Palenque: Guida alla Scoperta dell’Enigmatica Città Maya

Ultimo aggiornamento del post 4 Settembre, 2025

Palenque: Guida alla Scoperta dell'Enigmatica Città Maya

Se punti a un viaggio nel sud del Messico, Palenque è una tappa che ti mette al centro della storia.
Il sito sorge nel nord dello stato del Chapas (Chiapas), sul margine occidentale della Selva Lacandona, a circa 8 km dalla cittadina omonima. Cammini tra rovine Maya immerse nella giungla tropicale, con corsi d’acqua che scorrono ai piedi di templi e palazzi.

Rispetto a complessi più estesi come Tikal o più scultorei come Copán, Palenque colpisce per la finezza dell’architettura Maya e per la capacità di dialogare con il paesaggio: edifici slanciati, rilievi in stucco ben conservati, una rete idraulica che incanala torrenti sotto le piattaforme. È un sito archeologico iscritto dal 1987 nella lista UNESCO, noto agli studiosi per l’epigrafia e agli appassionati per le linee pulite dei templi.

Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di Palenque.

Sono Roberto Furlani, esperto di America latina e di Messico, con oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  del Messico e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Palenque fiorì nel Periodo Classico (VI–VIII secolo d.C.), con una dinastia che lasciò iscrizioni e opere monumentali. Il nome moderno “Palenque” è coloniale; i Maya chiamavano la città Lakamha’, “grandi acque”, un riferimento ai numerosi corsi che la attraversano. L’insieme è raccolto e leggibile: puoi orientarti senza fretta, tra il Templo de las Inscripciones, il Palacio e il Gruppo della Croce.

Quando pianificare la visita

La stagione secca (indicativamente novembre–aprile) offre sentieri più asciutti e cielo limpido. Incrocia le tue date con i consigli pratici di Quando andare in Messico, soprattutto se prevedi anche altre tappe nel Paese.
All’ingresso trovi guide abilitate; restare sui tracciati è la scelta più sicura e tutela i manufatti. Per aggiornamenti e buone pratiche di viaggio, tieni a portata Viaggiare Sicuri in Messico.

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Palenque: Guida alla Scoperta dell'Enigmatica Città Maya
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Storia di Palenque: Ascesa e Declino di una Potenza Maya

Le prime tracce stabili risalgono al tardo Preclassico (intorno al I secolo a.C.). Nei secoli successivi, tra V e inizi VI d.C., emergono i primi sovrani documentati nei glifi (segni della scrittura maya incisi su pietra o dipinti su stucco). La città cresce lungo terrazze affacciate sui corsi d’acqua.

Il secolo di Pakal il Grande (615–683 d.C.)

Con l’ascesa di K’inich Janaab’ Pakal — noto come Pakal il GrandePalenque entra nella sua fase più brillante. Si avviano cantieri monumentali, si rafforza la produzione artistica in stucco e si consolidano le alleanze nella regione dell’Usumacinta. L’eredità di Pakal la vedi nel Templo de las Inscripciones, che custodisce la sua sepoltura.

La generazione successiva: Kan B’alam II e la maturità (684–711 d.C.)

Il figlio K’inich Kan B’alam II promuove il Gruppo della Croce (Templi del Sole, della Croce e della Croce Fogliata), un complesso cerimoniale che celebra continuità dinastica e cosmologia. Le iscrizioni tramandano rituali, guerre e genealogie utili agli epigrafisti per ricostruire i regni maya.

Crisi, assedio e abbandono (VIII–IX secolo)

Nel 711 d.C. Toniná assedia Palenque e cattura il sovrano K’an Joy Chitam II. Seguono decenni difficili; l’attività edilizia rallenta e, tra fine VIII e IX secolo, la città si spopola. Le strutture restano, il verde riprende spazio.

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Riscoperta e scavi (XIX–XX secolo)

Viaggiatori e studiosi del XIX secolo riportano Palenque all’attenzione internazionale. Nel 1952 l’archeologo Alberto Ruz Lhuillier individua la scala nascosta del Templo de las Inscripciones e raggiunge la camera funeraria di Pakal. Da allora, gli scavi hanno chiarito molti aspetti della cronologia e dei riti.

Timeline essenziale (in parole, senza grafici)

I secoli iniziali vedono piccoli nuclei abitati; il VI secolo segna l’ascesa dinastica; tra VII e inizio VIII si costruiscono i capolavori architettonici; nel tardo VIII compaiono segni di crisi politica; nel IX la città è abbandonata. Dal XX secololo studio sistematico restituisce voce ai monumenti.

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Architettura di Palenque: Innovazione e Bellezza Maya

Il linguaggio costruttivo: leggere gli spazi

Le sale sono coperte da volta a mensola (detta anche “volta a salienti”: una copertura ottenuta con filari di pietre che sporgono progressivamente fino a chiudere l’apertura), soluzione tipica dell’area. Le facciate mostrano ampie porte, spessori ridotti e proporzioni slanciate. Sopra molti templi svettano creste di copertura in muratura; sono strutture leggere, spesso traforate, che in parte ricordano un “nido d’ape” e sostenevano pannelli stuccati con simboli dinastici.

Materiali e colori: calcare, stucco e “ blu maya

Il calcare locale, facile da intagliare, è rivestito da stucco (una malta fine a base di calce usata per modellare rilievi e superfici) decorato con pigmenti.
Il “blu maya” è un pigmento resistente ottenuto da indaco vegetale e argille particolari: lo ritrovi su pannelli e sculture insieme a rossi, gialli e verdi.
Molti architravi in legno — spesso di chicozapote, un albero tropicale dalla fibra resistente — completavano porte e soffitti.

Acqua e paesaggio: una città che incanala i torrenti

Il toponimo antico Lakamha’ (“grandi acque”) racconta una città che gestisce idraulica e piogge con canali, drenaggi e un acquedotto voltato che incanala il ruscello sotto le piattaforme.
Vasche di raccolta e piani inclinati smaltiscono i temporali tropicali, proteggendo muri e decorazioni. La ceiba (Ceiba pentandra), albero maestoso ritenuto “albero del mondo” nella cosmovisione maya, domina ancora il bordo della foresta.

Il Palacio: cortili, gallerie e una torre di osservazione

Al centro del complesso, il Palacio organizza quattro cortili collegati da corridoi e sale con basso rilievo (sculture poco sporgenti dal fondo) che narrano cerimonie e investiture.
La torre a più piani — forse legata all’osservazione e ai rituali — si riconosce da lontano. I pavimenti drenano l’acqua verso condotte nascoste: un dettaglio tecnico che spiega perché qui lo stucco si sia conservato meglio che altrove.

Il Templo de las Inscripciones: tomba e testo

La piramide a gradoni deve il nome alle lunghe iscrizioni della camera superiore. Una scala interna, sigillata in antico, scende alla camera funeraria di Pakal il Grande, con il sarcofago in calcare e la maschera funeraria in giada. Le lastre scolpite raccontano genealogie, riti e il ciclo del potere.

Il Gruppo della Croce: tre templi, una cosmologia

I templi del Sole, della Croce e della Croce Fogliata formano un insieme progettato sotto Kan B’alam II. I pannelli in basso rilievo mostrano il sovrano tra simboli del cosmo: la “croce” è la resa grafica dell’albero del mondo — spesso identificato con la ceiba — che collega il cielo, la terra e l’oltretomba.
Qui leggi l’ideologia reale tradotta in architettura.

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Cosa Vedere a Palenque: Templi, Palazzi e Tesori Nascosti

Templo de las Inscripciones

È il cuore del sito archeologico di Palenque. Una piramide a gradoni con un tempio sommitale che custodisce le lunghe iscrizioni in lingua maya. All’interno, una scala nascosta porta alla tomba di Pakal il Grande, il sovrano che guidò la città nel VII secolo. Nella camera funeraria troverai il grande sarcofago in calcare e riferimenti cosmologici che raccontano il passaggio del re nel mondo sotterraneo. Le lastre iscritte sono una chiave per leggere storia, rituali e genealogie.

El Palacio

Un complesso di corti, corridoi e sale affacciate su quattro patii interni. Le pareti conservano rilievi in stucco (impasto a base di calce modellato e dipinto) e scene di investitura. La torre quadrangolare, unica nel suo genere in area maya, emerge fra le creste dei templi. Qui leggi l’architettura Maya nel suo equilibrio: stanze coperte da volta a mensola, drenaggi per la pioggia, passaggi che incanalano la brezza della giungla.

Grupo de las Cruces (Templi del Sol, della Croce e della Croce Fogliata)

Tre piramidi su piattaforme distinte compongono un unico racconto. I pannelli in basso rilievo mostrano Kan B’alam II tra simboli cosmici. La “croce” è la resa grafica dell’albero del mondo (spesso identificato con la ceiba), asse che collega cielo, terra e oltretomba. La disposizione scenografica aiuta a capire la propaganda dinastica nel Periodo Classico.

Templo de la Reina Roja

Nel 1994 gli archeologi scoprirono qui la sepoltura di una donna di rango, detta “Regina Rossa” per i pigmenti rossi che rivestivano il corredo. Il ritrovamento ha aperto una finestra sui ruoli femminili nell’élite di Palenque. I reperti (maschera e gioielli in giadeite) sono oggi in parte esposti al museo.

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Juego de Pelota

Il campo da Juego de Pelota è il più antico del sito. Il “gioco della palla” mesoamericano era un rito-competizione praticato con una sfera di gomma; serviva a rimettere in scena l’ordine cosmico e, a volte, sanciva alleanze politiche. Le strutture laterali, con superfici inclinate, aiutavano il rimbalzo della palla.

Grupo Norte e Templo del Conde

A nord trovi edifici residenziali e piccoli templi che conservano tracce di rilievi. Il Templo del Conde prende il nome da un viaggiatore ottocentesco che qui piantò la tenda. L’area è più tranquilla e offre inquadrature pulite del massiccio del Palacio.

Cascades e Complesso B

Segui il torrente Otulum lungo passerelle e brevi rampe. Le cascate formano pozze chiare, incorniciate dalla foresta. Il Complesso B raccoglie rovine residenziali con terrazzamenti e vasche di raccolta: utili per intuire come l’acqua fosse gestita in città. Resta sui sentieri segnalati; la vegetazione copre radici e rocce scivolose.

Museo de Sitio Palenque “Alberto Ruz Lhuillier”

Piccolo ma denso. Espone pannelli originali, una selezione di maschere e lacerti in stucco. Qui ricostruisci la sequenza dei sovrani, dal Preclassico alle fasi finali, con focus su Pakal il Grande e Kan B’alam II. Il museo completa la visita all’aperto; entra se vuoi mettere in ordine cronologia e simboli.

Mini‑mappa orientativa (per capire gli spostamenti)

Dall’ingresso segui il viale verso il Templo de las Inscripciones (a sud‑ovest). A est si apre l’asse del Palacio; salendo la dorsale raggiungi il Grupo de las Cruces. A nord si estendono Grupo Norte e Templo del Conde. Il sentiero per Cascades/Complesso B scende costeggiando l’Otulum fino all’uscita bassa e al Museo.

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Informazioni Utili per la Visita a Palenque

Come arrivare

La base è la cittadina di Palenque, 8 km dal sito. Dall’aeroporto di Villahermosa (Tabasco) hai transfer su strada in circa 2 ore.
Da Città del Messico voli interni per Villahermosa o Tuxtla Gutiérrez, poi bus o auto a noleggio.
Da Merida o Valladolid il collegamento è via Campeche/Escárcega su strade federali. I colectivos dalla città di Palenque al sito partono di frequente; i taxi sono comodi all’alba.

Orari di apertura e biglietti

Apertura tipica 8:00–17:00, ultimo ingresso nel pomeriggio. Il costo è composto da un biglietto per l’area archeologica e da una quota del parco naturale; in totale considera una fascia che di solito rientra tra 170 e 250 MXN a persona.
Il Museo è incluso o ha un piccolo supplemento secondo la stagione. Tariffe e orari possono variare senza preavviso.

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Cosa portare

Scarpe con suola scolpita, cappello leggero, acqua (almeno 1 litro a persona), repellente, crema solare, impermeabile pieghevole in stagione piovosa. I gradini sono alti; una torcia frontale è utile se visiti aree d’ombra.

Guide turistiche

Una guida locale autorizzata ti aiuta a leggere i glifi, orientarti tra dinastie e comprendere i pannelli del Grupo de las Cruces. Se vuoi approfondire iconografia e storia, è il modo più efficace.

Alloggi

Pernotta in città se cerchi servizi, ristoranti e collegamenti. Le strutture lungo la strada per il sito offrono lodge nel verde e accesso rapido all’apertura dei cancelli. In alta stagione prenota con anticipo.

Consigli pratici

— Entra all’apertura per luce migliore e temperature più miti.
— Evita di salire sui rilievi stuccati; si danneggiano facilmente.
— Porta contanti per biglietti, parcheggio e piccoli acquisti.
— In stagione delle piogge (maggio‑ottobre) i sentieri possono essere scivolosi: organizza i tempi di marcia. Per la pianificazione generale del tuo viaggio in Messico, incrocia sempre le date con i consigli di Quando andare in Messico.
— Per aggiornamenti e cautele su aree e spostamenti, leggi Viaggiare Sicuri in Messico.

Cascata di Agua Azul, Mexico.

Oltre Palenque: Esplorando i Dintorni del Chiapas

Cascate Agua Azul

Serie di salti e vasche turchesi lungo il fiume Xanil, a circa 70 km da Palenque. In stagione secca l’acqua è più limpida; dopo piogge intense il colore può virare al marrone. Puoi camminare tra terrazze naturali, fare foto dai belvedere e, dove segnalato, bagnarti in aree sicure.

Cascate Misol‑Ha

Un salto d’acqua di circa 35 metri incastonato nella foresta. Un sentiero dietro la cortina porta a una piccola grotta; l’ambiente è umido e scivoloso, muoviti con prudenza. In alcune stagioni si può nuotare nella pozza principale seguendo le regole del parco.

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San Cristóbal de las Casas

Città coloniale di alta quota, nota per l’artigianato tessile e i mercati. Base ideale per conoscere comunità tzotzil e tzeltal nel rispetto delle usanze (evita foto non autorizzate nei villaggi). Le notti sono fresche anche in estate.

Yaxchilán e Bonampak

Due siti immersi nella Selva Lacandona. Yaxchilán si raggiunge in barca sul fiume Usumacinta; conserva soglie e architravi incisi di grande qualità. Bonampak è famoso per i murali dipinti con scene rituali. Un autista locale e una guida sono consigliati per tempi e logistica.

Un itinerario di 4–5 giorni (esempio flessibile)

Giorno 1: arrivo a Palenque città, tramonto al Museo.

Giorno 2: Palenque all’alba, Templo de las Inscripciones, Palacio, Grupo de las Cruces; pomeriggio Cascades/Complesso B.

Giorno 3: escursione ad Agua Azul e Misol‑Ha.

Giorno 4: trasferimento verso Yaxchilán e Bonampak con pernottamento in lodge nella selva.

Giorno 5: rientro o proseguimento verso San Cristóbal de las Casas e, se vuoi estendere il percorso nello stato del Chapas, altri villaggi e riserve.

Le rovine Maya di Palenque
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In Viaggio a Palenque e  in Messico con Roberto Furlani

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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

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FAQ – Frequently Asked Questions

Per il sito archeologico di Palenque servono 3–4 ore piene.
Il percorso tocca il Tempio delle Iscrizioni, il Palazzo con la torre, i Templi della Croce e il settore delle residenze immerse nella giungla; i sentieri sono ombreggiati ma l’umidità è alta, specie tra marzo e maggio.
Il museo richiede almeno 40 minuti: conserva rilievi in stucco e una riproduzione del corredo funerario di K’inich Janaab’ Pakal.
Se aggiungi una sosta alle cascate di Misol-Há o Agua Azul, calcola la giornata intera, con rientro nel tardo pomeriggio.
Una visita più lenta permette di osservare dettagli costruttivi in calcare e il sistema di canalizzazione delle acque che caratterizza Palenque.

 

 

Oltre alle piramidi, l’area archeologica di Palenque offre percorsi nella foresta secondaria, con ceiba (l’albero sacro maya), bromelie e uccelli tropicali.
Nel museo puoi approfondire la scrittura e il calendario maya attraverso pannelli chiari e oggetti originali.
In città si trovano laboratori artigianali che lavorano legni locali e piccole botteghe con tessuti in cotone grezzo; il cacao criollo, coltivato da secoli, è l’ingrediente base del pozol (bevanda fredda a base di mais e cacao, usata come ristoro nelle giornate calde).
Se inserisci Palenque in un itinerario del Chapas, l’abbinata classica comprende anche i villaggi tzeltal e tzotzil della zona di San Cristóbal e il canyon del Río Grijalva.

Palenque” in spagnolo indicava storicamente una palizzata o un recinto; i cronisti lo usarono per descrivere insediamenti fortificati.
La città maya aveva un nome proprio diverso: Lakamha’, “grandi acque”, un riferimento ai ruscelli e agli acquedotti che scorrono nel sito.
Il toponimo moderno sta dunque su due livelli: quello coloniale, legato alla descrizione del luogo, e quello preispanico, connesso all’idrologia che ancora oggi definisce la fisionomia del parco.

 

Per raggiungere Palenque per via aerea, la porta più pratica è Villahermosa (Tabasco), collegata con strade pianeggianti a ~145 km; in auto o bus servono 2–2,5 ore.
Da San Cristóbal de las Casas sono ~220 km ma la strada di montagna allunga i tempi (4,5–5,5 ore) con curve e tratti umidi; conviene partire all’alba e prevedere margine. Da Campeche la distanza è ~360 km, da Mérida ~530 km.
Le autolinee di classe A coprono bene le tratte principali; taxi collettivi e minivan servono l’ultimo miglio.
Per aggiornamenti e buone pratiche sul tema sicurezza rimando alla guida Viaggiare Sicuri in Messico, utile per pianificare pause, orari e percorsi.

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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