie”. È stato dato questo nome a causa della forma di porcellino d’India dell’isola più grande al centro della laguna. Sono partito abbastanza di buon mattino, non prima di essermi carburato per bene con una abbondante colazione nella Hacienda, che dista da qui poco più di un quarto d’ora di strada.

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L’escursione è infatti di circa 14 chilometri e si svolge tra saliscendi a una altitudine che varia tra i 3000 e i 3500 metri. Il tempo è inizialmente un po’ nuvoloso ma quando ci troviamo a circa metà del percorso si leva un vento leggero che porta via progressivamente le nubi e ci regala delle viste spettacolari sulla laguna e sulle sue acque di un frizzante blu. 

Camminando abbastanza tranquillamente, completiamo l’escursione in poco meno di 4 ore. Durante il tragitto ci godiamo la lussureggiante vegetazione e ci fermiamo ad ammirare diverse orchidee (infatti il sentiero prende il nome di questi preziosi fiori).

Nel pomeriggio partiamo per il lungo trasferimento che in circa 3 ore ci porterà a coprire in poco più di 200 chilometri che separano la laguna con Latacunga, la porta di accesso al Cotopaxi, il vulcano attivo più alto al mondo (5897 metri), la seconda cima dell’Ecuador, dopo sua maestà Chimborazo (altezza metri 6310).

Percorriamo così una  parte della cosiddetta  Avenida de los Vulcanos, un tragitto di 350 chilometri, lungo la Cordillera delle Ande,  che si snoda attraverso 9 vulcani, partendo a nord dal Cayambe, per terminare a sud, dopo aver accarezzato il Sangay.  Pernottiamo e ceniamo presso la Cienega, un’altra storica Hacienda che ha ben 400 anni di storia alle spalle che ha anche un ottimo ristorante!


5° giorno: Parco nazionale Cotopaxi
Il Cotopaxi è molto fotogenico, tanto la sua silhouette è immortalata negli scatti di turistici e visitatori. La simmetria perfetta del cono mi ricorda quello di un altro famoso vulcano, l’Arenal, una icona della Costa Rica.

La giornata di oggi è dedicata alla visita del parco nazionale, che protegge questo vulcano assieme ad altre due cime più alte di 4.700 metri  ed è secondo solo alle Galápagos nel numero annuale di visitatori.

Gli ambienti di questa area protetta cambiano a seconda della altitudine. Sino a 3600 metri si trovano foreste montane umide, ma la parte più grande è coperta da páramo a 4.000-4.500 metri, l’ambiente d’alta quota tipico delle Ande, che conosciamo in modo più approfondito percorrendo un sentiero dedicato in vicinanza del Centro visite Mariscal Sucre. Il Centro offre anche una introduzione alla geologia, la flora e la fauna del parco e ospita alcuni pezzi della Pucará de Salitre, una fortezza inca del XV° secolo.

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5 chilometri oltre al centro visite facciamo tappa alla Laguna Limpiopungo, a circa 3800 metri di quota, un ottimo posto per ammirare diverse specie di uccelli, grazie anche al sentiero di quasi 3 chilometri che percorre il perimetro.

Ci fermiamo all’ampio parcheggio da cui ho un immediato splendido colpo d’occhio. Anche se non si cammina, vale la pena fermarsi, il posto è molto scenografico: ecco sua maestà Cotopaxi che si rispecchia nella laguna, mentre sul páramo pascola tranquilla una mandria di cavalli selvatici.


Ci incamminiamo lungo il sentiero, ben tenuto e praticamente pianeggiante; alcuni fringuelli e scriccioli saltellano su e giù lungo il percorso. A circa metà strada, vicino a un ponte, scorgiamo dei conigli selvatici.

Riprendiamo l’auto e percorriamo circa 13 chilometri sino al parcheggio del Refugio José F. Ribas, a 4600 metri di quota, il punto di partenza per la salita al Cotopaxi. Lasciamo il mezzo e saliamo lungo il sentiero che supera un dislivello di 200 metri. Dopo circa 45m minuti, arriviamo al grande e confortevole rifugio a 4864 metri di quota. L’altitudine non si è fatta sentire, oramai siamo acclimatati.  Ci beviamo una buona e corroborante cioccolato calda e osserviamo alcuni alpinisti che preparano l’attrezzatura per l’ascensione prevista per il giorno seguente.  Rientriamo poi  alla Hacienda la Cienega per goderci la serata.

√  Leggi il mio post Cotopaxi, Ecuador: cosa vedere e cosa fare nel parco
√ Guarda su Google Map dove si trova il Cotopaxi rispetto a Quito >>


6° giorno: Latacunga- Laguna Quilotoa-Baños
Partiamo in direzione della laguna Quilotoa. La vista delle sue acque smeraldine è forse uno degli scenari più belli che appaiono nella Sierra Centrale.  Ci troviamo nell’affascinate e moderno Shalalá Mirador, un avveniristico belvedere di legno che consente di avere una visione perfetta della laguna. Mi sento doppiamente fortunato. Sia perché mi trovo qui e poi perché la giornata di oggi è baciata dal sole.

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Lo scenario è quello che si dice in questi casi “da cartolina”. Le nubi e il cielo si specchiano nelle acque della laguna, che si trova 400 metri più in basso del bordo del cratere, con i vulcani Cotopaxi e Ilinizas che fanno da splendida cornice. Semplicemente fantastico!

Per sgranchirci le gambe abbiamo due possibilità. La prima, fare il giro a piedi della laguna lungo il bordo del cratere in un altalenante percorso di 5-6 ore, è scartata praticamente subito. Ieri abbiamo camminato lungo la laguna Lampiopungo e domenica abbiamo fatto l’escursione alla laguna Quicocha per cui… abbiamo dato!

Decidiamo comunque di scendere in basso per toccare l’acqua di Quilotoa. In mezz’ora siamo giù; c’è un baracchino presso cui è possibile noleggiare dei kajak ma ci rilassiamo sulla riva della laguna, con lo zainetto che fa da cuscino e ammiriamo così le nubi che si rincorrono nel cielo.

Vola così quasi un’ora senza accorgermene. Raccogliamo le forze e dopo avere declinato l’invito a risalire a dorso di un mulo, rifacciamo in senso inverso il sentiero e dopo poco un’ora arrivo all’auto.

 Leggi il mio post Laguna Quilotoa: cosa vedere, cosa fare. Il Circuito di Quilotoa

Nel pomeriggio raggiungiamo Baños, circondata da spettacolari montagne. Baños pedacito de cielo (un piccolo angolo di paradiso): è questo il nomignolo con cui i locali chiamano questa cittadina, arroccata tra la base del vulcano Tungurahua e la gola del Río Pastaza. Ti assicuro che non è un’esagerazione, soprattutto se si amano le attività nella natura come il rafting, la mountain bike, l’escursionismo a piedi o a cavallo, l’arrampicata, il parapendio, il canyoneering e il bungee jumping. Praticamente è impossibile annoiarsi!

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Ma anche per i più tranquilli e meditativi Baños ha molto da offrire, come le terme alimentate dalla Cascada Cabellera de la Virgen (Cascata dei capelli della Vergine), visibile da qualsiasi parte della città. Pernottiamo al delizioso hotel La Posada del Arte.

 Leggi il mio posBaños: l’altalena, la ruta de la Cascadas
√ Guarda su Google Map dove si trova Baños rispetto a Quito >>


7° giorno: Baños
Oggi salgo finalmente sulla sella di una bicicletta (ho fatto diversi viaggi, anche con i bimbi al seguito con questo  mezzo) e finalmente percorro la Ruta de las cascadas, 61 chilometri di una strada spettacolare che scende da Baños a Puyo, lungo la valle del Rio  Pastaza. E’ possibile ammirare una dozzina di salti d’acqua lungo questa strada, trasformata in una grande attrazione turistica con diversi tarabitas (funivie) zipline, altalene e persino un bungee jump in cui ci si imbatte percorrendola.


Scegliamo la strada dell’indipendenza; noleggiare una Mountain Bike è l’ultimo dei problemi a Baños, così, come prendere la strada giusta per Puyo. L’alternativa era partecipare a un tour organizzato sia per ciclisti ma anche per chi vuole godersi gli scroscianti spettacoli della Natura senza necessariamente stare in bilico sulle due ruote.
Controllo che sia tutto a posto, i freni soprattutto, indossiamo il casco, metto nello zainetto il kit per la riparazione della camera d’aria e via!

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Il tempo non è il massimo, questa volta il sole ci ha abbandonato anche se non del tutto; decidiamo di prendercela comoda dicendoci che non dobbiamo necessariamente arrivare sino a Puyo…. non dobbiamo timbrare nessun cartellino!
La strada scende subito di molto e in circa 20 minuti raggiungiamo la prima tappa della giornata, la fragorosa Cascada de Agoyán.

Qui abbiamo diverse opportunità per godere di un’incredibile vista aerea della cascata e del Rio Pastaza sottostante: percorrere una adrenalinica zip line o prendere una più tranquilla funivia. Scelgliamo questa seconda opzione e ci ritroviamo sospesi nel vuoto ad ammirare questo salto, pensando che se già questo è impressionate, chissà i due successivi cosa saranno.
Riprendiamo la bici e dopo circa 15 minuti arriviamo al Manto de la Novia, un affascinante salto di circa 60 metri di altezza che ammiriamo sia da sopra, grazie a una tarabita che attraversa il Rio Pastaza e raggiunge una piattaforma panoramica,  che da sotto, con un sentiero che arriva ai piedi della cascata.

Dalla Cascada Manto de la Novia, in altri 25 minuti raggiungiamo quello che molti considerano il clou della Ruta, lo spettacolare Paílón del Diablo, alto circa 80 metri. Ci sono due sentieri che consentono di ammirare questa cascata. Quello più spettacolare è il Grieta al Cielo (Crepaccio verso il Cielo), uno stretto tunnel tra le rocce che ci porta direttamente dietro le fragorose cascate, dopo essere strisciato attraverso passaggi stretti. Da dietro le quinte lo spettacolo è pazzesco!

Ci rilassiamo alla fine in uno dei tanti baretti che si trovano vicino all’entrata della cascata e decidiamo di servirci di uno shuttle su cui carichiamo la bici per rientrare a Baños per continuare il contatto con la natura.

Entriamo così nella Piscinas de la Virgen,  i bagni più popolari in città, dotati di  tre piscine che vanno di acqua fredda (18°C),  calda (37°C ) e molto calda (45°C). Mentre ce ne stiamo a mollo nella vasca intermedia, ci godiamo la posizione veramente spettacolare, ai piedi della cascata dei capelli della Vergine, con vista sulla città e sulla valle.

8° giorno: Baños – Guamote.
La sveglia è all’alba, perché voglio arrivare a Guamote non troppo tardi. Oggi è giovedì, giorno in cui si tiene uno dei principali mercati tradizionali dell’Ecuador e uno dei più autentici. Il motivo è presto detto.

Il 95% della popolazione del Cantone di Guamote (appartenente alla Provincia di Chimborazo) è indigena, mentre in tutto l’Ecuador è solo il 25%. Guamote ha circa 5.000 abitanti, ma nelle montagne che circondano Guamote altre 40.000 persone vivono in piccole comunità. Ogni giovedì, quindi, le persone delle comunità vengono a Guamote per vendere la loro frutta, pecore, maiali, porcellini d’India, mucche, cappelli, vestiti …Uno spettacolo e una immersione nell’Ecuador più genuino.

Una sezione è dedicata alla frutta e alla verdura ed è quella più “classica”. In una seconda si possono gustare deliziose scenette di vita ecuadoriana.  La piazza ospita infatti il mercato degli animali dove lama, pecore, maiali e porcellini d’India sono al centro dell’attenzione e degli scambi. Anche qui è normale vedere dei maiali portati a spasso con il guinzaglio, mentre delle donne estraggono da un sacco dei porcellini d’India e li tastano per sentire la consistenza delle loro carni.

La terza piazza è invece consacrata al vestiario. Se serve un rammendo, un orlo o qualsiasi riparazione istantanea per un vestito, mani abili e meravigliose saranno in grado di rimettere a nuovo qualsiasi abito e tessuto. Oltre a una schiera di sarti si possono trovare tantissimi cappelli, ponchos e tutto ciò che può servire per ripararsi dal freddo.

Siamo accompagnati nella visita da Alejandro, una guida di Inti Sisa, una struttura nata da un progetto turistico comunitario, che organizza diverse attività alternative, nel caso il giorno dell’arrivo non coincida con il giovedì: visitare le comunità vicino a Guacamote per conoscere la loro cultura, fare una passeggiata o una escursione a piedi o essere coinvolto in un corso di cucina. Pernottiamo e ceniamo presso di loro, in un camera semplice ma confortevole, perfettamente coerente con lo spirito comunitario dell’organizzazione.

9° giorno: Guamote- Treno El Nariz del Diablo – Ingapirca- Cuenca
Situata sul bordo della gola del Rio Chanchán, con una gigantesca statua del santo patrono San Pedro che domina la città, Alausí, dove ci troviamo,  è il punto di partenza per il tratto ferroviario che la collega con Sibambe. Sono solo 12 chilometri che sono costati però circa 2000 vite umane, per dotare questo tratto di binari e consentire così, agli inizi del secolo scorso, il collegamento ferroviario tra le due principali città dell’Ecuador: Quito e Guayaquil.

Ci godiamo affacciati al finestrino la spettacolare scenografia in cui corre il treno. E’ quella della Nariz del Diablo, uno sperone roccioso alto quasi 800 metri su cui bisognava far arrampicare un treno dotato di locomotiva e vagoni. Problema che sembrava insormontabile. Venne risolto tagliando la parete della montagna con dei giganteschi zig zag. In pratica il treno si spinge in una direzione, arriva in fondo a un lungo tratto di binario, cambia binario e riprende a salire (o scendere), sin quando non giunge nuovamente a  fondo corsa,  dall’altro lato della montagna, dove cambia nuovamente binario e direzione.

Raccontarlo così può sembrare una banalità ma, non conoscendo la storia e guardando il fiume che scorre in basso centinaia di metri, immagino che, ai tempi, non ci sarebbero state molte persone disposte a scommettere sulla possibilità che un treno, da qui, raggiungesse il fondo valle incolume, con il suo carico di persone e di merci.

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E’ una esperienza, salire su questo treno, che vale la pena senz’altro vivere, sia per i superbi paesaggi che si vivono andando su e giù sulla Nariz del Diablo, sia perché si tocca con mano l’ingegno e la caparbietà del genere umano che trova quasi sempre una soluzione a un problema che sembra insormontabile.

√ Leggi il mio post Treno La Nariz del Diablo, Ecuador: tutte le informazioni da sapere!

Riprendiamo la strada e raggiungiamo dopo pranzo Ingapirca, le più celebre rovine Inca dell’Ecuador, uno dei punti più settentrionali in cui è spinto l’impero Inca.
Prima dell’arrivo degli Inca, Ingapirca era abitato dai Cañari. Il complesso merita la visita; spiccano alcune costruzione come l’ellittico Tempio del sole (costruito dagli Inca) o il Tempio della luna, edificato dai cañari. Il complesso è circondato da terrazzamenti e da canali per l’acqua.

E’ quasi sera quando arriviamo a Cuenca. Il suo centro storico, come quello di Quito, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Pernottiamo a Casa San Rafael, un elegante edificio coloniale, ubicato nel centro storico della città.

√ Leggi il mio post Cuenca, Ecuador: cosa vedere, cosa fare
√ Guarda la Mappa Google di Cuenca >>
 Guarda quanto dista Cuenca da Guayaquil >>

10° giorno: Cuenca
Non c’è che l’imbarazzo della scelta su cosa fare a Cuenca avendo solo un giorno. Cuenca si contende con Quito il titolo di centro storico più bello dell’Ecuador.  Se ti piace l’architettura o la storia, la città ha un ricco patrimonio di musei e di belli e sontuosi edifici coloniali, tanto da fregiarsi del titolo di “Patrimonio dell’Umanità” attribuitole dall’UNESCO.   

Se ti piace la movida è ricca di locali e di ristoranti, mentre se sei attratto dallo shopping,  Cuenca è  famosa anche per il suo artigianato, la ceramica, la lavorazione dei metalli e  per i suoi cappelli Panama. Sì, perché i famosi copricapi non sono prodotti nello stato centro americano ma qui, ai piedi delle Ande!


Iniziamo la giornata con una visita al coloratissimo e particolare Mercado de las Flores,  inserito dal National Geographic nella lista dei 10 migliori mercati di fiori all’aperto al mondo. L’Ecuador è infatti il terzo esportatore di fiori al mondo, in particolare le sue rose di alta qualità. Molti di quelli che non lasciano il Paese Sud Americano, sono venduti accanto alla Nuova Cattedrale, una icona della città e una delle cattedrali più grandi della America Latina; si dice che sia in grado di ospitare 9000 fedeli.

Spettacolari le tre cupole blu che la contraddistinguono, forse la parte più bella dell’edificio.  Saliamo una stretta scala a chiocciola per raggiungere le cupole e ammirare così Cuenca dall’alto.

Ci facciamo tentare dall’enorme  Museo Etnografico, considerato il migliore della città. Un piccolo particolare, che non stona mai, è che è gratuito!  Ospita una collezione di arte al piano terreno che guardo abbastanza velocemente per raggiungere il primo piano, che ritengo più interessante in quanto si trovano migliaia di manufatti e, soprattutto, oltre 20 diorami che presentano le diverse etnie dell’Ecuador e la ricostruzione di alcune tipiche abitazioni.

Rimango un po’ inorridito di fronte a quella che viene considerata l’attrazione principale del museo, ossia la collezione di teste rimpicciolite del popolo Shuar dell’Amazzonia.


Una volta usciti dal museo ci incamminiamo nel Parco archeologico, un complesso di quattro ettari che ospita ciò che è rimasto di una postazione militare Inca, smantellata in gran parte dagli spagnoli per ricavare il materiale con cui costruire le nuove dimore di Cuenca e che comprende anche in Parco etnobotanico con oltre 300 specie di piante e un centro di salvaguardia degli uccelli con, tra l’altro, tucani, pappagalli e aquile.

Se sei alla ricerca di una Cuenca meno “ingessata “ dai musei ma vivace, spensierata e  divertente vai a farti una “vasca” a nella Calle Larga, dove chiudiamo la giornata,  un vero concentrato di  ristoranti, musei, caffetterie, bar, club e negozi. A un isolato dal Río Tomebamba, uno dei quattro fiumi di Cuenca, è un ottimo posto per passeggiare e rilassarsi, come fanno molti ecuadoriani. Ceniamo al Capitán, un piccolo ma delizioso ristorante a conduzione famigliare che offre una superba corvina a la plancha. Ottimi i calamari.


11° giorno: Cuenca – Guayaquil
Ripartiamo da Cuenca. Ecco una giornata dove si susseguiranno diversi spettacolari panorami: dalle Ande alla foresta nebulosa, alle piantagioni di banane e di cocco e ai campi di riso. Arriviamo a Guayaquil, la seconda città dell’Equador, che non mi ha mai fatto “impazzire” particolarmente.

E’ il centro economico dell’Ecuador, ma devo ammettere che il Malecon 2000 l’ha cambiata decisamente in meglio. Considerata uno dei posti meno sicuri di tutto l’Ecuador, il fiume Guyas, che percorre la città, era un luogo di spaccio e di prostituzione.

Bravi gli architetti e i politici che hanno trasformato “questo luogo di perdizione”,  ora un tradizionale punto di incontro per la popolazione locale , ricco di attrattive.


Abbiamo voglia di fare 4 passi e ci dirigiamo verso il Cerro Santa Ana. Iniziamo a salire il primo dei 444 gradini che ci porteranno in cima. I modi per distrarsi lungo l’ascesa non mancano certo, come le tante belle e colorate case e i locali, così ci ritroviamo senza accorgerci in cima alla collina. La vista di Guayaquil dall’alto è veramente unica. Facciamo l’ultima fatica e risaliamo anche il faro.. più in alto così non si può!
Va bene così, ammiriamo l’oceano. Lontanissime le Galapagos che ci aspettando domani; ma questa è un’altra storia!

 Leggi il mio post Guayaquil 5 luoghi assolutamente da visitare

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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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