El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Ultimo aggiornamento del post 18 Agosto, 2025

El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Immagina durante il tuo viaggio in Guatemala di camminare per giorni in una giungla fitta, tra ceiba giganti coperte di liane, scimmie ragno che scrutano dall’alto e impronte di giaguaro impresse nel fango.
All’improvviso, dietro un muro di vegetazione, spunta una scalinata colossale: sei arrivato a El Mirador, la “città madre” del mondo maya.

Questo sito archeologico – nascosto nell’estremo nord del Guatemala, a quasi duecento chilometri di selva dalla prima strada asfaltata – è più antico di Tikal e vanta la piramide più grande per volume dell’intera Mesoamerica.
Raggiungerlo non è una gita domenicale: occorrono cinque-sei giorni di trekking (o un costoso volo charter) fra fango, zanzare e pioggia tropicale.

Ti accompagnerò in questo post alla scoperta di El Mirador.
Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Guatemala (per cui, come tour operator, ho creato più di 17 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 1050 post le straordinarie  bellezze  del Guatemala e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Storia di El Mirador

Gli archeologi stimano che El Mirador nacque intorno al III secolo a.C., quando la civiltà maya muoveva i primi passi verso le grandi architetture di pietra.
Tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. la città conobbe il suo apogeo: oltre 200 000 abitanti, una fitta rete di bacini per la raccolta dell’acqua piovana e imponenti piramidi triadiche rivestite di stucchi bianchi.
Poi – per ragioni ancora discusse, forse guerre interne o esaurimento delle risorse – l’insediamento fu abbandonato e la selva ne cancellò i sentieri.

La “riscoperta” moderna risale al 1926, quando il chiclero Fidel León Hernández (chiclero indica i raccoglitori di chicle, la gomma naturale estratta incidendo la corteccia del sapodilla (Manilkara zapota) annotò rovine monumentali durante una spedizione di raccolta del lattice.
Dovettero, però, passare trent’anni prima che Ian Graham – pioniere della cartografia maya – mappasse seriamente l’area.
Negli anni Settanta l’antropologo Bruce Dahlin e, poco dopo, l’archeologo Ray Matheny avviarono gli scavi sistematici, svelando bacini idraulici, calzadas sopraelevate e mascheroni alti otto metri.

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Oggi il progetto Cuenca Mirador, coordinato da Richard Hansen, continua a scavare e a proteggere il sito dal saccheggio di manufatti in stucco.

El Mirador non fu una città isolata: costituiva il centro di una costellazione di insediamenti collegati da strade rialzate larghe venti metri

El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Cosa vedere a El Mirador

Complesso El Tigre

Avvicinandoti dal campo base Tintal–La Muerta, la prima piramide che appare è El Tigre: 55 metri d’altezza, tre templi sulla sommità e un’enorme piazza cerimoniale. Salire i gradoni consumati dal tempo richiede fiato e prudenza, ma la vista sulla giungla vale l’impresa: un tappeto verde senza strade né antenne, interrotto solo da picchi di pietra che segnalano altre rovine.

La Danta, il colosso nascosto

Proseguendo lungo la calzada principale si raggiunge il gioiello del sito: la piattaforma de La Danta.
Con i suoi 70 metri d’altezza e un volume stimato di venti milioni di metri cubi, supera di gran lunga le piramidi di Giza. Il percorso per arrivare in vetta serpeggia tra terrazze ricoperte di radici e liane. In cima, nelle giornate terse della stagione secca (dicembre–aprile), si scorgono le cime di Calakmul in Messico e, verso sud, la sagoma scura dei vulcani del Guatemala.

Los Monos e la Grande Acropoli

Il gruppo Los Monos ospita mascheroni in stile Preclassico raffiguranti giaguari celesti e signori seduti su troni serpentiformi.
Poco più a nord la Grande Acropoli Centrale racchiude templi triadici, cortili residenziali e il palazzo amministrativo che curava la raccolta e la ridistribuzione del mais. Studiare queste architetture aiuta a capire l’origine dei canoni estetici che ritroverai, in forma evoluta, a Tikal qualche secolo più tardi.

Piramide El León e gli altari di stucco

El León, più modesta in altezza (circa 30 metri), conserva altari in stucco ancora policromi: un privilegio raro, protetto da tettoie di lamiera ed equipaggi di studenti volontari che spazzolano licheni con setole di nylon.

Orientarsi sul campo

Il sentiero principale – largo due metri e segnato da frecce rosse dipinte sui tronchi – collega i campi base Tintal, La Muerta e Nakbé prima di entrare a El Mirador. Le guide comunitarie Q’eqchi’ portano mappe plastificate con coordinate GPS; la copertura telefonica è assente, quindi avvisa i familiari che resterai offline per una settimana.

Scimmia urlatrice El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Trekking a El Mirador: l’avventura nella giungla

Raggiungere El Mirador non è una semplice passeggiata: è un’immersione di cinque giorni nel polmone verde del Petén, dove il sentiero — spesso fangoso, sempre profumato di terra bagnata — segue antiche sacbé sopraelevate costruite dai Maya oltre duemila anni fa.
Camminerai sotto archi di ceiba altissime, con i tucani che  fischiano da rami invisibili e, se sei fortunato, il guizzo di una scimmia ragno che salta da un ficus all’altro.
La notte, dal campo tende, potresti sentire il richiamo delle scimmie urlatrici o, più lontano, il ruggito del giaguaro — ricorda che attacca solo prede facili, quindi tieni il cibo ben chiuso e la torcia a portata di mano.

Le giornate cominciano presto, spesso prima dell’alba: l’aria è fresca, le foglie stillano rugiada e il terreno offre ancora un po’ di aderenza.
Le tappe richiedono tra le sei e le otto ore di marcia; è fondamentale presentarsi con un buon livello di allenamento aerobico, spalle abituate allo zaino e scarponi già rodati. Il premio?
Arrivare al bordo della piramide El Tigre, sederti sui gradoni erosi dal tempo e guardare la giungla che diventa rosa sotto il sole nascente, senza un’anima intorno.

Tutto il portage — tende, viveri, acqua potabile — è gestito da mulattieri della comunità Carmelita; tu dovrai concentrarti su passo, idratazione e curiosità.
Sulla penultima terrazza di La Danta le guide mostrano i frammenti di stucco originale: un viso di sovrano con pupille d’ossidiana ancora incastrate nell’intonaco.

Toccare è vietato, ma puoi fotografare (senza flash) e chiedere il perché di quelle pupille brillanti: scoprirai che i Maya legavano lo sguardo del re alle stelle, un dettaglio che dà senso agli allineamenti astronomici di tutte le grandi città, dai vulcani del Guatemala fino alle coste dello Yucatán.

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Quanto è duro il trekking?

Il sentiero è quasi sempre pianeggiante, ma il caldo (30 °C medi con umidità oltre l’80 %) lo rende impegnativo. Le piogge — da maggio a ottobre — trasformano il fango in una colla che rallenta il passo; nella stagione secca la polvere finissima entra ovunque.
Ti serviranno:

  • due litri d’acqua d’avvio, poi integrazione con i bidoni di purificata che trovi ai campi;

  • sali minerali in bustine, da sciogliere ogni giorno;

  • camicia tecnica a maniche lunghe per proteggerti dal sole e dalle punture di zanzara;

e, non ultimo, la capacità di marciare in fila senza superare la guida: la giungla ospita fer-de-lance e piccoli corallini, serpenti che non gradiscono sorprese.

Trekker El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Percorsi di trekking di 5 giorni

Dal “Mundo Maya” a El Tintal

Atterri all’aeroporto Mundo Maya di Flores, capitale del Petén; in un’ora di pista rossa raggiungi la comunità Carmelita, cooperativa che gestisce i permessi di ingresso e forma le guide Q’eqchi’.
Dopo un briefing su sicurezza e paleontologia del sito (utile per capire il suolo calcareo che camminerai), entri nel bosco. In quattro ore arrivi al campo El Tintal: primo assaggio di rovine, una piramide di quaranta metri avvolta da strangolatori di ficus.

Traversata Tintal–Mirador

Il secondo giorno è il più lungo: 26 km lungo la calzada, la “super-strada” bianca che collegava le capitali preclassiche. Il sentiero è ombreggiato ma spezza il fiato per l’umidità. Sosta a La Muerta: due piramidi più piccole con mascheroni di scimmia, prima anteprima dello stile triadico.
Nel tardo pomeriggio, arrivi all’accampamento di El Zompopero e, mezz’ora dopo, al plateau monumentale di El Mirador: il tramonto dal complesso El Tigre infiamma chilometri di selva.

Giornata intera su La Danta

Il terzo giorno rimani dentro El Mirador: visita guidata al fregio degli Eroi Gemelli, alla piramide Los Monos e alla Grande Acropoli, poi salita pomeridiana ai 70 m di La Danta per il crepuscolo. Sono gradini alti mezzo metro, scavati dal piede di milioni di pellegrini antichi: sali lento, fermati a metà a bere e goditi la brezza.

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Ritorno e Henequén al tramonto

Quarto giorno: rientro a El Tintal, meno caldo perché il corpo si è adattato e la foresta offre ombra regolare. Al calar del sole sali sulla piramide Henequén — forse un osservatorio — per rivedere il percorso appena compiuto: la linea bianca del sacbé si distingue ancora fra il verde smeraldo.

Ultima tappa verso Carmelita

Quinto giorno: colazione all’alba e ritorno alla civiltà. Di solito arrivi a Carmelita verso le 13; doccia fredda, pranzo comunitario e trasferimento in fuoristrada all’aeroporto di Flores. Da lì, puoi volare a Città del Guatemala o proseguire in shuttle verso Rio Dulce per un meritato bagno d’acqua salata.

Perché non andarci da solo

La selva è labirintica e la segnaletica quasi inesistente. Il rischio non è il giaguaro, ma perdersi, finire l’acqua e trovarsi senza GPS con batteria. Inoltre solo le guide locali possono aprire i cancelli di accesso, gestiti dalla Conap (ente parchi) e dalla cooperativa Carmelita.
Con loro sostieni l’economia comunitaria e accedi a racconti che nessuna guida cartacea possiede — storie di scavi clandestini, di petroglifi ancora sepolti e di come il copal serva tuttora nei riti Q’eqchi’.

Scimmia ragno El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Cosa portare: equipaggiamento essenziale

Nel Petén la giungla è un organismo vivo: umida, densa, capace di sorprender-ti con un temporale tropicale a mezzogiorno e un sole feroce un’ora dopo. Per questo il tuo zaino non può essere un terno al lotto ma una piccola cassetta degli attrezzi studiata al grammo.
Servono dieci cose, né una di più né una di meno.

Primo: una crema solare minerale ad alta protezione; la foresta filtra la luce ma sui sacbé esposti non c’è pietà.

Secondo e terzo: giacca impermeabile leggera e sacco-lenzuolo in cotone, indispensabili la notte – l’umidità schizza al 95 % e l’escursione termica sorprende sotto la tenda.

Quarto: la tua farmacia portatile (antistaminico, antibiotico a largo spettro, loperamide, cerotti idrocolloidali per le vesciche).

Quinto: repellente con 30 % DEET, vero scudo contro la zanzara che trasmette la dengue.

Sesto: lampada frontale a LED con batterie di scorta; dentro i templi di El Mirador il buio è assoluto e il fascio ti salva la caviglia.

Settimo: dieci salviette umide biodegradabili al giorno – niente docce in mezzo alla selva.

Ottavo: scarponcini da trekking già rodati, suola Vibram scolpita; la fanghiglia del sentiero inghiotte le sneaker in venti minuti.

Nono: due completi in tessuto tecnico a rapida asciugatura; lavali la sera, saranno quasi asciutti al mattino.

Decimo: borraccia filtrante da un litro; ai campi trovi taniche di acqua purificata, ma lungo il cammino potrai attingere direttamente – con il filtro – dalle pozze limpide che sgorgano dal karst.

Stucco El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

Periodo migliore per visitare

Per goderti un cielo terso sulla piramide La Danta programma il cammino tra dicembre e aprile, la stagione secca.
Le temperature restano calde (28-32 °C di giorno) ma il terreno drena e il fango non supera la caviglia.
Da maggio in poi comincia il festival dei temporali pomeridiani: le radici diventano sapone, i rami caduti si mimetizzano sotto le pozzanghere e le tappe si allungano.
Ad agosto, se sei abbastanza avventuroso, il sentiero è un corridoio di farfalle morfo e rospi foglia: esperienza memorabile, a patto di accettare che la pioggia possa bloccare i mulattieri per qualche ora.

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Con il pacchetto trekking comunitario non devi impazzire con la logistica: nella quota sono compresi guida locale bilingue, cuoco da campo, mulattieri con cavalli per i bagagli pesanti, tende igloo, materassini, tre pasti abbondanti al giorno, snack energetici, acqua filtrata, trasferimenti a/r da Carmelita e i permessi Conap per l’ingresso in area protetta.

Tu metti gambe e curiosità, loro pensano a riso con verdure, pollo al mojo, tortillas calde e perfino un caffè d’altura del lago Atitlán al risveglio.
Non serve portare denaro per acquistare cibo lungo la rotta: non c’è nulla da comprare se non, al rientro, qualche souvenir del Guatemala nel piccolo negozio della cooperativa.

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Consigli aggiuntivi

L’accesso a El Mirador è regolato: la guida deve registrare il gruppo all’ufficio Conap di Carmelita e riportare il numero di passaporti. Senza quel timbro, ai check-point nella selva vieni rimandato indietro.

La giungla ospita insetti festaioli: copri le caviglie con calze alte, raccogli i pantaloni dentro gli scarponi e controlla la pelle ogni sera per le zecche minuscole. Serpenti? Quasi tutti schivi; cammina in fila indiana, fai rumore con i bastoncini e ricordati che la fer-de-lance preferisce il crepuscolo.

Porta quetzales in banconote piccole: a Flores o Carmelita potresti voler lasciare una mancia (circa 50 GTQ al cuoco e 30 GTQ a ogni mulattiere per cinque giorni di lavoro pesante). Il dollaro USA è accettato, ma il resto ti verrà dato in moneta locale.

El Mirador: Guida Completa alla Città Maya Perduta nel Petén

In Viaggio a El Mirador e in Guatemala con Roberto Furlani

Organizzare da solo il «trekking dei cinque giorni» significa coordinare cooperativa, trasporti, alimentazione, permessi, assicurazione medica e briefing di sicurezza.
Posso pianificare  il tuo volo su Città del Guatemala o direttamente su Flores, prenotare il trekking ,  organizzare il rientro a  Antigua  o il proseguimento del tuo viaggio in Guatemala.

In più ricevi il mio e-book gratuito «Dal Tikal a El Mirador: dizionario di sopravvivenza Maya», dove trovi glossario di 50 parole Q’eqchi’, consigli nutrizionali e la tabella di marcia ottimale per acclimatarti senza colpi di calore.

Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Guatemala (per cui, come tour operator, ho creato più di 17 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel  (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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FAQ – Frequently Asked Questions

Sì, Tikal fu una delle principali città‑stato del mondo maya, con templi monumentali, steli istoriate e grandi piazze cerimoniali connesse da cammini selciati.
Il Guatemala tutela un complesso immerso nella foresta del Petén, visitabile con itinerari che toccano Gran Plaza, Templo I–II e Templo IV in 3–5 ore.

Il peso storico si riconosce nella densità di edifici e nelle iscrizioni sui sovrani, oltre che nella posizione strategica su alture a 260–300 metri sul livello del mare.
Per la logistica fai base a Flores e considera 64–70 km di strada in 75–95 minuti fino all’ingresso.
Se desideri assistere all’alba nel parco serve un permesso da richiedere il giorno precedente.
Ti consiglio la visita di Tikal con una guida ufficiale se vuoi  interpretare rilievi e allineamenti.

Non esiste una capitale unica valida per tutte le epoche.
Nel Preclassico spicca El Mirador per vastità e prime grandi piramidi della selva, mentre nel Classico primeggiano centri come Tikal e, fuori dai confini odierni, città come Calakmul, Palenque o Copán.
La “capitale” dipende quindi dal periodo e dall’area geopolitica di riferimento.
Se vuoi leggere entrambi i momenti storici nello stesso viaggio, combina Tikal con El Mirador sapendo che il primo è accessibile da Flores in 75–95 minuti, mentre El Mirador richiede trekking o logistica su piste con tempi più lunghi.

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√ Hai uno spirito avventuroso e ai tuoi viaggi chiedi solo esperienze fuori dall’ordinario o preferisci goderti fino all’ultima goccia il benefico e rigenerante relax di una magnifica spiaggia?

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Recensioni Google

5.0
Basato su 13 recensioni
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Elena Mauri
20:25 09 Oct 25
Viaggio Perù e Bolivia
Abbiamo scelto un viaggio Peru e Bolivia fine agosto inizio settembre 2025, organizzato per noi soltanto, visto il nostro desiderio di conciliare queste 2 mete prima dell'inizio della scuola. Arrivo a Lima-Arequipa-Puno e Titicaca-La Paz-Uyuni-Cusco-Aguacaliente-Machu-Piccu-Polcoyo-Partenza da Lima.
Il viaggio è andato benissimo, non ci sono stati intoppi di nessun genere. Il meteo era perfetto, pioggia solo una notte. Partiamo dal fatto che il viaggio è stato pensato in maniera veramente ottima, dall'acclimatamento ai momenti per recuperare le forze. Tutti ma veramente tutti sono stati puntualissimi e super professionali. Tutti gli autisti sono stati ineccepibili, giuda perfetta, ci hanno non solo portato alle destinazioni, ma ci hanno aiutato nelle pratiche per l'imbarco dei bus e si sono sempre sincerati che l'auitista successivo sia presente (frontiera tra Peru-Bolivia). Il personale che ci ha accolto a Lima, Cusco estremamente professionale. Ovviamente ci sono guide degne di una elogio e guide che forse avrebbero potuto fare di più, ma si sa che non siamo tutti uguali e magari non nella giornata gusta.

Punti degni di nota:
-entrata a Machu Picchu all'apertura alle 6.00 ha fatto la differenza!
-Montagne arcobaleno, Polcoyo in particolare, sono stata una levataccia ma una meraviglia da non perdere, con poca gente e visita con tranquillità (grazie per avercele suggerite). La valle per arrivarci è veramente bella e ancora autentica.
-Uyuni e le lagune degli altipiani sono un'esperienza che ti resta nel cuore, una magia che ti strega!
-Tratte in bus cama, super apprezzate sia tra Arequipa a Puno che da La Paz a Uyumi e ritorno. Il servizio delle compagnie scelte era veramente ottimo!
-Albergo Tierra Viva a Puno con la camera superior soprattutto dopo i giorni al salar di Uyuni
-Alberghi tutti ok forse quello che mi è piaciuto meno era quello di Arequipa e quello basico di alta quota.
-Cucina peruviana strepitosa, non lo sapevamo ma una rivelazione interessante.
-La Paz è stato una scoperta, non si può dire bellissima ma molto particolare sotto vari aspetti
-Non ci siamo mai trovati in difficoltà in aree pericolose grazie alla organizzazione. La gente è sempre stata cordiale.

Punti che per me potrebbero essere migliorati:
- Gita sul lago Titicaca (Tequile e isole Uros) troppo turistiche e la guida avrebbe dovuto impegnarsi un pò di più.
- Alloggio basico tra le lagune boliviane, ma a 4600 m è difficile chiedere di più.
- Autista Salar e altipiani: giovane un po' sbrigativo ci ha mollati le sere mente le altre guide erano presenti. Una sera essendo arrivati per ultimi hanno dovuto inventarsi una cena arrivata parecchio tardi dopo gli altri. Però ha guidato bene e organizzato aperitivo e pranzi benissimo, non possiamo lamentarci di null'altro. Anche il bagno nelle acque termali a quasi 5000 è stato ben gestito.

Vorrei aggiungere che, grazie alla accurata organizzazione di Roberto e le agenzie locali, abbiamo potuto apprezzare e goderci pienamente il viaggio.
Maria Sole Cammeresi
09:29 27 Sep 25
Il nostro viaggio è andato benissimo, ha veramente superato le nostre aspettative (che erano già alte!).
Scegliere cosa ci sia piaciuto di più è difficile, ma effettivamente l’isola di San Cristobal è stata la nostra preferita (complice anche il bellissimo sole che ci ha accolto). Le escursioni sono andate tutte molto bene, Pinzon è stata però quella che ci ha regalato di più per quanto riguarda le esperienze con gli animali, ma scegliere la nostra preferita è veramente difficile!
Anche Quito ci è piaciuta moltissimo, ci hanno colpito particolarmente le bellissime chiese gotiche e barocche e l’accoglienza e simpatia dei suoi abitanti.
Annapaola Deiana
09:44 23 Sep 25
Il viaggio che Roberto ci ha aiutato ad organizzare è andato molto bene: impeccabile sotto un profilo organizzativo e bellissimo sotto un profilo paesaggistico.
Ci ha consentito di realizzare quel mix che volevamo tra autonomia (nei giorni in cui abbiamo viaggiato tra Arica, Codpa, Putre, Iquique e Calama con la macchina noleggiata) ed organizzazione (i tour a San Pedro ed I 4 giorni boliviani).
I partner locali che ci hanno fornito supporto (Chile Tours e La Torre Tours) sono stati puntuali e molto proattivi. Ci siamo sentiti seguiti e accuditi.
Le informazioni che Roberto ci ha messo a disposizione sono state preziose nel programmare i nostri giorni "in libertà" nel nord del Paese. Il nostro consiglio per dare un supporto ancora più efficace, aiutando le persone che sceglieranno un tour simile al nostro, è di integrare le informazioni con i seguenti aspetti:

1) Nell'anello da Arica (aeroporto) ad Arica non ci sono rifornitori di gasolio; beninteso, il pieno ci è bastato ma, considerato che la raccomandazione della società di noleggio, è stato di mantenere la macchina "su-di-giri" per non ingolfare il motore, è comunque utile da sapere per programmare eventuali detour o allungamenti del percorso (capiamo che a Putre è possibile acquistare gasolio in taniche);
2) Da molti mesi la Ruta 11 che porta a Putre (Arica- La Paz) è interrotta tutti i giorni per diverse ore, cosa che ci ha costretti a lunghe attese. Sarebbe utile essere informati degli orari di apertura per poter programmare meglio le tempistiche del percorso;
3) La descrizione del tour in Bolivia mette giustamente in risalto le bellezze naturali di ciò che si andrà a vedere ma sarebbe opportuno segnalare la lunghezza dei tragitti in auto (cosa che invece giustamente ci è stato segnalato nelle informazioni sul tour nel nord del Cile) ed il fatto che l’80% del viaggio si svolge su strade bianche il cui stato potrebbe essere molto brutto con conseguenze sul fisico di chi non è abituato (e non è alla guida). Se, per ipotesi, un viaggiatore che soffrisse di mal di schiena, non potrebbe affrontare un viaggio del genere, nonostante la perizia della guida / autista (nel nostro caso, il signor Vicente, una persona di grandissima esperienza e perizia).

Il supporto di Roberto è stato eccellente e, anche se non è stato necessario, il fatto di poter contare sulla sua costante presenza è stato un grandissimo contributo al confort del nostro viaggio.
Anche se non abbiamo prossimi viaggi sudamericani in programma, quando succederà, Roberto sara senz'altro un riferimento a cui tornare.
Flavio Cordioli
10:00 14 Sep 25
Barbara e Flavio
Tour classico del Peru'
Dal 6 al 23 Agosto 2025

Caro Roberto
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine per aver promosso e organizzato assieme al team di Peru' responsabile un tour del Peru' perfetto e su misura per noi.
Il viaggio è andato ben oltre le nostre aspettative, e ci ha permesso non solo di ammirare le bellezze di questo incredibile paese, ma anche (come nei nostri desideri) di entrare più profondamente in contatto (anche se per periodo breve) con la gente e la cultura peruviana, nonchè con il fascino della sua incredibile e misteriosa storia precolombiana.
Un plauso in particolare a tutti gli operatori peruviani di Perù responsabile, incluso tutte le guide molto gentili e professionali , e tutti gli addetti (contatti per emergenze, autisti etc). In ogni Hotel e da ogni contatto di Peru' responsabile ci siamo sentiti ben accolti, al sicuro, in buone mani e a volte abbiamo avuto la sensazione di avere un trattamento privilegiato, trovandoci spesso da soli con la nostra guida (e in più con l'autista per escursioni giornaliere).
Non mancheremo nel consigliare di contattare Roberto Furlani e Evolution Travel a chi vorrà visitare il Peru' ma anche il sud America nei paesi di sua competenza.
Grazie ancora
Barbara e Flavio
Mauro Minenna
10:55 12 Sep 25
Roberto ha organizzato per me e per la mia famiglia un viaggio a Cuba rendendolo una esperienza di viaggio straordinariamente autentica e un modo per conoscere persone e le loro storie. Una visione di viaggio sostenibile e responsabile nella quale mi riconosco moltissimo. Vi invito a fidarvi di lui e della sua sensibilità e competenze!
Alessandro Luppino
16:40 08 Sep 25
Il viaggio è stato molto bello e ci e piaciuto veramente tanto. Le 2 visite con la guida privata sono state interessantissime. Personalmente il tour puno/cusco ci ha coinvolto un po meno per i tempi troppo serrati (ma so che questo non dipende da voi ma e già cosi). Siamo stati molto soddisfatti dei trasporti perché erano tutti molto puntuali gentili e disponibili.
Grazie ancora per averci aiutato!!!
Alessandro
Matteo Gatti
13:29 04 Sep 25
HO FATTO UN VIAGGIO A DICEMBRE 2024 CON LA MIA FAMIGLIA ALLE GALAPAGOS.ROBERTO è MOLTO PREPARATO E PROFESSIONALE, SI PERCEPISCE LA SUA PASSIONE .HA ORGANIZZATO TUTTO NEI MINIMI DETTAGLI, RISPECCHIANDO TUTTI I NOSTRI DESIDERI.
ABBIAMO FATTO 15 GIORNI PIENI DI ESCURSIONI E SPOSTAMENTI TRA LE VARIE ISOLE E AL NOSTRO ARRIVO C' ERA SEMPRE QUALCUNO AD ASPETTARCI . QUANDO ABBIAMO AVUTO PROBLEMI CON UN ESCURSIONE ROBERTO è STATO SUBITO PRONTO AD AIUTARCI E RISOLVERE IL PROBLEMA .
massimo cecchi
12:36 04 Sep 25
viaggio stupendo, nonostante i tanti trasferimenti voli ecc nessun disguido, puntualità eccezionale.
Non poteva andare meglio!
LAURA MEGLI
23:20 30 Aug 25
Il viaggio è stato stupendo!!! Un complimento particolare a tutte le agenzie locali per l'accoglienza, la gentilezza e la puntualità. Ottima professionalità per le guide, in particolare Massimo del Cile e Adalid al Titicaca.
Il programma ha seguito un'ottima tabella di marcia!
Un immenso grazie a Roberto per il supporto e l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, è stato unico❤️
A presto ☺️
rossana cherici
13:23 28 Aug 25
Grazie mille, Roberto. Il viaggio in Perù ' stato molto bello. Impegnativo, ma si sapeva. Eccezionale Perù Responsabile, per organizzazione, disponibilità, livello delle guide, puntualità, ecc.
Per quanto riguarda il trekking di Vera Cruz, direi che Eco Ice sembra una delle agenzie più organizzate: tende spaziose, materassini comodi, stanza a disposizione al ritorno prima del pullman.
Nell'insieme, un'esperienza da affrontare con la dovuta preparazione, ma che poi inserisci nella lista dei viaggi memorabili.

Non è tutto qui! In questi anni ho aiutato tantissime altre persone a costruire il viaggio dei loro sogni!

Guarda la pagina dove ho raccolto le testimonianze reali di chi si è affidato a me per il suo viaggio in Centro e Sud America!

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