Tiwanaku: Viaggio alla scoperta della misteriosa civiltà pre-inca

Ultimo aggiornamento del post 7 Agosto, 2025

Tiwanaku, Bolivia: perchè visitarla, cosa vedere, come arrivare

Se sei curioso di esplorare una Bolivia meno nota ma carica di storia,  ti aspetta con un luogo emblematico: Tiwanaku, oggi riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’UNESCO per il suo immenso valore archeologico e culturale. Se stai pianificando un Viaggio in Bolivia, aggiungere Tiwanaku al tuo itinerario potrebbe regalarti una prospettiva diversa sulle antiche civiltà andine, ben prima dell’epoca inca.

 Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di Tiwanaku.
Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e della Bolivia (per cui, come tour operator, ho creato negli anni 24 programmi di viaggio); ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 950 post le straordinarie  bellezze  della Bolivia  e dell’America latina.
Alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Tiwanaku: Un’introduzione alla civiltà pre-inca

A circa 70 chilometri da La Paz, sorge Tiwanaku (o Tiahuanaco), un insediamento che fu, tra il V e l’XI secolo d.C., il fulcro di una civiltà pre-inca sorprendente, la cui eredità culturale e artistica continua a suscitare domande e meraviglia. Per secoli, le popolazioni locali hanno considerato questi resti sacri, e gli spagnoli stessi ne rimasero affascinati, descrivendoli come testimonianze di un passato ancora più remoto.
Oggi, l’UNESCO ne ha riconosciuto l’importanza, inserendolo nella lista del Patrimonio Mondiale per salvaguardare un complesso di rovine che getta luce su usi e credenze di un popolo dalle grandi capacità ingegneristiche.

La storia di Tiwanaku: Ascesa e declino di un impero

Le origini della civiltà Tiwanaku risalgono a un periodo compreso all’incirca tra il 400 e il 500 d.C., quando sulle rive del lago Titicaca iniziò a fiorire un centro urbano in rapida espansione.
Grazie al controllo sui traffici commerciali (ceramiche, tessuti e altri beni) e a un’ingegnosa tecnica di agricoltura su terrazzamenti, Tiwanaku acquisì un potere notevole e un’influenza che si estendeva a gran parte dell’altopiano andino.

Tra il 600-800, Tiwanaku divenne una fiorente città e si affermò come un importante centro cerimoniale nelle Ande meridionali. Continuò ad estendere la sua importanza attraverso la politica, gli accordi commerciali, l’influenza culturale e religiosa, sino a coprire un’area che comprendeva la Bolivia occidentale, il Perù meridionale e il Cile settentrionale.

Verso l’800-900 d.C., la città raggiunse il suo massimo splendore: si stima che potesse ospitare decine di migliaia di persone, rendendola una metropoli dell’epoca. Al suo apice, Tiwanaku aveva una popolazione di circa 20.000-40.000 abitanti.

La civiltà Tiwanaku rimase fiorente fino al 1000, quando iniziò il suo declino, che cominciò intorno al XII secolo, probabilmente a causa di cambiamenti climatici che ridussero le rese agricole e crearono tensioni interne. Alcune teorie parlano di conflitti con popolazioni confinanti, mentre altre ipotizzano che la crescente aridità abbia costretto gli abitanti a emigrare verso aree più ospitali. Nel 1150 circa la cultura  Tiwanaku di fatto non esisteva più.

Poco dopo la caduta, la città fu saccheggiata ripetutamente e, quando arrivarono gli Inca, la città era in stato di abbandono da tantissimi anni.
Quel che è certo è che, una volta svuotata, la città finì per essere progressivamente dimenticata, lasciando in eredità solo rovine di templi e sculture in pietrai.

Secondo resoconti storici, gli abitanti della regione di Tiwanaku dissero ai primi spagnoli che i monoliti non erano che uomini trasformati in pietra dagli dei adirati per il loro comportamento.
Il riconoscimento della importanza e della grandezza della civiltà Tiwanaku  la si deve a scavi archeologici e studi abbastanza recenti.

Nel 2000, l’UNESCO ha dichiarato Tiwanaku Patrimonio dell’Umanità, per il suo ruolo che ha svolto nello sviluppo della civiltà pre-incaica andina. La cultura Tiwanaku ha modellato infatti alcuni dei monoliti in pietra più impressionanti del mondo, ha ideato ingegnosi sistemi di irrigazione e acquisito una conoscenza avanzata dell’astronomia.


I Misteri di Tiwanaku

Ancora oggi Tiwanaku rimane un enigma.  Ad esempio, il sito è disseminato di enormi blocchi di basalto pesanti anche 25 tonnellate che provenivano da cave distanti una quarantina di chilometri. E’ un vero mistero come possa essere stati trasportati con i mezzi di allora.

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Le meraviglie architettoniche di Tiwanaku: Un viaggio nel passato

L’architettura di Tiwanaku suscita meraviglia per la complessità e la precisione raggiunte, nonostante l’utilizzo di strumenti piuttosto rudimentali rispetto agli standard odierni.
A testimonianza di ciò rimangono quattro grandi monumenti, simboli della civiltà pre-inca che un tempo fioriva sulle sponde del lago Titicaca: la Piramide di Akapana, il Tempio di Kalasasaya, la Porta del Sole e il Monolito di Ponce. Anche dopo secoli di saccheggi, questi siti trasmettono un’immagine nitida dell’abilità costruttiva e della profonda spiritualità dei Tiwanaku.

La Porta del Sole

Forse la più famosa delle vestigia di Tiwanaku, la Porta del Sole (nota come Puerta del Sol) si eleva per quasi 3 metri in altezza ed è ricavata da un singolo grande blocco di pietra andesite.
Al centro, spicca la figura di un personaggio ritenuto un essere divino, talvolta identificato con Viracocha, circondato da una serie di motivi simbolici: piccoli esseri alati, teste scolpite, e figure zoomorfe interpretate come rappresentazioni di un calendario sacro.

Molti studiosi si confrontano ancora oggi sulle funzioni di questa porta: alcuni ipotizzano che fosse la soglia d’accesso a un’area particolarmente sacra del complesso, altri la interpretano come un elemento indipendente, spostato in epoca passata dal suo luogo originario.
Da un punto di vista architettonico e artistico, la Porta del Sol riflette la perfezione degli incastri e l’abilità dei Tiwanaku nel bassorilievo, rivelando al contempo un sistema di calcolo del tempo ancora non del tutto decifrato.

Il Tempio di Kalasasaya

Poco distante dall’Akapana, trovi il Kalasasaya, uno dei recinti sacri più emblematici del complesso di Tiwanaku.
Si tratta di uno spazio rettangolare, circondato da muri di pietra finemente lavorata, al cui interno si ergono monoliti e altari utilizzati in riti e cerimonie.

Da un punto di vista astronomico, Kalasasaya assume notevole rilievo: alcune sue strutture risultano allineate in modo da marcare i solstizi e gli equinozi, sottolineando l’attenzione che i Tiwanaku riservavano al movimento del sole e agli eventi cosmici.
Qui si ergeva in origine una scalinata monumentale che fungeva da ingresso cerimoniale, e le pareti interne presentavano nicchie e bassorilievi che raccontavano le divinità e i personaggi di spicco della società.
L’imponenza dei blocchi in pietra, incastrati senza malta, ti fa comprendere la maestria nella lavorazione e nell’assemblaggio dei materiali, frutto di generazioni di esperimenti costruttivi.

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Il Monolito di Ponce

All’interno del recinto di Kalasasaya o nelle sue immediate vicinanze, molti visitatori si imbattono nel cosiddetto Monolito di Ponce, una statua monolitica alta circa 3 metri, che ritrae un uomo con un copricapo elaborato, probabilmente un dignitario o una divinità.
Il livello di dettaglio nella lavorazione è altissimo: il personaggio sembra tenere in mano piccoli attributi cerimoniali, e la tunica è decorata con motivi geometrici e figure stilizzate.

Gli archeologi ritengono che il monolito avesse una funzione rituale: poteva rappresentare un sovrano, un sacerdote o un simbolo dell’autorità divina. Le incisioni fanno pensare a un insieme di iconografie con significati astronomici o mitologici.
Non è escluso che la statua venisse utilizzata nei riti collegati ai cicli agricoli o alle celebrazioni periodiche, a conferma del ruolo centrale che la religione e l’astronomia rivestivano nella cultura tiwanaku.

Maestria e conoscenza antica

Molti dei blocchi di pietra impiegati in questi monumenti provengono da cave distanti decine di chilometri da Tiwanaku, e gli esperti si interrogano su come i Tiwanaku riuscissero a trasportarli e a levigarli con tale precisione, in un’epoca priva di metalli duri come l’acciaio.
Le teorie spaziano dall’impiego di slitte e rulli fino all’utilizzo di sistemi di canali per far scorrere i blocchi, ma la verità rimane ancora in parte avvolta nel mistero.

Ciò che è chiaro è che Tiwanaku fu una capitale politica, religiosa e culturale d’immenso prestigio, in cui l’architetturaera carica di significati cosmici e rituali. 

La Piramide di Akapana

La cosiddetta “Akapana” è una massiccia struttura a gradoni, originariamente alta probabilmente oltre 18 metri, ottenuta mediante la sovrapposizione di blocchi di pietra e terra.
Alcuni studiosi la definiscono una “piramide artificiale” per la sua forma vagamente trapezoidale e la disposizione di sette terrazze concentriche, collegate da rampe e scale. In cima, gli archeologi hanno individuato i resti di un’area cerimoniale, il che suggerisce che fosse impiegata come centro rituale dedicato agli dei della fertilità e dell’acqua.

L’aspetto più sorprendente dell’Akapana resta il suo sofisticato sistema di canalizzazioni: l’acqua piovana veniva raccolta e instradata lungo tunnel sotterranei, dimostrando che i Tiwanaku possedevano competenze idrauliche di grande livello.
Questo sistema poteva essere utilizzato per scopi sia religiosi sia agricoli, convogliando l’acqua verso i campi circostanti. Purtroppo, gran parte della piramide fu spogliata di blocchi di pietra in epoca coloniale (e successivamente), destinati alla costruzione di abitazioni e chiese nella zona di La Paz e dintorni.
Nonostante ciò, visitandola, percepisci ancora la solennità di questa piattaforma sacra, che si erge sull’altopiano come un esempio di urbanistica andina altamente evoluta.

Un aspetto della piramide di Akapana che ha attirato l’attenzione è la presenza di un forte campo magnetico di origine sconosciuta. E’ possibile rilevarlo, ponendo una bussola a terra, in cima alla piramide. Potrebbe trattarsi sia di un fenomeno naturale come della presenza una grossa quantità di oggetti metallici sotto la piramide.

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I misteri di Tiwanaku: Ancora da svelare

Per quanto gli archeologi si siano dedicati a Tiwanaku con passione e costanza nel corso degli ultimi secoli, molte domande su questo sito pre-inca rimangono ancora senza risposta.
Camminare tra i resti del Tempio di Kalasasaya e della Piramide di Akapana significa anche confrontarsi con incognite profonde, che avvolgono l’origine, lo sviluppo e la scomparsa di una civiltà di cui percepiamo soltanto l’eco.
Ecco alcuni dei punti su cui studiosi e appassionati continuano a discutere:

Perché fu abbandonata?

Una delle grandi questioni riguarda il declino e l’eventuale spopolamento di Tiwanaku intorno al XII secolo.
Le teorie più accreditate parlano di cambiamenti climatici, che ridussero la produzione agricola (basata su terrazzamenti e complesse canalizzazioni).
Altri studiosi sostengono che sia stata la pressione di gruppi rivali o l’implosione interna del sistema politico-religioso.
Esistono tuttavia interpretazioni più “alternative”, che ipotizzano un tracollo repentino per cause più complesse, legate anche a eventi sismici o catastrofi improvvise.

Rovine di Tiwanaku, Bolivia

La lavorazione delle pietre e il trasporto dei monoliti

Spostare e scolpire pietre del peso di diverse tonnellate, in un contesto privo di metalli duri come l’acciaio o di animali da tiro particolarmente forti, è un enigma che continua a suscitare meraviglia.
Alcune speculazioni, di impronta più “mitologica”, suggeriscono che Tiwanaku abbia ereditato conoscenze da civiltà antecedenti di cui non abbiamo traccia, mentre ipotesi più tradizionali riconducono il tutto a ingegnosi sistemi di rulli in legno, zattere su corsi d’acqua e tecniche abrasive semplici ma efficaci.
La precisione degli incastri e l’uniformità delle superfici levigate restano un segno distintivo di questa cultura, aprendo lo spazio a interpretazioni che vanno dall’uso di polveri abrasive a conoscenze matematiche avanzate, capaci di misurare e progettare con grande accuratezza.

Simboli e incisioni: tra cosmogonia e calendari sacri

La Porta del Sole e le diverse steli monolitiche recano una serie di incisioni, figure antropomorfe e simboli zoomorfi che sono stati oggetto di interpretazioni divergenti.
Alcuni esperti vedono in esse un vero e proprio calendario sacro, collegato ai cicli agricoli e ai movimenti solari, mentre altri ritengono che le sculture celino messaggi esoterici o che si rifacciano a un pantheon di divinità complesse, tra cui una principale figura creatrice simile a Viracocha.
Alcuni elementi iconografici suggeriscono contatti con culture distanti, ma le prove concrete di tali scambi restano frammentarie.

Teorie alternative e influssi culturali

Tiwanaku ha anche alimentato versioni meno ortodosse della storia andina. C’è chi parla di tracce di contatti con popoli provenienti da regioni lontanissime, addirittura oceaniche o mediorientali, basandosi su presunte somiglianze di motivi decorativi o di ingegneria.
Altri ipotizzano addirittura che la civiltà tiwanaku possa essersi allacciata a un ipotetico continente sommerso o a fasi ancora più antiche di popolamento dell’altopiano.
Sebbene la maggior parte degli studiosi rimanga ancorata a una visione scientifica e documentale, queste teorie “alternative” continuano a emergere in ogni discussione dedicata al sito, attirando curiosi e appassionati di archeologia misteriosa.

Tiwanaku (Bolivia): muro

Le speranze delle ricerche future

Gli scavi, avviati sistematicamente dalla fine del XIX secolo, non sono certo terminati.
Nuove indagini stratigrafiche, analisi dei pollini e delle sequenze di carbonio-14 potrebbero far luce sui momenti di massima estensione di Tiwanaku e sui processi di abbandono.
Alcune aree circostanti, non ancora del tutto mappate o studiate, potrebbero rivelare insediamenti satellite o infrastrutture idrauliche sconosciute, gettando nuova luce sul sistema economico e rituale di questa civiltà.
C’è anche attesa per l’impiego di tecniche moderne, come il LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging), che consentono di “vedere” sotto il terreno e scoprire strutture nascoste senza dover eseguire scavi invasivi.

Un luogo che ispira domande e fascinazione

La grandezza di Tiwanaku sta anche nel suo essere avvolto da un’aura di mistero.
Camminare tra le rovine, scorgere i monumenti megalitici e riflettere su una cultura che riuscì a dominare le alture andine per secoli senza che la storia scritta ne lasciasse testimonianze chiare, induce a una forma di stupore che va oltre il singolo dato archeologico.
Ogni blocco di pietra e ogni incisione sembrano custodire un segreto, quasi a volerci ricordare che, per quanto ci crediamo evoluti, il passato possiede ancora enigmi capaci di sfidare la nostra comprensione.
E in questo risiede, forse, il fascino più duraturo di Tiwanaku.

Visitare Tiwanaku oggi: Informazioni pratiche

Se vuoi raggiungere Tiwanaku, la maggior parte dei viaggiatori parte da  La Paz, distante circa 70 chilometri.
I bus pubblici o i taxi collettivi (trufis) coprono la tratta in circa due ore, a seconda del traffico.
Esistono poi agenzie di viaggio che organizzano escursioni giornaliere, spesso con soste aggiuntive nei villaggi circostanti.
L’ingresso al sito archeologico ha un costo differenziato tra turisti stranieri e boliviani; di solito si aggira sui 100-150 bolivianos (circa € 15-22) per i visitatori internazionali.
Gli orari di apertura variano, ma di norma il complesso è accessibile dalle 9:00 alle 17:00.

Tieni conto che il museo del sito è un passaggio obbligato per comprendere al meglio i ritrovamenti e le teorie degli archeologi.
Se ti interessa un tour guidato, cerca di prenotarlo in anticipo o aggregarti ai gruppi in loco, in modo da avere spiegazioni dettagliate su ogni scultura, monolite e monumento. Una guida esperta può trasformare un cumulo di pietre in un racconto vivo del passato, mostrandoti i particolari costruttivi e simbolici che potresti trascurare da solo.

Tiwanaku_mura

Come Arrivare a Tiwanaku

Raggiungere Tiwanaku da La Paz è semplicissimo. Dalla stazione dei bus in prossimità del cimitero di La Paz ci sono partenze ogni ora per Tiwanaku.

Considerando la scarsità delle spiegazioni che si possono trovare nei due musei e nei siti archeologici, ti suggerisco di prendere parte a dei tour guidati, in spagnolo o in inglese, che possono durare mezza giornata o una giornata intera.

In alternativa, Tiwanaku può essere visitata provenendo dal Perù, prima di arrivare a La Paz o partendo da La Paz con un tour di più giorni che comprende anche la visita a Copacaana e all’isla del Sol.
√ Come arrivare a Tiwanaku da La Paz: guarda la Mappa di Google >>
√ Come arrivare a Tiwanaku da Puno (Perù): guarda la Mappa di Google >>

isla del sol, bolivia

Cosa vedere in Bolivia 

Esplorare la Bolivia significa entrare in contatto con un paese dalle ricche tradizioni e paesaggi mozzafiato. Nel mio post “Cosa vedere in Bolivia”, ti guiderò attraverso 18 straordinarie destinazioni che rendono questo paese unico.

Inizia il tuo itinerario a Sucre, la città bianca della Bolivia, con la sua architettura coloniale e i musei storici. Poi, lasciati sorprendere dalla vastità del Salar de Uyuni, il più grande deserto di sale del mondo, dove il paesaggio bianco si fonde con il cielo blu.

Non perdere l’occasione di visitare il Parco Nazionale Kaa Iya, famoso per la sua fauna selvatica e la gestione da parte delle popolazioni indigene e il Parco Nazionale Madidi o di ammirare la bellezza della Laguna Verde nella Reserva Nacional Eduardo Avaroa.

A Potosí, una delle città più alte del mondo, potrai scoprire la storia mineraria della Bolivia visitando il Cerro Rico, una montagna ricca di argento. Non dimenticare di esplorare Copacabana, un affascinante villaggio sulle rive del lago Titicaca.

Se ti interessa l’aspetto culturale, ti consiglio di fare un giro per i mercati tradizionali della Bolivia, dove potrai immergerti nei colori e nei sapori locali. Infine, visita Tiwanaku, un sito archeologico che offre uno sguardo affascinante sulle antiche civiltà andine. E non perderti La Paz!

Ogni destinazione nel mio post offre un’esperienza unica e indimenticabile. Che tu abbia dieci, quattordici o venti giorni a disposizione, la Bolivia ti sorprenderà con le sue bellezze. Continua a leggere il mio post per scoprire tutti i dettagli e pianificare il tuo viaggio perfetto in Bolivia.

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Viaggio in Bolivia con Roberto Furlani

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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

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FAQ – Frequently Asked Questions

Primo centro urbano del continente (IV-X secolo), Tiwanaku ti sorprende con architettura megalitica, simboli astronomici e un’energia che gli Aymara sentono ancora viva. Dedica almeno mezza giornata alla visita.

  • Templo de Kalasasaya: piattaforma sopraelevata che scandiva solstizi ed equinozi; al tramonto la luce attraversa la Porta del Sole proiettando ombre millimetriche.

  • Porta del Sole: monolite da dieci tonnellate scolpito con il dio Viracocha, icona inserita in molte versioni artigianali della Bandiera della Bolivia.

  • Tempio Semi-Sotterraneo: cortile con 175 teste in pietra dalle fattezze diverse, prova di un impero multiculturale; qui cogli l’essenza di “Bolivia Popolazione, Cultura e Tradizioni”.

  • Pumapunku: blocchi di andesite tagliati con precisione sorprendente, ancora oggetto di studio.

  • Museo Lithic: custodisce il monolito Pachamama alto 7,3 metri; utile per comprendere il calendario agricolo tiwanacota.

Per dettagli logistici e orari aggiornati consulta la guida Bolivia Cosa Vedere

.

Tiahuanaco, grafia alterna di Tiwanaku , sorge 72 chilometri a ovest di La Paz, sull’Altiplano boliviano a 3 850 metri slm, non lontano dal Lago Titicaca. La statale asfaltata La Paz–Desaguadero ti porta all’ingresso in circa un’ora e mezza; autobus locali e tour giornalieri partono ogni mattina dal terminal paceño.

L’altitudine richiede acclimatazione: bevi acqua, cammina con calma e leggi i consigli di “Bolivia Altitudine e Mal di Montagna”.
Se vuoi inserire il sito in un itinerario più ampio—magari dopo i Mercati della Bolivia o prima di un’avventura sul Salar de Uyuni, la Guida completa—trovi spunti utili nella pagina “Bolivia Quando Andare”; pianifica così un Viaggio in Bolivia ben equilibrato fra cultura e paesaggi.

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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