Galapagos diario di viaggio – racconto di un tour di 10 giorni

Ultimo aggiornamento del post 5 Settembre, 2025

leone di mare a San Cristobal

Leggi il mio diario di viaggio alle Galapagos; è il racconto di un tour di  10 giorni, l’ultimo di una serie iniziata quasi 30 anni fa, nel 1992. Allora spesi 1000 dollari americani, tondi tondi, per una crociera nelle isole incantate. Decisi poi di allungare di altri 4 giorni il mio viaggio, stregato dalla bellezza di queste isole.
Un volta arrivati, è veramente difficile staccarsi da questi luoghi magici! 
Grazie a questo post potrai prepararti per vivere al meglio gli animali le tante cose che potrai vedere durante il tuo soggiorno alle isole o durante una crociera alle Galapagos.

DIARIO DI VIAGGIO ALLE GALAPAGOS
1° giorno: Quito – Baltra 

Ricordo benissimo il mio primo viaggio alle Galapagos; era il novembre del 1992, la lira aveva subito una fortissima svalutazione, ma accettai di pagare 1000 dollari americani (esattamente mille) per una crociera di 7 notti nelle isole incantate.

Da allora, quando il discorso cade su quel viaggio, una magnifica accoppiata Ecuador-Galapagos, continuo ad affermare che quelli furono i “migliori mille dollari spesi nella mia vita”. Oltre a fare un viaggio memorabile (indimenticabile Ecuador), toccai infatti con mano il Paradiso. Tanto che, una volta terminata la crociera, decisi con Andrea (il mio compagno di viaggio) di prolungare la nostra presenza nell’Eden per altri 4 giorni!

Da allora, per me che sono appassionato di animali e di Natura, ogni ritorno alle Galapagos è letteralmente una festa: la stessa abbondanza di fauna l’ho trovata infatti unicamente al Parco nazionale Kruger. Il “piccolo” problema è che nell’area protetta sudafricana non si può uscire dall’auto per evitare problemi con elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi, bufali e chi più ne ha, ne metta.

Alle Galapagos invece il problema si inverte.  Quando si visitano le isole bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi per non calpestare i nidi che molti uccelli fanno direttamente sul terreno o per non ruzzolare per terra per essere inciampati in un leone di mare steso sulla spiaggia a prendere il sole!

Mi ritrovo così all’interno dell’aeroporto di Baltra, impegnato nell’ultimo passaggio prima di uscire all’aria aperta. Il pagamento di 100 dollari americani per entrare alle Galapagos. Anche qui, mi dico tirandoli fuori dal portafoglio, i migliori 100 dollari spesi nella mia vita. Non sono una tassa, ma un contributo alla conservazione di quello che è uno dei posti più incredibili del nostro Pianeta.

Dopo aver passato il canale di Itabaca, trovo Carlos che mi accompagnerà a Puerto Ayora, la “capitale” dell‘isola Santa Cruz dopo avere fatto un paio di soste per riprendere confidenza con la natura del posto.

La strada, lunga poco più di 40 chilometri, viene normalmente coperta in circa 40 minuti ma, percorrendo gli altopiani dell’isola, facciamo una sosta a los Gemelos, due doline di lava che si formarono migliaia di anni fa. Si trovano ai lati della strada e sono immerse nella più fitta foresta di scalesia dell’arcipelago. Ci fermiamo giusto il tempo per ammirarle dall’alto e, dopo pochi chilometri, ecco il primo grande incontro con le signore delle Galapaos: le tartarughe giganti!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_tartaruga gigante
Siamo a El Chato, un’area protetta privata di 12 ettari in cui vivono in assoluta libertà diversi esemplari di questi incredibili rettili, immersi nel loro habitat preferito. Pascoli verdeggianti e foresta di scalesia, combinati con pozze fangose,  dove le tartarughe amano sfuggire al caldo sole di mezzogiorno. Si stima che attualmente, sulle isole, vivano 20.000-25.000 tartarughe allo stato selvatico.

Se penso a come sono arrivate alle Galapagos, mi viene sempre da sorridere. I biologi ritengono che le prime tartarughe siano arrivate nell’arcipelago 2-3 milioni di anni fa, viaggiando alla deriva su enormi zattere di vegetazione staccatesi dalla costa sudamericana. Erano presumibilmente già animali di grossa taglia.

Data la velocità non certo da Speedy Gonzales delle tartarughe, farsi un selfie non è mai un’impresa; e sono anche molto fotogeniche, dico a Carlos guardando i risultati degli scatti!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_fringuello di Darwin
El Chato è anche un luogo interessante per gli appassionati di birdwatching. Carlos mi tende il binocolo per osservare alcuni esemplari dei celebri fringuelli che ispirarono a Charles Darwin la teoria dell’evoluzione. Alle Galapagos vivono 13 specie; sono tra gli uccelli più abbondanti nelle isole. Ogni specie possiede una forma e una dimensione particolare del becco e il loro comportamento alimentare si è specializzato per occupare una nicchia specifica. Così più specie possono vivere nello stesso ambiente, senza entrare in competizione. Magie della natura!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_Tunnel di Lava_Santa Cruz
Approfitto della mia presenza a El Chato per esplorare alcuni tunnel di lava di cui è famosa Santa Cruz. E’  veramente singolare la formazione di queste incredibili gallerie naturali.
 Quando c’è un’eruzione, la lava scorre lungo i lati del vulcano e sulla terra. Mentre si raffredda in superficie, la lava calda continuava a scorrere però nel sottosuolo come un fiume, creando così delle cavità all’interno della roccia che con il tempo si raffreddano, si solidificano e.. attendono visitatori!

Arrivo a Puerto Ayora, prendo possesso della mia stanza all’hotel La Isla, un ottimo 3 stelle superior ed esco per cercare la muta con cui fare snorkeling nei prossimi giorni.

E’ novembre e la temperatura dell’acqua dell’oceano non è certo tropicale: siamo sui 20°C! Una muta è d’ obbligo se si vuole stare a mollo per un po’ nel Pacifico con maschera e pinne, senza soffrire il freddo. Opto per una 5 mm completa; sarò esagerato, ma sono sicuro che starò bene.

Mi faccio dare anche la cintura con alcuni pesi per bilanciare l’eccesiva galleggiabilità che mi darà il neoprene. Consiglio sempre  i miei clienti di noleggiare una muta al primo giorno, provandola con calma, per evitare brutte soprese. A bordo delle imbarcazioni ce ne sono, ma non si può mai essere certi di trovare quella giusta. Perché correre il rischio di rovinarsi una escursione di snorkeling, quando è possibile con poco trovare la giusta soluzione?

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_mercato del pesce_Santa Cruz
Alle Galapagos per la cena non c’è che l’imbarazzo della scelta: il pesce è a km 0 e proviene da uno delle zone più ricche di fauna marina al mondo. A me il pesce piace in tre modi: crudo, marinato nel lime (il ceviche), fatto alla brace o fritto. Imbattersi in un ristorante alle Galapaos che non sappia offriti del buon pesce in questi 3 modi è quasi un’impresa.
E’ per questo motivo che in questo racconto di viaggio non parlerò di ristoranti, a differenza dei reportage degli altri Paesi. Cerca quello che ti ispira di più. Sicuramente farai centro!

Leggi il mio post Santa Cruz, Galapagos: cosa fare, cosa vedere, informazioni e consigli >>
Guarda dove si trova l’isola Santa Cruz – Guarda la Mappa  >>

GRATIS SCARICA
L’EBOOK SULLE GALAPAGOS
CLICCA QUI

2° giorno:  snorkeling a Pinzon
La meta di oggi è l’isola di Pinzon, nota anche come isola di Duncan.  Circondata da acque profonde, è rimasta isolata da tutte le altre isole per millenni. L’isola è dominata da rocce, bassa vegetazione spinosa e vegetazione rada.

Partiamo verso le 8; ci attende poco più di un’ora di navigazione prima di arrivare alla meta. La barca è piena, (siamo in sedici) e scivola veloce tra le onde grazie a due potenti motori fuoribordo. Sull’isola non è possibile sbarcare, ma è possibile viverla solo attraverso le sue spiagge e facendo snorkeling (poco male!).
Manuel, la nostra guida della giornata, ci racconta come  nell’isola, una decina di anni fa, sia stata compiuta una operazione di derattizzazione per eliminare i roditori e consentire alle tartarughe giganti di riprendere a prosperare, come sta succedendo ora.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_tartaruga marina
La prima sosta è a Penguin Bay. Mi infilo la muta e mi tuffo; un piccolo brivido iniziale quando un poco d’acqua inevitabilmente si fa spazio nella muta ed entra in contatto con la mia pelle. Il tempo di assestarmi la maschera e già vedo sfrecciare davanti a me alcuni leoni di mare. Una visione che si ripeterà in questi giorni.

E’ incredibile come la loro goffaggine sulla terra ferma si trasformi in una sorprendete velocità nel mare. Sono molto curiosi e non hanno nessun timore ad avvicinarsi. Penso alla loro dentatura e ringrazio il cielo che sono pacifici. Tempo 5 minuti e appare anche la prima tartaruga verde, che nuota poco lontano da me. E’ l’ unica specie di tartaruga marina a nidificare nell’arcipelago ed è anche quella più comunemente avvistata. Si ferma per brucare alghe dagli scogli, il suo principale alimento. I giovani sono più opportunisti e mangiano anche meduse, cefalopodi, crostacei e pesci.

A pranzo ci viene servito un ottimo e freschissimo sushimi; il pesce è stato catturato con una lenza mentre eravamo in acqua a fare snorkeling e preparato all’istante. E’ il pesce crudo più fresco in assoluto che abbia mai mangiato in vita mia!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_turista con leone di mare
Nel pomeriggio ci trasferiamo a La Fe dove, a nostra scelta, possiamo di nuovo fare snorkeling o rilassarci sulla scintillante sabbia bianca. Visto che la mia muta si sta asciugando, opto per la seconda soluzione e ne approfitto per passeggiare sulla spiaggia. Supero un terzetto di leoni di mare, passandogli a neanche mezzo metro di distanza e questi non si muovono di un millimetro.

Osservo una coppia australiana che cerca di farsi un selfie vicino a loro. Il loro comportamento giocoso e curioso li rende gli animali più ricercati e fotografati dai turisti. Attenzione però! I leoni marini sono animali selvatici e possono avere un comportamento imprevedibile, soprattutto i maschi; occasionalmente capita che alcune persone vengano morse per non avere rispettato il loro spazio e la loro privacy.

Torniamo che sono già passate le 16. Dopo una doccia in albergo, esco per farmi un giretto prima di cena. Sorseggiando una birra osservo fregate, sule piediazzurri e gli immancabili pellicani che si danno il turno per catturare pesci nei pressi di Las Ninfas, la profonda insenatura accanto al Malecon 2003, la passeggiata a mare di Puerto Ayora. Vita grama per i pesci alle Galapagos!

3° giorno: Isabela
Mi imbarco alle 7 per Isabela. Vorrei chiarire un equivoco in cui si può cadere quando si è alle Galapagos. Quando leggi “Ferry” da un’isola all’altra scordati di salire su una di quelle enormi imbarcazioni che siano abituati a vedere incrociare in Italia e in tutto il Mediterraneo e che inghiottono nella loro pancia decine e decine di veicoli. Qui siamo alle Galapagos e le prospettive cambiano.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_ferry

Ad attendermi sul molo è quindi una di quelle imbarcazioni simili a quella con cui sono andato ieri a Pinzon ma un po’ più grande, che in circa 2 ore (se il mare sarà calmo) condurranno i passeggeri da un’isola all’altra. Per chi soffre il mal di mare il viaggio può essere un po’ fastidioso.

Basterà dotarsi di cerotti o chewingum e il problema è risolto. In alternativa c’è l’aereo che, nemmeno il tempo per prendere quota e già deve abbassarsi per atterrare: il volo dura effettivamente circa ½ ora tra isola a isola.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorniIl tempo di posare la borsa zaino in albergo e sono già fuori. Sul molo mi mangio una empanadas e intanto guardo Las Tintoreras, la meta dell’escursione del pomeriggio.

Usciamo dal porto che sono poco passate le due e passiamo vicino a una fila di barche ormeggiate con leoni marini addormentati sui loro ponti. Sfiliamo vicino alle rocce, in prossimità della costa e Marcos, il pilota, abbassa il gas per farci dare una occhiata alle sule dai piediazzurri, ai pellicani e ad alcuni esemplari di pinguini delle Galapagos, gli unici pinguini che vivono all’equatore, intenti a pulirsi le loro penne. Il potente motore recupera poi giri velocemente e gli isolotti appaiono così sempre più grandi.

La prima sosta è ad una piccola spiaggia dove ci aspetta un sentiero naturalistico ben segnalato. È uno strano paesaggio alieno, roccia vulcanica scura proveniente da antiche colate di lava. Le mangrovie rallegrano una parte della riva. Facciamo qualche passo e ci troviamo circondati da una miriade di iguane marine, che adorano questo sperone roccioso. Ce ne sono centinaia e centinaia ovunque e sembrano impermeabili alla nostra presenza, tanto che non si allontanano dal sentiero e bisogna quindi prestare attenzione per non calpestarne qualcuna.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_iguana
L’iguana marina l’unica lucertola al mondo in grado di nuotare. Si ciba principalmente di alghe sugli scogli o che coglie anche in profondità. E’ adatta perfettamente all’ambiente marino. Le zampe facilitano il nuoto, mentre le narici hanno una particolare ghiandola che consente all’animale di liberarsi del sale in eccesso. Si stima che la popolazione di iguane marine alle Galapagos sia formata da 200.000-300.000 esemplari.

Le iguane non sono gli unici abitanti della spiaggia e degli scogli.  Non passano inosservati i granchi che zampettano velocissimi tra gli scogli. Alle Galapagos li chiamano Sally Lightfoot Crab, in italiano “granchio rosso delle rocce” (Grapsus grapsus) e devo dire che sono altamente fotogenici. Hanno infatti una intensa e vivace colorazione blu e rossa, con un ventre bianco o blu pallido. Ci spiega Diego, la nostra guida, che sono gli spazzini   dell’arcipelago, in quanto si nutrono di qualsiasi cosa.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_granchio

Ad un certo punto del sentiero, ci imbattiamo in uno stretto canale, largo solo 2-3 metri, che si insinua tra due bracci di lava, pieno di acqua incredibilmente limpida.

Diego ci dice di guardare attentamente e vediamo così, apparentemente addormentati, diversi tintoreras, come vengono chiamati da queste parti, gli squali pinna bianca.  Ecco da dove prendono il nome questi isolotti!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_squalo pinna bianca
Li incontrerò poco dopo quando con maschera e pinne entriamo in acqua, assieme una miriade di pesci colorati e svolazzanti, ad alcune razze e persino barracuda, che nuotano sopra un fondale ricco di spugne e stelle marine.

Torniamo a Puerto Villamil all’ora dell’aperitivo. Mi sorseggio l’immancabile birra passeggiando lungo la lunghissima avenida Antonio Gil, godendomi le varie scenette che colgo, cammin facendo, in cui leoni di mare e pellicani sono alcuni dei principali protagonisti.

Leggi il mio post  Isabela cosa vedere >>
Guarda dove si trova Isabela >>

GRATIS SCARICA
L’EBOOK SULLE GALAPAGOS
CLICCA QUI

4° giorno: Tour al Vulcano Sierra Negra
Isabela ospita ben 5 vulcani: Darwin, Wolf, Alcedo, Cerro Azul e Sierra Negra. Proprio la loro presenza, unitamente alla distanza e l’impervietà degli ambienti che li separa, sono state le condizioni per lo sviluppo di ben 5 specie di tartarughe giganti, strettamente legate agli habitat di ciascun vulcano presente nell’isola.

E’ possibile salire unicamente su un vulcano, il Sierra Negra. Per andare sull’Alcedo è necessario, invece, avere un permesso speciale del Parco e seguire un protocollo per evitare di contaminare la locale popolazione di tartarughe, formata da circa 5000 esemplari.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_vulcano Sierra Negra
Mi ritrovo così a camminare su una strada in pietra lavica che sale dolcemente verso la cima del Sierra Negra. Nello zainetto una merenda, un paio di sandwich, dell’acqua e un succo di frutta. Dopo circa 4 chilometri arriviamo ​​sul bordo del vulcano. Siamo fortunati con il tempo.

La nebbiolina che ci avvolto nella prima parte della camminata è sparita e un bel sole ci permette di ammirare l’enorme caldera che, con un diametro di circa 9 chilometri, è per dimensione è la seconda più grande al mondo. Sierra Negra è uno dei vulcani più attivi di Isabela e ha eruttato l’ultima volta nel 2018. Guardando in basso nel cratere, Julio, la nostra guida, ci aiuta a distinguere le aree delle colate laviche più recenti.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_vulcano Sierra Negra

Dopo aver trascorso un po’ di tempo a goderci il panorama, continuiamo per una manciata di chilometri. Progressivamente la vegetazione scompare e i campi di lava passano dal nero a tonalità oro, rame e ruggine. Passiamo vicino a delle fumarole fino a raggiungere Volcan Chico, che non è un vulcano a sé stante, ma fa parte del Sierra Negra.

Dalla cima ci godiamo Isabela distesa placida sotto di noi, una enorme macchia che risalta nel profondo blu del Pacifico. Ritorniamo sui nostri passi e rientro in albergo che sono da poco passate le 2 del pomeriggio. Complessivamente siamo stati in giro quasi 7 ore, percorrendo circa 16 chilometri.

Il tempo di farmi una doccia e decido di aggiornare il mio giornaliero tabellino di marcia, percorrendo ancora circa un chilometro per raggiungere Concha de Perla, una piccola baia dall’acqua cristallina perfetta, in condizioni di bassa marea, per lo snorkeling. La particolarità è che non fa parte del Parco nazionale, per cui è possibile visitarla in autonomia, senza la presenza di una guida.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_leone di mare

Percorro una passerella di legno su cui mi imbatto negli immancabili sonnacchiosi leoni di mare. Approdo su una piattaforma e raggiungo l’acqua scendendo alcuni scalini. Grazie ai consigli di Julio, indosso delle scarpette nautiche, così ho i piedi protetti dai ricci che si trovano sul fondale. Che spettacolo: neanche il tempo fare di qualche bracciata, che già mi si parano davanti dei pacifici leoni di mare. Mi imbatto poco dopo nella oramai immancabile tartaruga marina, in pesci pappagallo, razze, oltre a un numero incredibile di stelle di mare. Veramente una perla!

5° giorno: Isabela-Santa Cruz
Mi alzo presto perchè voglio approfittare della mattinata libera e delle primissime ore del pomeriggio, prima di imbarcarmi alle 15 per ritornare a Santa Cruz, per depennare una serie di mete presenti nella mia lista dei desideri a Isabela.

Mi incammino così lungo la avenida Antonio Gil, in direzione opposta a Concha de Perla.  La mia meta  è il Muro de las Lágrimas, una parte di pietra lunga 100 metri, un “souvenir”  dei tempi in cui  Isabela ospitava una colonia carceraria. La punizione consisteva nel farlo costruire, abbattere e ricostruire nuovamente ai detenuti. Il muro è a secco, la precisione con cui sono state posate le pietre lascia decisamente a desiderare.

Sicuramente, penso guardando l’opera, ognuna di loro è stata posta dagli ospiti forzati di Isabela con rabbia, sconforto, stanchezza e tensione, in netto contrasto con i sentimenti che provano gli attuali visitatori di Isabela di fronte alle opere della natura.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_cactus in fiore
In sé il muro non vale la visita, ma è il punto terminale di un percorso in cui è possibile ammirare diverse spiagge, zone umide ricche di uccelli, mangrovie e raggiungere punti panoramici. Oltre ad avere la possibilità di incontrare, come mi è capitato, tartarughe terrestri strada facendo.

Tornando verso Isabela faccio una deviazione per visitare il Centro di Crianza, dove sono allevate molte tartarughe giganti, tenute in grandi recinti all’aperto. Per raggiugerlo cammino su una lunghissima passerella di legno che attraversa una laguna in cui scorgo diversi uccelli tra cui dei bellissimi, rosati fenicotteri che mi sembrano sospesi nell’acqua.

Rientro a Puerto Villavil in tempo per recuperare il bagaglio in albergo e mangiucchiare qualcosa. La navigazione è tranquilla e rientro a Santa Cruz senza problemi.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_isola Bartolomé
6° giorno: Bartolomé
Sono passate da non molto le 6 del mattino e mi ritrovo su un pullmino che mi sta portando verso l’isola di Baltra, per salire su una barca che mi condurrà sull’isola da cui ammirare il panorama più fotogenico delle Galapagos: Bartolomé.

Una volta saliti sulla barca, decisamente di dimensioni maggiori rispetto a quelle utilizzate per le escursioni nelle altre isole, condivido il tavolo su cui faccio colazione con una simpatica e giovane coppia gay olandese. La navigazione è abbastanza lunga, circa due ore, durante le quali ascoltiamo, tra un discorso e l’altro, una serie di notizie sull’isola.

Bartolomé è geologicamente molto giovane e ha una dimensione di soli 1,2 kmq. Il nome è in onore di Sir Bartholomew James Sulivan, un amico di Charles Darwin, sottotenente a bordo del brigantino Beagle. Una volta sbarcati, ci inerpichiamo per un sentiero che sale con una serie di rampe di legno, collocate sapientemente per evitare l’erosione del terreno. Ci addentriamo in un paesaggio decisamente lunare.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_isola Bartolomé_passerella

La guida si sofferma per farci ammirare diverse formazioni vulcaniche, che interpretiamo grazie alle sue spiegazioni e per mostrarci alcune piante pioniere, fondamentali per bloccare con le loro radici la sabbia vulcanica
Raggiungiamo così la cima, a 114 metri di altezza, alcuni con un po’ di affanno, visto i tanti gradini (circa 600) da scarpinare.

Smartphone e macchine fotografiche si mettono subito all’opera per immortalare il paesaggio. Ho ancora una fortuna sfacciata con il tempo e la radiosa giornata mi consente di gustare in pieno la vista spettacolare sull’isola di Santiago con Sullivan Bay e alla sinistra Pinnacle Rock, mentre dall’altra parte, in lontananza si scorgono Daphne Major e Minor. Per la loro selvaggia bellezza e il fascino che emanano, Bartolomé e Pinnacle Rock  sono stati i set del  bel film 2003 “Master and Commander” con Russel Crowe.
Nel pomeriggio saliamo su un panga (una piccola imbarcazione) che ci porta vicino agli scogli, da cui scorgiamo diversi pinguini che non contraccambiano lo stesso interesse che abbiamo nei loro confronti.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_Pinaccle Rock con pellicano
Passiamo intorno alla spettacolare Pinnacle Rock, un cono vulcanico che si formò quando il magma venne espulso da un vulcano sottomarino; l’oceano raffreddò la lava calda, creando questa enorme roccia, formata da molti sottili strati di basalto.

Sbarchiamo infine in una piccola baia sabbiosa, dove facciamo snorkeling e dove abbiamo l’onore di avere, come compagni di escursione, prima un pinguino che sfreccia veloce, lasciando dietro a sé una striscia di bollicine,  seguito poco dopo da una iguana marina che, flessuosamente, passa sulla mia destra, mentre ammiro dei pesci pappagallo. Torniamo a Santa Cruz che sono le 5 passate del pomeriggio.

GRATIS SCARICA
L’EBOOK SULLE GALAPAGOS
CLICCA QUI

7° giorno: Santa Cruz- San Cristobal
Oggi trasferimento a San Cristobal, la capitale della Galapagos. Ho deciso di partire con il ferry delle 15, per avere tempo di visitare alcuni posti a cui tengo. Mi reco così di buon mattino alla Stazione scientifica Charles Darwin, a 10 minuti di cammino dal centro di Puerto Ayora. E’ il cuore pulsante della maggior parte delle attività di conservazione delle Galapagos e da qui vengono gestiti molti programmi di riproduzione per le tartarughe giganti e iguane terrestri, ricerche sui movimenti dei pinguini tra le isole Galapagos, delle tartarughe marine e anche degli squali.

Al di là delle mostre e dei tanti pannelli che consentono di capire nel dettaglio i diversi aspetti che caratterizzano il clima, la geologia e l’evoluzione di piante e animali dell’arcipelago, mi concentro su uno spazio espositivo  particolare. Mi ritrovo così davanti alla più famosa tartaruga delle Galapagos, Lonesome George (Giorgio il solitario), che avevo avuto l’onore di vedere in carne e ossa nel 1992 e che mi ritrovo ora imbalsamato in una vetrina all’interno della mostra a lui dedicata.


Giorgio era l’ultima tartaruga gigante dell’isola di Pinta, la più settentrionale dell’arcipelago. Furono fatti molti tentativi infruttuosi per trovargli una partner e convincerlo a riprodursi. Quindi si spense nel 2012 all’età di circa 100 anni, per cause naturali, senza lasciare eredi. Con lui si estinsero ufficialmente le tartarughe di Pinta.

Mi rimane ancora un po’ di tempo e raggiungo così una delle mie spiagge preferite alle Galapagos: Bahia Tortuga.
E’ una splendida striscia di sabbia a circa 40 minuti di cammino da Puerto Ayora, che raggiungo grazie a un sentiero lungo circa 2.5 km. E’ una spiaggia che non si trova all’interno dei confini del Parco, per cui è frequentabile liberamente dall’alba al tramonto. L’unico vincolo è che non è possibile fare il bagno, permesso invece nella vicina Playa de los Perros.

Ho uno splendido ricordo di un pomeriggio passato nel 1992 su questa spiaggia, in pieno relax, prendendo il sole e camminando lungo l’arenile, ammirando tantissimi di quegli animali di cui ho parlato sinora.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_Puerto Baquerizo Moreno

Sbarco a Puerto Baquerizo Moreno, la “capitale” delle Galapagos, che sono quasi le 5.30 del pomeriggio. La piccola cittadina si trova nella parte sud occidentale dell’isola di San Cristobal, la seconda isola più popolosa dopo Santa Cruz e una delle più vecchie dal punto di vista geologico. Si stima che abbia 2.4-4 milioni di anni. E’ composta da tre o quattro vulcani che si sono fusi tra di loro.

Leggi il mio post  San Cristobal cosa fare >>
Guarda dove si trova San Cristobal  >> 

8° giorno: Kicker Rock (Leon Dormido)
Mi sembra di essere un lillipuziano. Dalla barca in cui mi trovo, il mio sguardo ricade 150 metri più in alto, dove si trova la fine di due gigantesche rocce che si ergono sull’oceano Pacifico. Sono quel che resta di un cono di lava eroso dall’oceano.

Mi trovo appena al largo della costa occidentale dell’isola di San Cristobal e i giganti da cui sono sopraffatto sono quelli di Kicker Rock, conosciuti anche come Leon Dormido, dopo Bartolomé il secondo paesaggio iconico delle Galapagos.

Viste da sud questi scoglioni assomigliano, con un po’ di fantasia, a un leone addormentato, da cui il nome spagnolo. Da un’altra angolazione, anche qui la fantasia deve essere di soccorso, assomigliano a una scarpa, da cui il nome in inglese.

César, la nostra guida, si sbraccia per farci ammirare gli ospiti delle scogliere tra cui le sule, fregate e diverse altre specie di uccelli. Si sofferma in particolare su uno degli animali “beniamini” e più fotografati dai turisti che visitano le isole, le sule piediazzurri, famose per la colorazione delle loro zampe, le loro danze di accoppiamento e la capacità di immergersi fino a 100 metri di profondità per cercare cibo.

Il colore particolare delle zampe, spiega César, è dovuto alla presenza di carotenoidi, pigmenti che derivano dalla loro dieta composta di pesci. Per le femmine il colore delle zampe è un fattore determinante per scegliere il partner con cui accoppiarsi: più è brillante, migliore è la condizione fisica del partner. Quindi vince chi ha le zampe più colorate!

GRATIS SCARICA
L’EBOOK SULLE GALAPAGOS
CLICCA QUI

Scendiamo in acqua con la speranza, o meglio l’illusione, di cogliere dalla superficie la sagoma inconfondibile di uno squalo martello, che proprio qui alle Galapagos, ma più a nord, nelle acque che bagnano le isole di Darwin e di Wolf, può essere ammirato in plotoni compatti di decine e decine di esemplari.

Ci imbattiamo invece in numerose tartarughe marine verdi; il mio record personale è di 17 esemplari avvistati nel corso di una immersione a Cozumel, in Yucatan. Qui, quando pensavo oramai che il record sarebbe stato battuto, dopo un po’ perdo il conto, complice anche il fatto che mi faccio distrarre da un paio di coppie di aquile di mare maculate che volteggiano sotto di noi, librandosi nel blu.

In ogni caso le tartarughe verdi erano veramente tante e non siamo neanche in periodo di riproduzione (da dicembre a marzo) quando le femmine si fanno vedere  maggiormente vicino alla riva, il luogo che faticosamente risaliranno per deporre le uova (anche un centinaio)  in una buca scavata con le loro zampe posteriori.
Una volta rientrati, decido di chiudere in bellezza la giornata, andandomi a godere il tramonto sul Cerro Tijeretas,  nel mirador dove c’è la statua di Charles Darwin, per ricordare la sua presenza a San Cristobal.

Prendo il sentiero seguendo inizialmente le indicazioni per Playa Mann e lungo il percorso mi godo alcuni splendidi scorci della costa nord di San Cristobal, rivedendomi Leon Dormido, questa volta a una altezza maggiore rispetto a qualche ora fa.

Al mirador di Darwin sono solo. Ne approfitto quindi per ridiventare bambino. Mi metto così a cavalcioni prima del leone di mare, poi della tartaruga gigante e infine dell’iguana in bronzo che stanno ai piedi della statua del biologo, per decidere su quale animale ammirare lo spettacolo del sole  che scompare all’orizzonte.

Alla fine, per non fare torto a nessuno, mi siedo in bilico sulla balaustra in legno del mirador, ed estraggo dallo zaino una ancora fresca, rossa Reptilia, una birra artigianale made in Galapagos  e il sacchetto di patatine acquistate per l’occasione. Stappo la bottiglia e brindo in onore di Darwin, per tutto il sapere che ci ha regalato!

9° giorno: Española
Española è l’isola più meridionale dell’arcipelago delle Galapagos. Per molti è anche una delle più belle e affascinanti e uno dei siti più popolari nelle Galapagos, in quanto ospita una straordinaria varietà e quantità di fauna selvatica.
Partiamo alla mattina presto e anche questa volta il gruppo è al completo, 16 persone.

L’approdo a Punta Suarez, dopo due ore di navigazione da Puerto Basquerizo Moreno è piuttosto agevole; per raggiungere il sentiero aggiriamo un gruppo di leoni marini, pigramente distesi sulla spiaggia. Ci sono alcuni piccoli che giocano nell’acqua.

E’ questo per loro un modo per iniziare a prendere confidenza con il mondo.
Carlos, la nostra guida, ci fa subito osservare le iguane marine dai vivaci colori rossi e verdi. Sono le uniche iguane marine, in tutte le Galapagos, la cui pelle rimane colorata nel corso dell’anno. Tra le rocce sbucano anche lucertole di lava.

Attraversiamo una zona con cespugli e ci inoltriamo poi in un’area dove alcune sule di Nazca stanno covando le uova lungo il sentiero, in prossimità delle scogliere. Gabbiani coda di rondine e altri uccelli marini si involano dentro e fuori gli anfratti delle scogliere.

Proseguiamo verso l’interno, il sentiero conduce a una scogliera sul lato meridionale dell’isola che si affaccia sull’oceano. Le onde si infrangono in una fenditura di lava, creando uno sfiatatoio che spruzza acqua a circa 30 metri di altezza.

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_albatri
Il punto forte di Punta Suarez – e forse una delle zone più importanti delle Galapagos, è la presenza degli albatri  delle Galapagos, uno dei tanti affascinanti misteri della natura. I biologi stimano che circa 25.000 – 30.000 esemplari, quasi tutta la popolazione mondiale di questi volatili, si ritrovi a  Española tra aprile e dicembre di ogni anno.

A novembre, il mese in cui mi trovo, gli albatross hanno praticamente terminato gli aspetti più straordinari del loro ciclo di vita: gli spettacolari rituali del corteggiamento, che prevedono una serie di movimenti del becco e l’emissione di sonori richiami che si possono osservare ad aprile, la deposizione delle uova a maggio, la nascita dei piccoli a giugno e luglio.

L’intera colonia lascia Española entro gennaio, con le prime partenze però già a dicembre, per poi tornare alla fine di marzo. I giovani albatri rimarranno in mare per circa cinque anni prima di tornare in a Española alla ricerca del loro partner.

Dopo pranzo ci rilassiamo sulla splendida Gardner Bay. La brezzolina mi invita a non stare fermo e ne approfitto così per farmi una splendida camminata, con i piedi nell’acqua, lungo la spiaggia di sabbia bianca che, con i suoi 2 chilometri, è una delle più lunghedell’arcipelago. Passo in rassegna a decine di leoni di mare sdraiati sulla rena a prendere il sole. Tornato alla base mi butto in acqua, giusto in tempo per vedere un po’ di pesci pappagallo, diversi pesci chirurgo e un paio di immancabili tartarughe verdi.

All’uscita dall’acqua sorprendo una coppia di mimi che cercano di ispezionare il mio zainetto alla ricerca di cibo.    I mimi sono impavidi e spesso atterrano sulla testa e sulle spalle dei visitatori in cerca di cibo.

Leggi il mio post Española cosa vedere >>
Guarda dove si trova Española >>

10° giorno: partenza
Oggi è una giornata triste. Mi spingo sino a Playa Punta Carola per il mio saluto finale al Pacifico. Non è molto lunga, solo 300 metri, ma come al solito ricca di natura. Osservo un gruppo di leoni di mare al sole, come dei nostrani vitelloni. Uno di loro, girandosi, a un certo punto alza una pinna; lo leggo come un segnale di saluto, meglio di arrivederci. Galapagos, a presto!

Galapagos diario di viaggio - racconto di un tour di 10 giorni_leone di mare con yacht

TI CONSIGLIO DI LEGGERE QUESTI MIEI POST
 √ Galapagos quando andare >>
Spiagge delle Galapagos: la guida alle 11 migliori >>

Galapagos: consigli per risparmiare >>
Galapagos: come raggiungere le isole >>
Crociera o soggiorno a terra? Come risparmiare >>
Crociera alle Galapagos: quanto costa, quale è la migliore? >>
Galapagos: consigli su come organizzare il viaggio >>
20 animali delle Galapagos da conoscere >>
Animali delle Galapagos la guida per conoscerli mese per mese >>

GRATIS SCARICA
L’EBOOK SULLE GALAPAGOS
CLICCA QUI

4. PROGRAMMI DI VIAGGIO ALLE GALAPAGOS

Vuoi finalmente  spiccare il volo per vedere e ammirare le Galapagos e i suoi straordinari animali? 


Puoi farti un’idea di alcune proposte:

NOTA BENE
👍  I programmi pubblicati  sono solo una parte di quelli che posso proporti. Chiedimeli 😉

👍  Tutti i soggiorni  sono modulabili e possono essere costruiti  su misura, a seconda di quello che desideri tu. Decidi tu quando partire!

👍  Le crociere invece hanno date fisse. Poi scegliere sia gli yacht tra 4 classi differenti che la lunghezza della crociera. Puoi ovviamente decidere di trascorrere alcuni giorni in crociera e altri di soggiorno a terra! 

👍 Anche le crociere dedicate ai sub hanno date fisse; la classificazione degli yacht ricalca quella delle crociere per tutti. 

👉 Leggi alcune recensioni scritte da chi ha viaggiato con me !
Torna all’indice

 

Hai un sogno nel cassetto?
Un’idea di viaggio da sviluppare?
Un preventivo da chiedere?

CONTATTAMI QUI!

SCOPRI CHI SONO
Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da 30 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera. E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog in cui ti trovi e creare più di 350 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

Se vuoi sapere chi sono e che cosa posso fare per te clicca qui >>>

Hai un sogno nel cassetto?
Un’idea di viaggio da sviluppare?
Un preventivo da chiedere?

CONTATTAMI QUI!

 

Scopri le Galápagos con il mio blog

Se ti piaciuto questo post, ti invito a scoprire le Galápagos  attraverso il mio blog Viaggio in Centro-SudAmerica .
Sono tutte informazioni in più che spero ti possano essere utili per preparare e arricchire il tuo programma di viaggio alle Galapagos e la tua conoscenza, più in generale, dell’America latina.

Ecco alcuni miei post che ti potrebbero interessare: 

Pianificazione e cornice generale

Isole principali e città

Luoghi e baie da non perdere

Natura, animali e Darwin

Itinerari, programmi e racconti

 

Condividi su:

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Email

√ Hai uno spirito avventuroso e ai tuoi viaggi chiedi solo esperienze fuori dall’ordinario o preferisci goderti fino all’ultima goccia il benefico e rigenerante relax di una magnifica spiaggia?

√ Ti piacciono gli spazi aperti, dove il tuo sguardo scorre verso gli orizzonti infiniti o dove percorrere decine di chilometri senza incontrare anima viva o preferisci delle città vivaci e frizzanti ?

√ Qualunque siano i tuoi interessi, le tue passioni, i tuoi desideri…. Benvenuta e benvenuto nel mio blog! Mi auguro che i post e  i video che troverai contribuiscano a farti innamorare del Centro e Sud America 😊

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
powered by Google
Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

potrebbe interessarti...

Ultimi post

Hai un sogno nel cassetto? Un'idea di viaggio da sviluppare? Un preventivo da chiedere?